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AUMENTANO GLI IMMIGRATI-IMPRENDITORI

In Campania sempre più immigrati imprenditori. Nella regione sono presenti 197mila immigrati, il 30% della popolazione straniera del Sud Italia. Questo emerge dal dossier Caritas Migrantes presentato a Napoli oggi. Cna: si tratta di imprese radicate in modo strutturale nel nostro tessuto economico: superano meglio la crisi, anche perché aprire un’azienda per queste persone è la conclusione di un progetto migratorio, quindi una sfida che si affronta con grossi impegno e sacrifici

 

 

In Campania si concentra il 30% di tutti gli stranieri presenti al Sud, il 3,9 sul totale nazionale. Nella regione sono 194mila gli immigrati, 174 le nazionalità di provenienza, le più rappresentate Ucraina, Marocco, Cina, Albania, India. È quanto emerso oggi dal XXII Dossier statistico Immigrazione 2012, presentato a Napoli, in contemporanea ad altri città italiane. In controtendenza rispetto al resto del paese, qui la presenza più forte è quella femminile, pari quasi al 55%, e gli stranieri costituiscono l’8% della popolazione totale. Una percentuale che, a sua volta, si distribuisce in questo modo: il 15% è rappresentato da minori, mentre la maggioranza, oltre l’80%, si compone di stranieri di età compresa tra 18 e 65 anni, ovvero in età lavorativa. Volendo tracciare un identikit del ‘migrante-tipo’ soggiornante in Campania, si legge nel rapporto si può dire che si tratta soprattutto di una donna, originaria dell’Europa centro-orientale, nubile, di età compresa tra i 30 ed i 59 anni di età, che lavora con un contratto a tempo indeterminato come lavoratrice subordinata.

 

La Campania si conferma sempre più terra di destinazione e non più di transizione per gli stranieri, la cui presenza è praticamente quadruplicata nel corso degli ultimi dodici anni, soprattutto tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. Nella regione, che ha visto un aumento dell’11% nel 2011 dei permessi di soggiorno, stando ai dati diffusi oggi da UnionCamere e Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna), tra titolari, amministratori, soci ed altri ruoli in impresa, nel 2011 sono state 11.724 le persone di origine straniera impegnate in diversi settori, tra cui soprattutto artigianato, manifattura ed edilizia, un valore corrispondente al 38,6% di quello meridionale e al 2,6% di quello nazionale. Un vero e proprio boom di aziende che sono nate e cresciute nell’ultimo anno, cui hanno contributo soprattutto marocchini, cinesi, senegalesi e nigeriani.

 

“Non si tratta di imprese nate in maniera funzionale al permesso di soggiorno – ha spiegato stamattina Giuseppe Bea, Cna nazionale – ma di aziende radicate in modo strutturale nel nostro tessuto economico. Inoltre, alla crescita quantitativa ha corrisposto una crescita qualitativa delle imprese create da immigrati, che risultano essere addirittura più longeve di quelle create da italiani. Questo ci dimostra che mediamente le imprese degli stranieri superano meglio la crisi, anche perché aprire un’azienda per queste persone è la conclusione di un progetto migratorio, quindi una sfida che si affronta con grossi impegno e sacrifici”. “Oltre l’80% degli immigrati sono in età lavorativa: evidentemente forniscono un contributo essenziale per il sistema previdenziale”, ha commentato Giancamillo Trani, direttore dell’Ufficio immigrati Caritas regionale e caporedattore del dossier per la Campania. “L’immigrazione è una sfida sempre più importante – ha concluso il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe – La Chiesa sta facendo il massimo per dare sostegno agli stranieri presenti sul nostro territorio”.

 

 

 

Redazione

 

 

 

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