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L'INFERNO DI GAZA E LA MAGLIA DI OZIL

 

Bombe, terrore e morte. La striscia di Gaza è da giorni sotto il fuoco israeliano. Gli attacchi dell'aviazione con la stella di David sono arrivati come risposta ai razzi Qassam che hanno provocato danni alle città israeliane e la morte di tre persone. Nel territorio governato da Hamas, isolato da anni dalla comunità internazionale, solo pochi attivisti e volontari fanno da ponte con il mondo per raccontare cosa sta avvenendo in questi giorni. A permettere una tregua momentanea è stato l'arrivo del premier egiziano inviato dal presidente della Repubblica Mohammed Morsi. Eppure anche la notte appena trascorsa è stata una notte di fuoco e di esplosioni a Gaza city.

Ecco il racconto di Rosa Schiano, attivista e volontaria napoletana, che si trova nel territorio palestinese da alcuni mesi: "Contare tutti gli attacchi aerei è impossibile, le esplosioni si susseguono tuttora ad intervalli di 5-10-15-20 minuti. Attacchi aerei su tutta la Striscia di Gaza. Una tempesta di tuoni che fanno tremare le nostre case e diffondono terrore. No, loro non mirano, loro lanciano indiscriminatamente. Diciannove persone uccise finora, fra cui 6 bambini, la più piccola di 9 mesi, ed almeno 180 i feriti, di cui gran parte donne e bambini, a poco più di 30 ore dall'inizio di questa nuova Operazione militare. Da una radio la voce del muezzin chiama alla preghiera. Pregate per noi, pregate per Gaza".

Ancora una volta i bambini sono le prime vittime dei bombardamenti "chirurgici". La stessa Rosa racconta dal suo profilo facebook la storia del piccolo Ahmed Younis Khader Abu Daqqa, 13 anni, ucciso mentre giocava a pallone fuori la sua abitazione da un proiettile israeliano. Ahmed è morto indossando la maglia di Ozil, campione tedesco del Real Madrid: "Il padre ieri ha detto che Ahmed era tifosissimo del Real Madrid - scrive Rosa - e vorrebbe che il Real sapesse della sua storia. Ahmed indossava questa maglia tutti i giorni, quando era sporca la lavava subito e poi la indossava di nuovo. Mi aiutate a mandare il messaggio al Real Madrid?". 

Ora la speranza è che le merengues rispondano a questo appello per regalare una piccola emozione ai familiari di Amhed. E che tacciano le bombe subito. 

Giuseppe Manzo

 

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