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PESARO-URBINO: "VIGILARE SUGLI APPALTI"

Allarme di Legacoop. Molte, come quella per l’affidamento della gestione di servizi vari per le sedi dell’Università di Urbino, richiedono un’offerta al ribasso da calcolare su un ammontare basato su un costo orario inferiore alle tabelle ministeriali. Da queste scelte derivano solo scelte negative per il lavoro e per i servizi nella provincia

 

 

 

 

La diga che ha tenuto in questi anni il sistema degli appalti, permettendo condizioni di lavoro dignitose e servizi di qualità, sta velocemente franando.  Sono sempre di più le gare il cui esito avrà, chiunque vincerà, esiti negativi per il lavoro e i servizi. Per questo, come Comitato Territoriale Legacoop Pesaro Urbino, apriamo una campagna di attenzione per le condizioni degli appalti della nostra provincia. La gara per l’affidamento della gestione di servizi vari per le sedi dell’Università di Urbino “Carlo Bo” è una, non certo l’unica, di queste. La gara presenta evidenti anomalie nella base d’asta sulla quale è richiesta un’offerta al ribasso da calcolare su un ammontare basato su un costo orario inferiore alle tabelle ministeriali. Come sia possibile applicare il Ccnl-Contratto collettivo nazionale di lavoro previsto dalla gara partendo da queste condizioni appare un mistero. Questo è ancora più inaccettabile se si tiene conto del fatto che, con il Decreto del fare, il Governo ha specificato come “il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Non possiamo più tollerare che le gare di appalto si trasformino in elemento di destabilizzazione economica per il sistema imprenditoriale del nostro territorio e di precarizzazione di coloro che vi lavorano. Si tratta di scelte che hanno l’evidente obiettivo di erogare servizi a tutti i costi anche determinando condizioni indecenti. Questa non è nella storia di questa provincia, il fatto che stia accadendo evidenzia l’incapacità delle classi dirigenti di gestire la crisi che stiamo tutti attraversando. Mentre le imprese, per ridurre i costi di produzione, si spostano all’estero, gli Enti costretti a erogare servizi nel territorio, non potendo emigrare, creano condizioni da sottosviluppo qui. Questo sta accadendo sotto i nostri occhi, per questo Legacoop denuncerà pubblicamente ogni gara o scelta con la quale Enti pubblici o privati determineranno condizioni di sottosviluppo per l’economia e il lavoro.

Redazione Marche

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