logo nelpaese

UN PATTO PER IL NEW WELFARE IN VENETO

Legacoopsociali e Regione: un patto di responsabilità per il new welfare Veneto. Comunità e territori al centro Rizzi: «L’innovazione passa per nuove prassi e un nuovo dialogo con istituzioni e enti locali» Sernagiotto: «Dal welfare state al welfare community. Regione promotrice del cambiamento». Questi i temi dell'assemblea regionale di Legacoopsociali verso il III Congresso nazionale

 

 

 

Cooperative sociali che portano avanti con successo percorsi di cambiamento nell’erogazione di prestazione di welfare e servizi, che sono incentrati sul protagonismo sociale e mettono al centro la responsabilità dei lavoratori e di tutti i cittadini.

Realtà che sperimentano altri modelli di welfare, si riconoscono in una concezione di economia capace di generare integrazione per ognuno, e lavorano in sinergia con tutti gli attori del territorio per generare crescita, lavoro e occupazione. È questo il Veneto della cooperazione sociale andato in scena stamane, all’Hotel Filanda di Cittadella (Padova), dove si è svolto il convegno regionale organizzato da Legacoop Veneto “Innovazione Sociale e Territorio – Le nuove sfide della cooperazione sociale”, nel corso del quale è stato presentato il progetto padovano di inclusione sociale “xbene – Moltiplicatori di benessere”, premiato dalla Regione come miglior progetto veneto di innovazione sociale. Promosso dalle cooperative Te.so.ri e Stile, in partnership con le associazioni Son.i.ka e Dinamika, il progetto si realizzerà a Villa del Conte (Padova), e dalle “ceneri” di un classico capannone industriale farà nascere un centro multifunzionale dedicato alla comunità dell’Alta Padovana e al suo benessere, inteso come mix imprescindibile di relazioni fra tutte le persone (inclusi i soggetti con disabilità e svantaggio), cura del corpo e promozione della creatività, rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale oltre che economica.

La progettazione del centro è stata affidata allo studio Carlana Mezzalira Pentimalli: tre giovani architetti veneti laureati allo Iuav di Venezia, che in pochi anni si sono fatti conoscere in Italia e all’estero.

Se è innegabile - è stato ricordato stamattina - che il calo delle risorse e i tagli abbiano ridotto in questi anni i margini gestionali delle cooperative e messo a rischio tante realtà specie di piccole dimensioni, «le eccellenze presenti oggi raccontano come una parte importante della cooperazione sociale veneta sia strutturata e abbia non solo tenuto alla crisi, ma anche reagito ad essa in maniera proattiva con processi di riorganizzazione e innovazione, continuando a garantire i livelli essenziali di assistenza» dichiara il presidente di Legacoop Veneto Adriano Rizzi (nella foto a sinistra). «Nessuno oggi può permettersi di non cambiare, e dobbiamo migliorare anche noi. Vogliamo rafforzare la nostra capacità di crescita e continuare, nel contempo, a promuovere la dignità della persona e delle relazioni umane, la centralità dei territori. Siamo chiamati ad affrontare la sfida di un processo di riforma del welfare che lo faccia riconoscere come bene comune, lontano e liberato da logiche assistenzialistiche. E per implementarlo dobbiamo inventarci nuove prassi e nuove modalità di relazione, anche con le istituzioni, la politica e gli enti locali. Abbiamo bisogno di poter contare anche su nuovi strumenti, inclusi quelli legislativi».

Un nuovo welfare veneto, dunque: da sistema di distribuzione di servizi e prestazioni a sistema generativo in grado di essere anche motore di ricerca, investimento e sviluppo. Piena la condivisione da parte della Regione: «Ormai da anni siamo promotori di un cambiamento culturale che mette al centro le progettualità innovative. Per questo abbiamo premiato il progetto “xbene – Moltiplicatori di benessere”. Occorre passare dal welfare state al welfare community, un sistema con al centro la comunità: solo con la piena integrazione nella comunità, infatti, si può realizzare autentica inclusione dei soggetti più deboli» afferma Remo Sernagiotto, assessore ai Servizi sociali della Regione Veneto intervenuto al convegno. Solo questo cambio di marcia permetterà di rispondere ai mutati bisogni di cura, assistenza e qualità di vita in Veneto».

