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SIRIA, MSF: 3600 NEUROINTOSSICATI. GUARDIAN: PRONTO PIANO GUERRA USA-GB

 

 

 

La Siria è un inferno e rischia di diventare il teatro di un nuova devastante guerra su larga scala. Medici senza frontiere ha rilevato oltre 3500 persone con sintomi neurotossici. Su chi abbia usato le armi chimiche è ancora un rebus ma il Guardian rivela un piano di guerra già pronto di Usa e Gran Bretagna. Le autorità americane hanno smentito le indiscrezioni che hanno portato a una prima forte reazione della Russia, alleata storica della Siria di Assad. 

Tre ospedali nel governatorato di Damasco supportati dall’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere hanno riferito di “aver ricevuto circa 3.600 pazienti con sintomi neurotossici in meno di tre ore la mattina di mercoledì 21 agosto 2013. Di questi pazienti,355 sono deceduti”. "Il personale medico che lavora in queste strutture ha fornito informazioni dettagliate ai medici di MSF riguardo un gran numero di pazienti giunti con sintomi quali convulsioni, eccesso di salivazione, pupille ristrette, visione offuscata e difficoltà respiratorie", dichiara Bart Janssens, direttore delle operazioni dell’organizzazione. I pazienti sono stati curati con atropina fornita da Msf, un farmaco usato per trattare i sintomi neurotossici. Msf sta ora cercando di ricostituire le scorte delle strutture e fornire ulteriori attrezzature mediche e assistenza.

“Medici senza frontiere non può né confermare scientificamente la causa di questi sintomi, né stabilire chi è responsabile per l'attacco", prosegue Janssens. "Tuttavia, i sintomi dei pazienti, in aggiunta al quadro epidemiologico degli eventi -caratterizzato dal massiccio afflusso di pazienti in un breve lasso di tempo, dalla provenienza dei pazienti, e dalla contaminazione dei medici e del personale sanitario – indicano chiaramente l'esposizione di massa ad un agente neurotossico. Ciò costituirebbe una violazione del diritto internazionale umanitario, che vieta assolutamente l'uso di armi chimiche e biologiche”.

Oltre alle 1.600 fiale di atropina fornite negli scorsi mesi, Msf ha inviato ulteriori 7.000 dosi alle strutture della zona. Il trattamento per i pazienti affetti da sintomi neurotossici è ora pienamente integrato nelle strategie mediche di Msf in tutta la Siria. “Msf auspica che venga dato immediato accesso ad ispettori indipendenti affinché si faccia chiarezza su quanto è avvenuto”, dichiara Christopher Stokes, direttore generale di MSF. “Quest’ultimo attacco e le successive necessità mediche sono in cima ad una situazione umanitaria già catastrofica, caratterizzata da estrema violenza, sfollamenti e la distruzione deliberata di strutture mediche. Nel caso di tali violazioni estreme del diritto umanitario, l'assistenza umanitaria non può rispondere in modo efficace e diventa priva di significato”.

L’organizzazione fornisce assistenza medica in Siria attraverso il personale internazionale e nazionale che opera in sei ospedali e quattro centri sanitari completamente sotto il controllo diretto dell'organizzazione, nel nord della Siria. Mentre, nelle zone in cui non può inviare le proprie équipe a causa dell’insicurezza e della mancanza di accesso, l'organizzazione ha ampliato un programma, di sostegno alle reti di medici siriani, a ospedali e postazioni mediche iniziato due anni fa, fornendo farmaci, attrezzature mediche, e consulenza tecnica. Attraverso questo programma, MSF ha supportato 27 ospedali e 56 presidi sanitari in tutta la Siria.

Dal giugno 2012 fino alla fine di giugno 2013, le équipe di MSF hanno effettuato oltre 55.000 visite mediche, 2.800 interventi chirurgici e hanno assistito a 1.000 nascite all'interno della Siria. Nei paesi limitrofi, le équipe di MSF hanno effettuato  più di 140.000 visite mediche ai rifugiati siriani.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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