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CARA CASTELNUOVO DI PORTO: LO SDEGNO DI LEGACOOPSOCIALI

Sul web sta girando un video sulle condizioni del Cara in provincia di Roma: alcuni richiedenti asilo raccontano la condizione di abbandono e isolamento in cui 800 persone sono state lasciate dalla società che gestisce. Legacoopsociali Lazio: Crediamo che le disumane condizioni nelle quali versano i rifugiati dentro quelle strutture impongano una rivisitazione dell’intero istituto.

 

 

 

 

"L’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo è diventata per l’Italia una vera e propria emergenza rispetto alla quale si misura il grado di civiltà del nostro paese. A pochi giorni dalla Carta di Lampedusa, il maltempo nella nostra regione ha fatto esplodere il caso del Cara di Castelnuovo di Porto". Legacoopsociali Lazio denuncia in un comunicato ciò che sta accadendo nel centro per rifugiati della provincia di Roma.

Il giorno dopo il nubifragio del 31 gennaio alcuni richiedenti asilo raccontano la condizione di abbandono e isolamento in cui 800 persone sono state lasciate dalla società che gestisce il Cara, il centro di accoglienza per richiedenti asilo situato nell'ex area industriale di Castelnuovo di Porto, a 7 chilometri dal centro abitato di Capena. Da due giorni senza acqua, luce e cibo, stipati nel primo piano della struttura dopo l'allagamento del piano terra, i richiedenti asilo denunciano il business dell'accoglienza e le minacce nei confronti di chi protesta. "Abbiamo raccolto queste testimonianze fuori dal Cara - spiegano gli autori del video - presidiato all'esterno dai blindati della polizia e all'interno dai militari, che impediscono a chiunque di avvicinarsi".

Legacoopsociali Lazio "esprime il suo più profondo sdegno per quanto accaduto in questi giorni e che è stato denunciato con un video che sta girando sul web. Persone abbandonate di fronte al pericolo di allagamento, lasciate senza mangiare e che hanno perso vestiti e effetti personali. Crediamo che le disumane condizioni nelle quali versano i rifugiati dentro quelle strutture impongano una rivisitazione dell’intero istituto".

Legacoopsociali ha recentemente espresso le sue posizioni in un comunicato che tra le altre cose afferma che “si deve passare alla chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione divenuti ormai una vera vergogna nazionale e si devono ridefinire le caratteristiche dei centri che accolgono i rifugiati e richiedenti asilo (Cara), sia riducendone le dimensioni, sia eliminando le chiusure e aprendoli al territorio, sia garantendo tempi di permanenza più brevi e, soprattutto, certi".

Redazione Lazio

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