logo nelpaese

WELFARE: PIANO SOCIALE DA 59 MILIONI

La Regione Liguria approva l'intervento per le politiche sociali. Frutto della partecipazione di 39 gruppi, a cui hanno preso parte terzo settore e sindacati. L'assessore Rambaudi (nella foto a sinistra): "Serve un cambio culturale della sanità che deve riconoscere interventi finora ritenuti strettamente sociali". Oggi la presentazione

 

 

 

Un piano sociale regionale integrato con la sanità, ma anche con la scuola, la formazione e la casa, in attesa di una pianificazione a livello nazionale. Verrà presentato oggi alle 14.30 al teatro della Gioventù di Genova, il piano sociale integrato 2013-2015 della Regione Liguria, frutto del lavoro di 39 gruppi a cui hanno preso parte operatori del sociale, del terzo settore, sindacati e politici. “È stato un percorso partecipato, con una forte alleanza tra tecnici e politici – afferma Lorena Rambaudi, assessore regionale al Welfare -. Con questo piano, che sarà presto disponibile sul sito della Regione, vogliamo rinforzare gli interventi che già esistono e fare in modo che tutti si conformino alle buone prassi di qualcuno”. Per quest’anno, aggiunge l’assessore, il finanziamento è di “59 milioni di euro”, che comprendono le risorse regionali, qualche fondo europeo e 18 milioni provenienti dallo Stato. Si tratta, spiega Rambaudi, dei “nove milioni del fondo per la non autosufficienza” che dovrebbe sbloccarsi a breve e “di altri nove milioni del fondo sociale bloccato al ministero dell’Economia”. Alla presentazione di oggi parteciperanno anche Claudio Montaldo, assessore regionale alla salute, Pippo Rossetti, assessore al bilancio e Stefano Quaini, presidente della commissione consiliare sanità.
 
Secondo l’assessore Rambaudi, se in Liguria per minori e anziani esistono interventi efficaci, andrebbe rivisto l’approccio a problematiche quali la non autosufficienza. “C’è una parte del piano dedicata alla non autosufficienza in cui si tratta di come definire la dote di cura (una misura economica riconosciuta ai pazienti affetti da certe malattie per sostenere le spese di assistenza a domicilio, ndr), su come e su chi fare la sperimentazione – sottolinea -. In Liguria lo facciamo per i malati di Sla, ma quando si sbloccherà il fondo vorremmo includere altri malati”. Per avviare questo processo, spiega Rambaudi, “serve un cambio culturale della sanità che deve riconoscere interventi finora ritenuti strettamente sociali e quindi non di sua competenza”. 
 
Altri temi su cui è avviata una discussione sono disabilità e psichiatria, considerati per anni, dice l’assessore, “appannaggio della sanità”. Oggi, continua Rambaudi, andrebbero “pensati servizi più articolati per le persone disabili”, che sono ben assistiti nelle strutture, ma abbandonati a loro stessi se tenuti a casa, poiché “mancano i soldi per il sostegno alle famiglie”, conclude l’assessore. Rambaudi auspica un piano nazionale integrato tra i ministeri del Welfare e della Sanità e per discutere di questa proposta ha chiesto un incontro con il neo ministro Beatrice Lorenzin. 

Il primo passo per l’approvazione del piano sociale ligure sarà la discussione in giunta, poi la parola passerà al consiglio. “L’obiettivo – spiega Rambaudi – è quello di approvare il piano socio-sanitario in giunta nei prossimi giorni per poi portarlo all’attenzione del consiglio regionale prima della pausa estiva”. Se tutto andrà come previsto il piano sarà operativo a partire da settembre. Nel frattempo la Regione chiederà ai 19 distretti socio-sanitari della Liguria di elaborare uno schema d’azione in cui indicare per quali servizi e in che misura intendano spendere i propri finanziamenti.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale) 

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop