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FAB: ECCO I PROGETTI DELLA SECONDA FASE

Cinque progetti, dal co-working alla trattoria sociale: ecco la seconda fase dell'incubatore di innovazione sociale lanciato un anno fa dalla coop sociale Itaca di Pordenone. I Faber avevano avuto l’occasione di presentare i loro progetti nella sede pordenonese di Pn Box davanti ad un parterre selezionato di una cinquantina di stakeholder e portatori di interesse del territorio. 

 

 

 

Accedono alla seconda fase 5 progetti, Fab annuncia il passaggio della selezione con tre modalità distinte. La Direzione strategica di Fab ha concluso nei giorni scorsi a Pordenone, nella sede di vicolo Selvatico 16 della Cooperativa sociale Itaca, la selezione dei 6 progetti che hanno partecipato alla II Accademia del Faber Academy Box, l’incubatore di innovazione sociale lanciato da Itaca poco più di un anno fa, il 29 giugno 2012, in occasione del Ventennale di fondazione della Cooperativa friulana.

Lo staff di Cooperativa Itaca e Dof consulting ha infatti deliberato il passaggio della selezione con tre modalità distinte: “Green Bin” accede a pieno titolo alla fase di incubazione; “Fondàco”, “Casa di Bart” e “Home-up!” accedono alla fase di incubazione che servirà ulteriormente a verificarne le criticità legate alla commercializzazione; “Tratto sociale” verrà accolto da una rete di contatti costruita da FAB, che ne accompagnerà lo sviluppo futuro nella città di Torino.

Si è così concluso il secondo ciclo di Fab, dopo che l’11 luglio scorso i faber avevano avuto l’occasione di presentare i loro progetti nella sede pordenonese di Pn Box davanti ad un parterre selezionato di una cinquantina di stakeholder e portatori di interesse del territorio. Organizzato da Itaca e Fab, l’incontro era funzionale ad avviare un confronto per indagare l’interesse, la reale fattibilità e la sostenibilità dei progetti stessi, e quindi aprire a possibili azioni di sostegno, accompagnamento e promozione.

Un meeting ad invito quello al Pn Box, riservato unicamente ad un pubblico qualificato, per ascoltare dalla viva voce dei faber protagonisti i dettagli sui sei progetti che avevano terminato la seconda Village Academy del Faber Academy Box.

A Pn Box i faber avevano avuto la possibilità di presentare in anteprima i loro progetti: Letisia Barbuio e Sarah Zuccarello - Green Bin, Alessandro Vit e Luca Gabrielli – Fondàco, Marzia Basei - La casa di Bart, Alessandro Zorzetto - Home-up!, Debora Macoratti e Igor Brigada - Tratto Sociale, Luca Vivan e Marco Carillo - The Vibes.

FAB è un progetto della Cooperativa Itaca che gode della collaborazione di Dof Consulting e del supporto di diversi partner, fra cui l’Università degli Studi di Trento nella persona del prof. Luca Fazzi, di Aiccon (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit) nella persona del suo direttore Paolo Venturi, Dmav Dalla maschera al volto – Social Art Ensemble, Provincia di Pordenone e Comune di Pordenone, Fondazione Crup. Tra i sostenitori anche Bcc Pordenonese.

Green Bin

Negozio di generi alimentari alla spina, tra cui pasta e riso, farine e cereali, spezie, legumi, caffè e prima colazione, the e tisane, caramelle, frutta secca e disidratata. Green Bin permette di coniugare qualità dei prodotti (da filiera corta o comunque controllata) e risparmio (dal 20% al 70%, grazie all’eliminazione degli imballi) con la possibilità di un’introspezione sugli stili di vita e su come le azioni quotidiane possono pesare sull’ambiente e sulla società promuovendo una nuova ‘cultura della riduzione’ che non limiti le persone, ma ponga piuttosto le basi per una mentalità di consumo e acquisto sostenibile.

Fondàco

Spazio di co-working laboratoriale, che offre ad artisti e hobbisti la possibilità di lavorare all’interno di uno spazio attrezzato e dedicato, che può eventualmente offrire anche percorsi di formazione studiati a partire dal bisogno del singolo e che coinvolgono, come formatori, artigiani che mettono in campo in modo nuovo le competenze legate alla loro professione. Questo laboratorio del fare nasce per rispondere ad un bisogno di condivisione di spazi, risorse, professionalità e competenze, con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sulle specificità tecniche, sulle competenze artistiche e sulle potenzialità economiche di un territorio.

La Casa di Bart

La casa di Bart è un luogo che pone al centro la relazione uomo-animale, attraverso la realizzazione di un servizio diversificato, in grado di ospitare, all’interno di alloggi “ a misura di cane” e sostenibili da un punto di vista ambientale, sia cani in soggiorno giornaliero, sia cani ospiti per periodi di tempo più lunghi. La casa di Bart non vuole essere solo un rifugio confortevole e rispettoso di tutti i bisogni dei cani, ma anche un luogo dal quale far nascere una serie di attività che mettano al centro la relazione uomo-cane. Inoltre, si prefigge di configurarsi come centro per attività assistite con gli animali attraverso le quali offrire sostegno a persone con disagio psichico e sociale.

Home-Up!

Home-up! è un modello di casa modulare adatto alle diverse esigenze del vivere sociale contemporaneo, che abbatte i costi di costruzione e dedica particolare attenzione all’ambiente, riducendo i consumi e fornendo soluzioni ad alto rendimento energetico. È un modulo smontabile e facilmente trasportabile. Il sistema modulare, che combina funzionalità ed estetica, garantisce anche un’eccezionale flessibilità: può rappresentare una soluzione di casa innovativa, la base di un programma di coabitazione, o addirittura un modulo abitativo di emergenza. Una variante progettuale prevede la possibilità di autocostruzione da parte del futuro inquilino.

Tratto sociale

Trattoria a conduzione familiare, che utilizza prodotti a filiera corta per potenziare l’economia del territorio (e il cui core è la carne cotta sulla pietra e l’offerta di birra artigianale), ma che al contempo favorisce l’inclusione lavorativa di persone che si trovano in una situazione di disagio sociale. L’idea nasce dalle esperienze si ristorazione di Igor – e dalla sua volontà di mettersi in proprio – e da momenti formativi in cui Debora ha potuto entrare in contatto con chi si sta impegnando per cambiare vita, per riscattarsi dalla situazione di disagio in cui si trova.

Redazione Friuli

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