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"LA STANZA DI HAMDAN". IL DOCUMENTARIO CHE RACCONTA LE DONNE DISABILI IN PALESTINA

 

Trenta donne disabili palestinesi, selezionate dalla onlus Moire, saranno impiegate nella produzione di gioielli disegnati dalla società italiana Terrena. La produzione avrà sede in una fabbrica di Betlemme, dove le lavoratrici saranno assunte con un contratto part-time a tempo determinat

 

“Il progetto – spiega Hamdan Je’we, direttore dell’associazione Moire, che si occupa da anni di diritti umani dei disabili in Palestina – ha un valore doppiamente innovativo. Si tratta del primo caso di cooperazione internazionale tra un ente profit e uno no profit, uniti nel perseguire l’obiettivo del reinserimento dei disabili, in particolare giovani e donne, attraverso il lavoro in territori in cui l’handicap è considerato qualcosa di cui vergognarsi. In Palestina vivono 170mila disabili, la maggior parte dei quali diventati tali a causa della guerra, e vivono in condizioni di forte emarginazione sociale, rinchiusi in casa perché non ci sono alternative”.

 

La storia di Hamdan Je’we ha ispirato anche un documentario, “La stanza di Hamdan”, presentato oggi nella sede del gruppo di imprese sociali Gesco di Napoli dalla sezione Italia della Disabled Peoples International. Hamdan Je’we, 29 anni, soffre dalla nascita di una disabilità fisica. Ha vissuto i primi 11 anni della sua vita in isolamento in casa, perché in Palestina le famiglie nascondono i disabili, considerati motivo di imbarazzo nei confronti della comunità. Poi ha deciso di uscire, di liberarsi, di camminare. Da quel momento non fa che battersi per i diritti delle persone con disabilità, viaggiando e costruendo reti di solidarietà sempre più ampie.

 

Le collezioni dei monili che saranno in vendita si possono consultare già in rete (sul sito www.moire-terrena.org). I gioielli potranno essere acquistati on line oppure presso la sede di Bari dell’associazione Moire. A chi prenderà parte al progetto verranno offerti anche un corso di formazione professionale e uno di italiano.

 

Come sottolinea l’assessore comunale alle Politiche sociali Sergio D’Angelo: “In una situazione di crisi come quella attuale non possiamo che apprezzare e sostenere esempi di questo tipo, se non finanziariamente, perché sono noti i problemi di liquidità in cui versa il comune di Napoli, attivando intorno a questa iniziativa la nostra rete per commercializzare in Italia i prodotti di ottima fattura che verranno realizzati”.

 

“L’Italia è il penultimo paese nella classifica europea per spesa sociale destinata ai disabili – nota Giampiero Griffo, membro del consiglio mondiale di DPI – I dati, sempre più schiaccianti, continuano a dirci che, sebbene i disabili rappresentino il 15% della popolazione mondiale, alla disabilità non è data la giusta attenzione nell’agenda politica. È ora di dire basta, per questo, insieme a tantissime altre organizzazioni sociali, scenderemo in piazza a Roma il prossimo 31 ottobre per dire che se cresce il welfare, cresce anche l’Italia”.

Redazione

 

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