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PERUGIA, UN NODO DELLA RETE INTERNAZIONALE ANTI TRATTA

Grazie al progetto europeo Ecat, la rete del contrasto include la città a livello internazionale con una collaborazione con la Lituani e Regno Unito. Illustrate le caratteristiche del fenomeno e pratiche di intervento con un confronto fra tutti i soggetti interessati: coop sociale Borgorete ed i suoi partner inglesi e lituani, il Comune, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Questura di Perugia ed il Cnca (a sinistra una foto del convegno di oggi)

 

 

 

La schiavitù, un fenomeno attuale ed agghiacciante per numeri e caratteristiche: donne, uomini e minori acquistati e venduti, sfruttati sessualmente o lavorativamente, indotti alle economie illegali o all’accattonaggio. Il bacino di provenienza sono soprattutto i paesi dell’Est Europa: Romania, Polonia, Lituania ma anche Cina e Nigeria.

Il contrasto al fenomeno, che è il terzo per dimensione e giro di denaro dopo il traffico di armi e di droga, può sostanziarsi solo attraverso una collaborazione in rete fra istituzioni, forze dell’ordine, organizzazioni che lavorano nel sociale e comunità territoriale.

Tutti questi soggetti erano rappresentati questa mattina a Perugia al convegno “Percorsi Trattabili” organizzato dalla Cooperativa sociale Borgorete che lavora, dal 2000, con il Comune di Perugia e la Regione Umbria, al reinserimento sociale e lavorativo delle vittime di tratta.  200 le vittime accompagnate fino ad oggi nel loro riscatto dalla schiavitù nella nostra città.

Oggi, grazie al progetto europeo ECAT (European Communities Against Trafficking ), la rete del contrasto include Perugia a livello internazionale con una collaborazione con la Lituania (paese di partenza delle vittime) ed il Regno Unito (paese di approdo delle vittime che transitano attraverso l’Italia).

Illustrate al convegno caratteristiche del fenomeno e pratiche di intervento con un confronto fra tutti i soggetti interessati, la Cooperativa Borgorete ed i suoi partner inglesi e lituani, il Comune nella persona del Sindaco Wladimiro Boccali, Rodolfo Giorgetti del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Letizia Tomasselli della Questura di Perugia ed il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.

Il progetto Ecat ha già prodotto una guida per il riconoscimento e l’identificazione dei casi di tratta (persone che vengono obbligate , con l’inganno e la violenza, ad esercitare prostituzione, accattonaggio, economie illegali e lavoro forzato) che permette, a chi viene in contatto con il fenomeno, di intervenire innanzitutto chiamando il numero verde Antitratta 800290290 (numero del Dipartimento Pari Opportunità che raccoglie segnalazioni dalle vittime, dai cittadini, dalle Forze dell’Ordine, dai Servizi Sociali, Sanitari e Territoriali).

Come partner del progetto, Borgorete ha creato una mappatura sul territorio perugino di tutte le aziende disponibili ad accogliere, per inserimenti lavorativi, le vittime di tratta che hanno deciso di intraprendere un percorso di fuoriuscita e quindi di reinserimento sociale.

Redazione Umbria

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