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Martedì, 16 Ottobre 2018

TRIESTE, TRASPORTO DISABILI: "QUELL'APPALTO VIOLA CCNL E DIRITTI LAVORATORI" In primo piano

Scritto da  Redazione Set 14, 2018

Le procedure di assegnazione dei servizi sociali, sanitari, riabilitativi ed ausiliari dell’ASP ITIS e di trasporto sanitario dell’ASUITS di Trieste violano le norme sugli appalti e sugli affidamenti al Terzo Settore? Se lo chiedono in una nota congiunta Legacoopsociali, Federsolidarietà, Agci Solidarietà, Cgil, Cisl e Uil

Il Comitato che riunisce le parti sociali stipulanti il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Cooperazione Sociale (centrali cooperative e Cgil-Cisl-Uil) e che gli conferisce anche il compito di Osservatorio sugli appalti, “nelle settimane scorse ha scritto ai due enti per contestare le modalità di affidamento contenute nelle due procedure in quanto – pur differenti tecnicamente – sono accomunate da una significativa impostazione che – a nostro parere - lede pesantemente la libera concorrenza di mercato”, con conseguenze non secondarie, in termini di possibili violazioni del CCNL e dei diritti dei lavoratori, oltre che “di verosimile ed inevitabile scadimento del trattamento dell’utenza”.

 In breve sintesi emerge che “la gara dell’ITIS presenta delle barriere di accesso sproporzionate, che contrastano in maniera abnorme con quanto affermato dalla normativa e dalla giurisprudenza recente in materia di appalti che vuole favorire la massima partecipazione e concorrenza. È inoltre previsto l’inquadramento di tutto il personale assistenziale (gli OSS) al livello C1, il che è inferiore al livello C2 obbligatorio per CCNL, e la non corresponsione ai terapisti della riabilitazione dell’indennità di funzione. Questa norma determina una diminuzione sostanziale della base d’asta attorno al 25%, rendendo insostenibile il budget gestionale”.

“Quanto all’ASUITS, la procedura per l’assegnazione dei servizi di soccorso e trasporto con ambulanze viene effettuata, per l’ennesima volta, attraverso una procedura riservata ad Organizzazioni di volontariato od Associazioni di promozione sociale, violando così le regole di affidamento ad organismi del Terzo Settore. In particolare, pare non potersi riscontare la gratuità delle prestazioni del personale impiegato nel servizio, condizione normativa da sempre vigente e rafforzata sia dell’emanazione del Codice del Terzo Settore, che dal Consiglio di Stato che, in un recentissimo parere del 26 luglio scorso all’ANAC, ha ribadito senza ombra di dubbio, appunto, l’essenzialità della gratuità. Anche in considerazione delle risposte avute dagli Enti citati relativamente a quanto segnalato, che riteniamo assolutamente non adeguate, non ci rimane che denunciare quanto a nostra conoscenza all’opinione pubblica ed agli organismi preposti”.

L'ultima modifica Venerdì, 14 Settembre 2018 15:32
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