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GRECIA, 2012 NERO PER I DIRITTI: AMNESTY DENUNCIA PERSECUZIONI CONTRO I MIGRANTI



Il documento di Amnesty International, intitolato "Grecia: fine della corsa per rifugiati, richiedenti asilo e migranti” descrive il percorso a ostacoli che essi incontrano per entrare nel paese e le sfide che li aspettano una volta raggiunta la meta.  “Il fallimento della Grecia nel rispettare i diritti di migranti e richiedenti asilo sta assumendo le proporzioni di una crisi umanitaria. Sullo sfondo di una prolungata pressione migratoria, di una profonda crisi economica e di un sentimento xenofobo crescente, la Grecia si sta dimostrando incapace di soddisfare persino i piu’ elementari bisogni di sicurezza e riparo delle migliaia di richiedenti asilo e migranti che giungono ogni anno - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International”. 

Sebbene l’onere per la Grecia sia gravoso, non vi sono giustificazioni per gli ostacoli che i richiedenti asilo incontrano quando tentano di far riconoscere il loro diritto di asilo. Una nuova agenzia, istituita per legge nel 2011 allo scopo di valutare le richieste di asilo, non ha ancora esaminato un singolo caso a causa della carenza di personale.  Alla Direzione di polizia per gli stranieri dell’Attica, ad Atene, soltanto una ventina di persone riescono a registrare la loro domanda di asilo nell’unico giorno alla settimana in cui l’ufficio è aperto. La coda si forma con giorni di anticipo e si estende a dismisura lungo la strada. Amnesty International ha raccolto le testimonianze di numerosi richiedenti asilo che hanno dovuto scontrarsi con gli altri per conservare il posto nella fila. 

“La maggioranza di coloro che non riescono o che rinunciano a registrare la richiesta di asilo corre il rischio di essere arrestata in operazioni di arresti massicci e di essere trattenuta in strutture detentive sovraffollate e antigieniche per un anno o anche di più. “Le autorità greche continuano a detenere sistematicamente i richiedenti asilo e i migranti irregolari, compresi minori non accompagnati, in violazione degli standard internazionali e sembrano usare la detenzione, spesso in condizioni spaventose, come deterrente - ha aggiunto Dalhuisen”. 

“La situazione dei minori non accompagnati, che sono tra i più vulnerabili, è particolarmente preoccupante. Durante una recente visita al centro di detenzione di Corinto – è scritto nella nota di Amnesty - abbiamo trovato diversi minori detenuti insieme agli adulti in condizioni davvero misere. Se non si trova un posto per loro in un centro di accoglienza, vengono rilasciati senza che sia fornito loro alcun riparo. Le autorità greche devono garantire che la detenzione per motivi di immigrazione sia impiegata soltanto come ultima risorsa e che sia vietata sia nella legge sia nella prassi la detenzione dei minori non accompagnati. Amnesty International ha persino ricevuto segnalazioni di persone che fuggivano da conflitti e guerre in paesi come la Siria che sono state respinte in Turchia attraverso il fiume Evros”. 

Per tutto il 2012 si è registrato anche un marcato aumento di aggressioni di stampo razzista. Richiedenti asilo, migranti, centri di comunità, moschee e negozi sono stati oggetto di queste aggressioni che, dalla scorsa estate, sono state quasi quotidiane.  “L’attuale situazione della Grecia è del tutto indegna dell’Ue, da poco vincitrice del premio Nobel per la pace, e così al di sotto degli standard internazionali da essere una parodia dei diritti umani. La Grecia ha bisogno di aiuto ma deve anche accettare le proprie responsabilità – ha concluso Dalhuisen”.

I casi 


Nel giugno 2012, N., di Aleppo, Siria, era a bordo di un gommone con altri sei siriani quando, nel mezzo del fiume che dovrebbe segnare il confine tra la Turchia e la Grecia, la polizia ellenica è arrivata su un’imbarcazione di pattuglia e ha iniziato a spingere il gommone indietro verso la Turchia. Un agente ha perforato con un coltello il tessuto del gommone, che è affondato, costringendo le persone a tornare a nuoto verso la sponda turca. 

K., un richiedente asilo di origine africana che da mesi stava tentando di presentare domanda di asilo, è stato arrestato durante una massiccia operazione nei confronti di migranti irregolari ad Atene nell’agosto 2012 e portato in una struttura detentiva. K. ha continuato a cercare di presentare la domanda anche durante la detenzione e, ad ottobre, la sua richiesta è stata finalmente registrata dopo numerosi interventi di organizzazioni non governative. Ciò nonostante, a dicembre 2012 era ancora in detenzione. 

Il 10 settembre 2012, due uomini con abiti neri sono entrati nel negozio di barbiere gestito da un uomo pakistano. Altri due pakistani presenti nel locale, uno dei quali era un dipendente, hanno raccontato ad Amnesty International che i due uomini hanno insultato un cliente greco perché si faceva tagliare i capelli in un negozio di pakistani e, alla sua reazione, lo hanno accoltellato. Poi hanno iniziato a distruggere il negozio e a lanciare molotov. La polizia, giunta per indagare sull’episodio, ha arrestato due cittadini pakistani perché privi di documenti. A ottobre erano ancora in stato di arresto, in attesa di essere espulsi dal paese. 

Redazione

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