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LAMPEDUSA, I MURALES DI AMNESTY E L'EMERGENZA CONTINUA

Il naufragio dell'altra notte con 31 persone morte nel ribaltamento del barcone a largo e il Centro di prima accoglienza allo stremo con oltre 600 persone ospitate su una capienza di 250. Eppure a Lampedusa si prova a parlare di speranza e accoglienza: ecco i murales di Amnesty che nell'isola porta attività educative. 

 

 

Quando il gommone si è rovesciato e quando sono riusciti a risolvere la situazione si erano perse in mare 31 persone. Le ricerche effettuate anche nella zona del rovesciamento del gommone non hanno dato al momento risultati. I migranti, a quanto è dato sapere, arrivano soprattutto dalla Nigeria, ma fra di loro qualcuno proviene anche dal Senegal, dal Gambia e dal Benin. Questo è successo a largo di Lampedusa che conta l'ennesima tragedia del Mediterraneo. Intanto el centro di prima accoglienza sull'isola i 22 superstiti del naufragio hanno trovato oltre mille persone, tutte arrivate negli ultimi tempi. Solamente nelle ultime 36 ore i numeri parlano di circa 450 nuovi arrivi: non c'è più posto per nessuno, i presenti sono tre volte il numero della capienza massima . 

I murales di Amnesty

Tre murales, realizzati dai circa 70 partecipanti al terzo campo per i diritti umani di Amnesty International Italia in collaborazione con Colors Revolution in Lampedusa e l’illustratore Lorenzo Terranera, sono stati inaugurati venerdì 26 luglio a Lampedusa alla presenza del vicesindaco Damiano Sferlazzo, del parroco don Stefano Nastasi, di altri esponenti delle autorità e della comunità e di un numeroso pubblico.

I murales (raffiguranti rispettivamente un insieme divaligie, volti sorridenti e, infine, fari e case a forma di candela) sono stati allestiti in tre luoghi-simbolo di Lampedusa: il porto vicino al molo degli arrivi dei migranti e dei rifugiati, il campo sportivo nei pressi del “cimitero delle barche” e la centralissima via Roma.

“Queste opere vogliono essere un segno tangibile e duraturo del rapporto particolare che lega Amnesty International Italia all’isola, lembo di terra al centro del Mediterraneo da cui si leva forte una richiesta di diritti e dignità, sia per chi vi approda, sia per chi ci vive” – ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

“Siamo grati ad Amnesty International che, nel 2011,  non ha lasciato sola Lampedusa e che continua a esserci vicina con le sue iniziative e le sue attività in favore dei diritti umani sull’isola” – ha detto Damiano Sferlazzo, vicesindaco di Lampedusa.

Da quasi 10 anni, Amnesty International organizza a Lampedusa attività di educazione ai diritti umani, ricerche, conferenze e campi estivi per chiedere il rispetto dei diritti umani dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, mettere in luce la generosità e l’esemplare senso di accoglienza dei lampedusani e favorire una corretta informazione sui fenomeni migratori che interessano l’isola, sulle sue straordinarie bellezze e sulla necessità che non vi sia contrasto tra vocazione turistica e solidarietà.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Colors Revolution di Lampedusa.

Redazione

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