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ASSISTENZA, PROGETTO IDECO: SI ESPLORANO NUOVI PROFILI

Strutture di cura e assistenza alla persona: è tempo dei coordinatori di nucleo e di reparto. È quanto emerge dal Progetto Europeo Ideco (co-finanziato dal Programma Leonardo da Vinci) "Improving transparency for Department Coordinators in long term care facilities". Cervato: “In un Paese come il nostro, dove ancora il Sociale è guardato come la Cenerentola dell’universo professionale, fa piacere che si esplorino nuovi orizzonti”. Preoccupazioni sul documento economico-finanziario del Governo.

 

 

 

 

Le strutture italiane adibite alla cura e all’assistenza della persona esprimono il bisogno di figure intermedie riconosciute, che operino al loro interno in maniera strutturata e normata: i coordinatori di nucleo o di reparto. È quanto emerge dal Progetto Europeo IDECO (co-finanziato dal Programma Leonardo da Vinci) "Improving transparency for Department Coordinators in long term care facilities". Capofila è la società di consulenza veneziana Kairos che lunedì 23 settembre ne ha illustrato i principali risultati nel corso del convegno “Il middle management nelle strutture residenziali di servizi alla persona”, tenutosi presso il Best Western Hotel Bologna di Mestre (Venezia) e durante il quale sono stati messi a confronto gli inquadramenti contrattuali della figura del coordinatore dei servizi vigenti negli altri paesi europei.

In Italia, al contrario, non solo queste figure non sono istituite, ma sino ad oggi non erano neppure riconosciute, né sotto il profilo della formazione né sotto quello delle competenze professionali. «Si tratta di lavoratori che nella pratica operano già nelle nostre strutture ma che si sono “fatti da sé”, attingendo a un misto fra esperienza sul campo e buon senso», spiega il responsabile del Settore Sociale di Legacoop Veneto Loris Cervato, intervenuto alla tavola rotonda nel corso del convegno. «Ideco ha avuto precisamente lo scopo di qualificare il loro profilo. Si tratta di un progetto fondamentale perché ha messo nero su bianco la necessità proveniente dal settore di riconoscere questi profili e di investirvi. In un Paese come il nostro, dove ancora il Sociale è guardato come la Cenerentola dell’universo professionale, fa piacere che si esplorino nuovi orizzonti».

Accanto a Loris Cervato, invitati a intervenire alla tavola rotonda Massimo Giordani, direttore UPIPA (Provincia Autonoma di Trento), Fabio Diana, presidente Aret (Regione Toscana) Daniele Roccon (Comitato Direttivo Nazionale ANSDIPP), Tiziano Castioni Coordinatore Provinciale Settore Ipab CISL Vicenza, Ugo Campagnaro, Presidente Confcooperative Federsolidarietà.

 

Preoccupazione sul Def

Preoccupazione per gli annunciati risparmi nella sanità: questa la prima reazione del Settore sociale di Legacoop Veneto, espressa per voce del responsabile Loris Cervato, alla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2013 presentata dal Presidente del Consiglio Enrico Letta e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni lo scorso 20 settembre.

 

«Entro il 2017 si prevede che l’incidenza del costo della sanità sul Pil passi dal 7,1% al 6,7%: una diminuzione che ci fa temere una nuova spending review, dopo quella del 2012 che ha lasciato il Veneto in una situazione di grossa difficoltà: quindi ulteriori tagli alle prestazioni e riduzione dei servizi» afferma Cervato che, passando alla parte dedicata ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), puntualizza: «Nella Legge di Stabilità ci attendiamo di leggere una nota sulla riconfigurazione complessiva dei Lea più puntuale rispetto a quanto contenuto nel documento presentato il 20 settembre: la revisione infatti non è più derogabile e deve includere tutti quei servizi indispensabili per le persone oggi erogati dal Settore sociale».

Infine, in generale, viene rimarcato come sia nel Documento di Economia e Finanza sia negli aggiornamenti allo stesso, la parte dedicata a sanità e assistenza non riservi praticamente alcuno spazio al sociale: «In altre parole - dichiara Cervato -  l’attuazione della tanto sponsorizzata integrazione sociosanitaria, vero e proprio fiore all’occhiello della nostra Regione, è totalmente sbilanciata in favore della sanità».

Redazione Veneto

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