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GRECIA, ONDATA DI RAZZISMO E DI VIOLENZA

 

“È il 27 ottobre. Siamo nel centro di Atene, piazza Amerikis. Davanti agli uffici della comunità tanzaniana viene posata una bomba. Che esplode: nessun ferito, nessun testimone. Solo danni. Poi siamo in una scuola di Farsala, cittadina della regione sud-orientale di Tessaglia. Una ragazza albanese, avendo raggiunto i voti più alti dell’istituto dovrebbe, così come da tradizione, portare la bandiera greca in una parata. A dei suoi compagni quest’idea non piace: la giovane è una non-greca, un’immigrata. E allora minacciano lei e il preside di invocare l’“aiuto” di Alba Dorata”.

Inizia così un lungo articolo a firma di Luigi Riccio sul settimanale Corriere Immigrazione. La Grecia sta vivendo, dati alla mano, una stagione di razzismo e xenofobia. L’ingresso di Alba Dorata, formazione di ispirazione neonazista, ha scatenato un clima di tensione e di caccia all’immigrato. Ecco i dati del 2012 riportati da Riccio: “Nei primi 9 mesi del 2012, sono almeno 87 gli attacchi a sfondo razziale registrati. A denunciarlo è il Racist Violence Recording Network, ma secondo altri sarebbero molti di più. Per l’associazione dei lavoratori immigrati greci, le aggressioni contro stranieri sono più di 500 (dato aggiornato alla fine dell’estate). La più grave quella verificatosi il 12 agosto, nel centro di Atene: un ragazzo iracheno di 19 anni, ucciso a coltellate da cinque motociclisti. I testimoni oculari, di questo come di altri episodi, hanno spesso ravvisato uomini incappucciati, vestiti di nero: quando non proprio militanti di Alba Dorata, di certo gruppi di estrema destra. Ma non è tanto, o meglio non è solo questo a far rabbrividire organizzazioni, politici, gente normale in Grecia ma anche – e forse in una misura uguale- in tutt’Europa: è piuttosto la reazione, e in alcuni casi la collusione delle forze di polizia con tali gruppi. Un sondaggio effettuato a giugno nel Paese indicava un elevato gradimento del partito Alba Dorata negli apparati di pubblica sicurezza. Il deputato Panagiotaros, nell’intervista succitata, dichiara che «più del 50%, del 60% del personale di polizia ci stanno seguendo». La percentuale è tutta da verificare, ma il Racist Violence Recording Network non nega questa tendenza: nella sua indagine, la «connessione tra polizia e violenza razzista» è stata riscontrata in almeno 15 casi”. A questo si aggiungere la condizione dei richiedenti asilo e dei rifugiati: “Un gruppo di Ong ha lanciato una campagna per denunciare «l’inaccettabile situazione di accesso al sistema di asilo in Grecia». Il Paese ellenico è all’ultimo posto in Europa per il rilascio dello status di rifugiato (con una percentuale inferiore al 2%), ma non c’è solo questo. Gli attivisti, dal 17 febbraio al 7 aprile 2012, hanno monitorato il Dipartimento Asilo della Direzione Stranieri di Attica, la regione della capitale. Il rapporto che ne è nato,The campaign for the access to asylum in Attica area, descrive richiedenti asilo costretti ad aspettare in fila lunghissime, al buio e al freddo, per tre giorni di seguito, senza possibilità di accedere a bagni o di sposarsi per timore di perdere la posizione acquisita. In alcuni giorni, i funzionari hanno “scelto” di procedere solo per 20, in altri per 30-40, selezionati tra i primi o a caso, fomentando risse tra gli stessi richiedenti. Nei filmati pubblicati sul blog, si vedono chiaramente persone dormire all’addiaccio, tra cumuli rifiuti, mentre una ragazza etiope, in Grecia da un anno e mezzo, dichiara: «Vengo qui ogni venerdì. Non riesco ad ottenere la documentazione perché sono una donna. Non possiamo né tornare indietro da dove siamo venuti né proseguire oltre il Paese. La situazione è davvero difficile». «Durante il nostro monitoraggio-, si legge nel rapporto, – abbiamo notato circa 10 minori non accompagnati. Alcuni di loro erano in attesa da 2 giorni e notti di fila, tra gli adulti, esposti alle intemperie”.

Redazione

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