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COOPERATIVE DI COMUNITA': MODELLO DI SVILUPPO PER TERRITORIO E WELFARE

Cooperative di comunità fanno crescere il territorio.E’ quanto emerso dall’incontro tenutosi ad Ugento, il 18 giugno 2013, dal titolo “Welfare Sussidiario e Cooperative di comunità”, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato. Tante associazioni, cittadini e giovani del comune di Ugento (Lecce) per conoscere il progetto delle Cooperative di Comunità come modello di sviluppo per il territorio e per la creazione di un “welfare sussidiario”.

 

 

Nella storia cornice della Sala Conferenze di Palazzo Rovito, a Ugento, il 18 giugno 2013 si è tenuto l’incontro sul tema “Welfare sussidiario e Cooperative di Comunità”, proposto dall’Associazione Missionari della Pace, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato e con il Patrocinio del Comune di Ugento, Assessorato alle politiche sociali. All’evento ha partecipato anche il presidente Legacoop Puglia, Carmelo Rollo, per testimonare il primo progetto in Italia della Cooperativa di Comunità di Melpignano (Le).

“Si tratta di cittadini che si aggregano – ha sottolineato Rollo, a margine dell’incontro, spiegando cos’è la cooperativa di comunità – per dare valore aggiunto alla propria comunità e creare un modello economico di autosufficenza tanto auspicato in questo momento difficile”. Per il presidente dell’Associazione Missionari della Pace,  Stefano Cappilli,  l’incontro è stato un’“opportunità di crescita per il nostro territorio”.

La cooperativa di comunità, come è emerso, è uno strumento utile al bene comune e, per l’assessore alle Politche sociali del comune ugentino, Salvatore Chiga, si tratta di “una risposta possibile alle difficoltà del periodo che stiamo vivendo, con l’auspicio che questa proposta innovativa possa essere volano economico e sociale”. Della stessa opinione il sindaco di Ugento, Massimo Lecci, che ha definito “questa una forma di solidarietà urbana come sinonimo di progresso economico e culturale, che può contribuire a rafforzare relazioni e scambi della comunità”.

Rollo ha ripercorso, con grande partecipazione dei presenti, la strada verso le prime Cooperative di Comunità, che è iniziata attraverso una preliminare valutazione dei “reali bisogni dei cittadini dei borghi al di sotto dei 10 mila abitanti. Abbiamo iniziato a ragionare sui bisogni delle persone e, dopo un accordo con Anci, a chiedere loro quali fossero i propri bisogni. Abbiamo visto – ha proseguito Rollo – che spesso manca la mensa, i servizi agli anziani, ai bambini. L’unica risposta concreta poteva essere solo quella delle persone alla persone”.

A seguire, dopo aver condiviso le esperienze di Melpignano e Zollino, dove si sono costituite con successo le prime cooperative di comunità, ampio spazio è stato dato alle idee e ai numerosi interventi dei partecipanti.

Redazione

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