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AMBIENTE E SALUTE: COSA RISCHIA IL SUD

Spesso si dice che il cancro del Sud siano le mafie. Eppure nel Mezzogiorno sta esplodendo concretamente l'emergenza sanitaria. Dalla scorsa estate è partita la crisi dell'Ilva di Taranto con le tensioni tra il bisogno di lavoro e il diritto alla salute. In questi giorni, però, un altro fronte si sta aprendo:

in Campania arrivano dati scientifici dopo 20 anni di disastrosa gestione dello smaltimento dei rifiuti e di roghi tossici e criminali in tutta la sua provincia. Dal portale www.napolicittasociale.it ecco la cronaca della campagna Stop Biocidio con scienziati, medici, comitati e giornalisti: 

Nasce la campagna stop biocidio

Lo scienziato Antonio Giordano: “aumentano i tumori in campania, dati scientifici inoppugnabili”

«Dati scientifici inoppugnabili lo dimostrano: nelle province di Napoli e Caserta c’è un aumento dei tumori. O il Dna dei campani è bucato o siamo di fronte a un agente cancerogeno esterno». A dichiararlo sono gli scienziati Antonio Giordano e Giulio Tarro, autori del libro bianco “Campania, terra di veleni”, nel corso del dibattito “Stop Biodicio – Dalla denuncia alla lotta” che si è tenuto alla sala Nugnes del consiglio comunale di Napoli in via Verdi.

Giordano ha anche ribadito: «Dai nostri studi registriamo un aumento di oltre 40mila casi di cancro alla mammella e un +13% di crescita tra le donne sotto i 40 anni, oltre all’incremento della fascia d’età 25-35 anni. Bisogna portare questa situazione all’attenzione della comunità internazionale».

All’incontro promosso da Medicina democratica, Isde Medici per l’ambiente, Rete Commons! e comitato “Zero rifiuti industriali” è stata lanciata la campagna Stop Biocidio a cui hanno aderito comitati, medici, scienziati e giornalisti. L’obiettivo della mobilitazione, nata e stimolata dai recenti studi scientifici e dal libro-inchiesta dei giornalisti Giuseppe Manzo e Antonio Musella “Chi comanda Napoli”, si riassume in tre punti: bonifica del territorio, indagini epidemiologiche e prevenzione e cura dei tumori. Sotto accusa, durante gli interventi e le testimonianze di cittadini e attivisti, l’assenza e la reticenza delle istituzioni locali, oltre all’inefficienza del servizio sanitario regionale.«Il sistema sanitario è in forte crisi – dichiarato Paolo Fierro, Medicina democratica – e chi come ma è un medico ospedaliero lo riscontra ogni giorno. Tutto avviene a fronte di un ticket che negli ultimi anni è aumentato del 400%».

A Fierro fa eco la denuncia di Giuseppe Comella: «Non ci riconosciamo nel decreto sul registro dei tumori appena approvato dal governatore Stefano Caldoro – ha detto l’oncologo dell’Isde Medici per l’ambiente – in merito alla legge che noi abbiamo scritto e presentato due anni fa: i dati elaborati dal comitato tecnico scientifico non saranno più in capo alle Asl ma direttamente all’assessorato regionale. Inoltre stiamo preparando anche un monitariggio nel territorio cittadino di Napoli, analizzando i dati in ogni municipalità».

Redazione

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