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PESARO, LEGACOOP: RAFFORZARE RETE TERRITORIALE DEI SERVIZI

Sanità, Pesaro: Legacoop Marche, accompagnare riordino azienda Marche Nord con rafforzamento rete territoriale dei servizi. Per la Centrale cooperativa, nel progetto di riorganizzazione dei plessi di Pesaro-Centro, Muraglia e Fano, serve potenziare la continuità assistenziale, le post-acuzie e il sostegno alla fragilità.

 

 

 

 

Accompagnare il riordino dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord con un rafforzamento della rete territoriale dei servizi. E’ quello che propone Legacoop Marche intervenendo nel dibattito sulla riorganizzazione dell’area sanitaria pesarese accogliendo, in maniera molto positiva, alcune delle obiezioni già espresse, sia a livello istituzionale che da parte di alcune delle istanze politiche e sociali che sono intervenute. E’, infatti, necessario accompagnare il complesso progetto di riorganizzazione dei tre plessi di Pesaro-Centro, Muraglia e Fano, con un significativo potenziamento della rete territoriale dei servizi, in particolare sul fronte della continuità assistenziale, della post-acuzie e del sostegno alle fragilità. Se, da un lato, l’obiettivo della sostenibilità economica impone il necessario ridimensionamento dei posti letto e l’eliminazione dei duplicati, dall’altro lato è indispensabile che una parte delle risorse venga reinvestita sul potenziamento del network territoriale socio-sanitario. Questo principio, chiaramente individuato nella programmazione del Piano sanitario regionale 2012-2014, e ribadito di recente nella delibera di Giunta regionale del 20 maggio sul riordino della rete ospedaliera, deve trovare, in questa fase di trasformazione dell’Azienda Marche Nord, particolare e significativa applicazione. E’ noto, infatti, come l’organizzazione ospedaliera proposta dalla direzione dell’Aorm sia da considerarsi “transitoria” verso una collocazione, in prospettiva, di tutte le funzioni ospedaliere in un unico contenitore, il cosiddetto Ospedale Unico. E’, altrettanto, innegabile che questa fase transitoria, pur coerente nella sua proposizione organizzativa interna, crea una severa frammentazione dei percorsi per i cittadini/pazienti, con conseguente difficoltà nell’accesso e nella continuità di cura e assistenziale, specie per i soggetti più deboli, a cominciare dagli anziani. Per questo, è fondamentale pensare ad una sanità in cui si debba utilizzare al meglio le risorse umane, professionali e strutturali già presenti e attive includendo, in questo percorso, anche la cooperazione sociale, da sempre impegnata nei servizi di welfare. Con la sua esperienza e le sue strutture già presenti e attive, la cooperazione sociale può ricoprire un prezioso ruolo di rilievo nell’ambito della riorganizzazione socio-sanitaria territoriale. E questo, grazie alla presenza di figure professionali che coprono i ruoli di facilitatore nei percorsi di integrazione, di supporto alla continuità assistenziale, di supporto alle dimissioni protette, di protezione delle fragilità e degli anziani. La cooperazione sociale può concorrere, con le proprie strutture residenziali, nel campo delle lungodegenze e delle attività di recupero funzionale post-acuzie, anche a costi inferiori rispetto a quelli ospedalieri, contribuendo così all’equilibrio economico complessivo del sistema.

Redazione Marche

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