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MALI, VERSO LA FINE DELLA SOFFERENZA

 

 

 

Scritto da Mariale-Colette Meffire  per Sconfinati

 

La popolazione Maliana, e in particolar modo quella del nord del paese, non dimenticherà mai quello che ha vissuto all'inizio dell'anno 2012. Per circa un anno questi abitanti, tra cui musulmani, cristiani ed animisti hanno vissuto nella paura, nell'oppressione e nell'incertezza come in un inferno. Gli islamisti dei movimenti Ansar dine ed Al-qaida facente capo Al Maghreb, dopo aver imposto La Sharia(la legge radicale islamica) hanno ridotto la popolazione in schiavitù. Secondo loro la decisione del Mali, come di altri paesi del mondo,  di adottare la modernità, è stata all'origine della decadenza morale delle società. Per salvare il mondo di  questa precarietà spirituale, gli islamici stanno imponendo la loro versione della religione islamica con grandi brutalità e con l'uccisione arbitraria degli oppositori delle loro idee machiavelliche.

Questi islamici sono comunque riusciti ad imporre la loro dittatura e le conseguenze sono state criticate dalla comunità internazionale. Le coppie sospette o accusate di adulterio sono state lapidate a morte e gli arti di tanti altre sono stati amputate dopo l'accusato di furto. Insomma, gli aderenti ai movimenti terroristi Al-Quaida ed Ansar dine hanno tolto la vita a tante persone innocenti e trasformato messo in pericolo l'esistenza di tante altre.

Tutto è iniziato dopo la caduta del governo democraticamente eletto dell'ex Presidente Maliano, Ahmadou Toumani Toure. La causa  immediata  di questo cambiamento imprevisto nella situazione politica nel Mali, è stato il colpo di stato condotto dai militari, che accusavano il presidente di negligenza nei confronto della ribellione Tuareg nel nord del Mali, all'inizio di marzo del 2012.

I militari avevano dichiarato, dopo il colpo di stato, che il presidente Toumani Toure era stato incapace di procurare le risorse necessarie per combattere il movimento Tuareg che da lungo tempo minacciava la pace nazionale. Approfittando dell'instabilità politica in Bamako (la capitale del Mali) i Tuareg, con il sostegno dei ribelli islamici del Movimento Al-Quaida Islamic del Magreb, hanno lanciato un offensivo militare con l'obiettivo principale prendere il controllo  di tutto il paese. Grazie alla resistenza dei militari ed altri componenti delle forze dell'ordine Maliane, i ribelli non sono riusciti ad entrare nella capitale Bamako. Hanno comunque presso il controllo delle principali città nel nord del paese. A questo punto il Mali è diventato un paese diviso, contrariamente a quello che è scritto e sottolineato nella  costituzione Maliana «Il Mali è un paese unito e indivisibile».

Mentre il governo interim del Presidente Dioucounda Traore cercava disperatamente una via di uscita ragionevole dalla crisi, la popolazione del nord era costretta ad un nuovo stile di vita, fatto di di tortura, minacce e paura indescrivibile.

Delle prestigiosi aule nel sede dell'Onu a New-York, sono uscite una serie di dichiarazioni che hanno condannato la situazione bestiale ed ordinato il ritorno all'ordine costituzionale del Mali. La prima organizzazione a far suo questo appello è stata l'ente Regionale dell’Africa Occidentale Cdeao, che ha organizzato una serie di riunioni per trovare una soluzione appropriata alla crisi maliana. Secondo le organizzazioni internazionali che stanno monitorando la situazione, in centinaia sono morti e tanti altri che sono riusciti a scappare questa barbarie inumana vivono nei campi dei rifugiati nei paesi vicini. Gli islamici hanno causato tantissime distruzioni,  tra cui quella dei templi antichi nella città storica di Timbuktu, patrimonio dell'Unesco.

In seguito ad uno appello fatto dal governo Maliano alla Francia all'inizio di quest'anno,  il Presidente Francese François Hollande ha inviato un contingente di truppe per cacciare i ribelli islamici riportare ila pace e lo sviluppo economico. Con il sostegno delle forze di diversi paesi dell'Africa Occidentale, con in prima fila i loro colleghi maliani, i militari francesi hanno combattuto gli islamici radicali e liberato i maliani del nord dell'oppressione e della schiavitù.

Ora questa parte del paese è di nuovo sotto il controllo del governo centrale del Bamako, che sta facendo numerosi sforzi per risolvere il problema della popolazione Tuareg del Nord, che accusa di esser abbandonato a se stesso. Nonostante la calma relativa che sta regnando e di cui sta godendo la popolazione del nord, ci si chiede: quando si terranno le elezioni e si tornerà all'ordine costituzionale? Auguriamo soltanto la pace a questo paese, che rimane uno dei  più poveri del mondo.

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