Presenti all’appuntamento, moderato da Loris Cervato, responsabile Settore sociale di Legacoop Veneto, anche Paola Menetti, presidente nazionale di Legacoopsociali, Francesco Benazzi, direttore generale dell'Ulss 15, e Marco Ferrero, presidente delle Acli di Padova.

 I numeri

Legacoop Veneto conta circa 100 cooperative sociali, tutte presenti stamattina a Cittadella, di cui il 60% di tipo A e il 40% di tipo B. Si tratta, rispetto al sistema complessivo delle coop sociali venete, di cooperative molto strutturate, come dimostrano gli oltre 8.200 soci e il fatturato complessivo che si aggira attorno ai 200 milioni di euro. Queste cooperative danno lavoro a circa 8.000 persone (di cui 1.000 svantaggiate), che rappresentano quasi un terzo del numero complessivo di addetti impiegati dal sistema della cooperazione sociale veneta. I servizi sociosanitari ed educativi erogati dalle cooperative sociali di Legacoop Veneto (assistenza agli anziani, assistenza a domicilio, gestione di asili nido, assistenza nelle strutture per disabili,…) raggiungono un bacino di più di 100.000 persone/cittadini (tra anziani, minori, disabili e psichiatrici, etc…).

Casi di impresa (I puntata - segue)

L’integrazione sociale di persone detenute ed ex detenute, attraverso il loro inserimento lavorativo: questo lo scopo della cooperativa sociale di tipo B Altracittà di Padova, che impiega 20 persone di cui 12 detenuti in esecuzione di pena (di questi 4 sono stranieri), e da dieci anni funge da interfaccia tra carcere e territorio, sia con i percorsi di lavoro all'esterno strutturati per detenuti, sia con la partecipazione continua alla vita della città: eventi, sagre, feste, mercatini, laboratori artigianali gestiti dai ristretti e l'offerta costantemente aggiornata di prodotti e servizi di qualità rivolta al territorio. Il negozio AltraVetrina (in via Montà 182 a Padova) è una finestra del carcere aperta sul mondo esterno con colore e simpatia. Attiva nei rami dei servizi di digitalizzazione, biblioteca, catalogazione informatica, documentazione e affiancamento nelle attività di riordino archivi di enti pubblici e privati, Altracittà svolge inoltre attività di legatoria, cartotecnica, grafica, produzione di fogli di carta riciclata e recupero del cartone, restauro e condizionamento di libri, volumi e registri di archivi, ed è specializzata nella produzione e confezionamento di oggetti personalizzati, fra i quali album e scatole realizzati con le foto dei propri ricordi.

La memoria è la linea rossa anche di “Digit in carcere”, il progetto della Casa di Reclusione di Padova finanziato dalla Cassa delle Ammende - in partnership con la rivista Ristretti Orizzonti e con la collaborazione della Casa della Memoria di Padova -, che è stato affidato ad Altracittà, e che impiega i detenuti del carcere padovano nell’attività di digitalizzazione della documentazione giudiziaria dei processi per terrorismo e fenomeni eversivi avvenuti nel Veneto. Il progetto impiega attualmente tre detenuti in esecuzione di pena. «Ad oggi sono numerosi i detenuti che abbiamo formato avvalendoci della consulenza di archivisti professionisti: alcuni dei reclusi, o degli ex ristretti, hanno trovato un’occupazione continuativa sul territorio, come aiuto bibliotecari e addetti alla sistemazione e riordino di archivi comunali nella provincia padovana» spiega la presidente Rossella Favero. Contatti: altravetrina.it, Facebook: AltraCittà Padova

Redazione Veneto

@nelpaeseit

 

 

 

 

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop