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A SERINA I BIMBI NON SONO TUTTI UGUALI

Nel comune in provincia di Bergamo è stato stanziato un bonus di 520 euro per le neo mamme, ma a una condizione: i bambini devono avere almeno un genitore italiano. Famiglia Cristiana riporta la notizia e la rabbia dell'Asgi e di una coop sociale che hanno fatto ricorso: "la discriminazione operata dal Comune di Serina nei confronti dei bambini di nazionalità straniera e delle loro famiglie si pone in contrasto con tutta una serie di norme di natura costituzionale, internazionale (Convenzione diritti del fanciullo) e legislativa".

 

 

 

Un bonus di 520 euro per le neo mamme. Sarebbe una buona idea quella del Comune di Serina se non ci fosse un piccolo particolare: i bimbi devono avere almeno un genitore italiano. A riportare la notizia è Famiglia Cristiana con un articolo a firma di Stefano Pasta. Contro questo provvedimento si è scagliata l'Asgi (Associazione italiana per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione)  che, insieme alla coop sociale Ruah, ha fatto ricorso al Tribunale.

Ecco cosa ha detto a Famiglia Cristiana il presidente di Asgi, l’avvocato Alberto Guariso: "C’è una lunga serie di azioni giudiziarie che
abbiamo presentato negli ultimi anni dinanzi ai tribunali lombardi, principalmente di Brescia e Bergamo, contro analoghi provvedimenti
discriminatori. Da altri bonus-bebè al contributo per le cure dentistiche della Regione Lombardia. Le amministrazioni locali sono obbligate a rispettare la legge nazionale e il diritto alla non discriminazione, che è un diritto assoluto, è ben tutelato in Italia".

"Negli anni scorsi - aggiunge Guariso - in Lombardia abbiamo avuto una fase ideologica, una battaglia al grido rima i nostri', per tutelare la “razza” italiana o padana. Così è stato per esempio il bonus-bebè per soli italiani nel Comune di Brescia, forse il caso più famoso, in cui il Sindaco arrivò a sostenere che solo gli italiani attribuiscono importanza al fattore economico nella progettazione della natalità. sembra che queste discriminazioni rimangano quasi per inerzia e, com'è successo recentemente con il Comune di Lanzada in provincia di Sondrio, basta segnalare ai Comuni che stanno violando la legge perché rettifichino e si adeguino. Proprio quello che non è successo a Serina".

La notizia arriva nel giorno in cui parla arabo l’anagrafe delle aziende milanesi: si chiama Mohamed il titolare di quasi 1600 imprese nel capoluogo lombardo; i Giuseppe si fermano a quota 1383. Gli imprenditori stranieri sono il 12% rispetto al 9,9% del resto della regione e all’8,4% in Italia. Fatelo sapere agli amministratori di Serina.

Giuseppe Manzo

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