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"RIMETTERSI IN GIOCO": IN CAMPANIA ASSEMBLEA DELLE COOP SOCIALI

Assemblea regionale delle cooperative sociali: eletto il nuovo coordinamento e Luca Sorrentino (nella foto a sinistra) come nuovo responsabile della Campania per Legacoopsociali. "E’ arrivato il momento di metterci in discussione e in gioco senza riserve, di metterci insieme per fronteggiare l’azione combinata del potere politico ed economico che lavora per dividerci". Intanto nulla di fatto al Comune di Napoli per l'assistenza domiciliare: il 31 scatteranno i licenziamenti.

 

 

 

 

“Un momento complesso e articolato, caratterizzato da vertenze che non solo mettono in discussione la nostra storia ma lo stesso paradigma su cui si sono costruite le politiche sociali nei decenni scorsi, considerate oggi residuali”. Così ha esordito Giacomo Smarrazzo, Responsabile uscente del Settore delle Cooperative Sociali di Legacoop Campania, nel corso dell’Assemblea regionale che, oltre a preparare la partecipazione al Congresso nazionale di Legacoopsociali che si svolgerà a Roma il 7 ed 8 novembre, ha ragionato sulla propria riorganizzazione perché “siamo in piena emergenza – come ha detto il neo eletto Coordinatore, Luca Sorrentino – ed è arrivato il momento di serrare le fila e passare da una strategia di difesa, come è stato fino ad oggi, all’attacco, mettendoci di nuovo al centro dell’iniziativa”. Una riflessione autocritica, dunque, come è emerso dal dibattito ma che, nonostante i problemi e le tensioni della fase, vuole guardare al futuro. Centrali, a questo proposito, saranno sia il recupero della creatività, che da sempre ha caratterizzato l’attività del Settore, capace di grande innovazione, che la ripresa dell’iniziativa politica, a partire dalle possibili alleanze, dalla costituzione dell’ACI sul piano regionale, anche per la cooperazione sociale, all’allargamento alle altre rappresentanze del Terzo Settore. “Molte cooperative – prosegue Sorrentino – sono ferme e molte altre hanno registrato una progressiva diminuzione delle attività storiche, non di quelle innovative che pensavamo di poter fare. E’ arrivato il momento di metterci in discussione e in gioco senza riserve, di metterci insieme per fronteggiare l’azione combinata del potere politico ed economico che lavora per dividerci, per renderci talmente deboli e frammentati in modo da poter meglio dettare le condizioni della nostra resa”. “L’ACI è un’ipotesi di prospettiva interessante – incalza Sorrentino – perché prova a ricompattare il movimento cooperativo. Ma non basta. Noi esistiamo se esistono i diritti e se esiste un soggetto in grado di renderli esigibili. Questa non è una prerogativa solo nostra ma dell’associazionismo diffuso con il quale dobbiamo trovare i punti di convergenza per riorganizzare una forma di contrattualità forte, altrimenti siamo già perdenti.”.

Sul tema delle risorse il quadro tracciato è sconfortante: negli ultimi dieci anni sono state ridotte del 70%, con gravi, ulteriori, conseguenze sui ritardi di pagamento e il governo ha previsto stanziamenti per soli 300 milioni di euro. Dalla Regione Campania non arrivano certezze sulle somme che saranno realmente disponibili per le politiche sociali. Per il 2014, quindi, si prevede una situazione ancor più complicata dell’attuale. In Campania, ancora non è stato istituito l’Albo regionale delle Cooperative sociali di tipo B e continua a mancare la Legge sulla cooperazione sociale, attesa dal 1991. La programmazione sulla PAC e sui fondi 2014 – 2020 costituiscono uno spiraglio, ma si dubita delle scelte che le istituzioni potranno fare, abituate come sono a non prevedere il confronto con gli operatori di settore e con i bisogni reali dei territori. Dai racconti dei cooperatori, “nonostante la tentazione della depressione”, emerge comunque la vitalità di sempre, di idee e di visione. Basta pensare al grande lavoro che si sta facendo sull’infanzia, tanto che la Campania ricopre un ruolo importante anche nel Gruppo nazionale di lavoro su questo tema; oppure, al reinventarsi in attività come quella dei gruppi di acquisto collettivo, o della costruzione di sinergie tra soggetti svantaggiati attorno a progettualità che riguardano i beni comuni, o al ‘microturismo’, insomma, “nonostante la crisi – come ha commentato Mario Catalano, Presidente Legacoop Campania - la nostra cooperazione sociale non smette di assumere un ruolo di attenzione, tutela e crescita delle persone e del territorio.” “Le condizioni di difficoltà – aggiunge Catalano – creano difficoltà di comunicazione tra le nostre stesse cooperative, troppo impegnate nella lotta per la quotidiana sopravvivenza. Occorre invertire questo stato di cose, che come ha dimostrato la discussione è del tutto dettato dall’emergenza.” “L’Alleanza delle Cooperative è un primo, importante momento di verifica della necessità di mettersi insieme. Un punto di forza che per Legacoop, Agci e Confcooperative ha significato, ad esempio, l’approvazione, a fine 2012, della Legge regionale sulla cooperazione e, nelle ultime settimane, del Testo unificato sulla cooperazione sociale in VI Commissione, che a breve andrà al voto in Consiglio regionale”. “Occorre – ha concluso il Presidente campano – continuare a prendere spunto dalle necessità espresse dal territorio, da quelle fasce sociali più disagiate che abbiamo sempre rappresentato e supportato, immaginando, ad esempio, di portare la medicina specialistica in ambulatori dove l’accesso alla visita ed alla cura sia garantito da tariffe inferiori a quelle dei ticket sanitari”.

Luca Sorrentino, concludendo i lavori dell’Assemblea, ha esortato il nuovo Coordinamento a lavorare nel concreto, stabilendo nuove relazioni e rafforzando quelle interne. Il Coordinamento eletto, oltre che dal Responsabile Sorrentino, è composto da: Giacomo Smarrazzo, Coop. ERA; Luigi Isaia, Coop. Lo Scudo; Enzo Vanacore, Coop. L’uomo e il Legno; Antonio Forgione, Coop. SID; Feliciano Smarrazzo, Coop. Novella Aurora; Michele De Angelis, Coop. Prisma; Gennaro Parlati; Lella Palladino, Coop. Eva.

Assistenza domiciliare: nulla di fatto anche con le banche

Una delle crisi più gravi del welfare è relativa all'assistenza domiciliare del Comune di Napoli.  Si è concluso con un ennesimo rinvio l’incontro di questo pomeriggio tra i responsabili delle cooperative sociali che gestiscono l’Adi e gli assessori comunali alle Politiche sociali Roberta Gaeta e al Bilancio Salvatore Palmacon gli istituti bancari Banca Prossime e Etica. L’incontro era stato fissato martedì scorso nell’ultima, concitata riunione a palazzo San Giacomo, in cui gli assessori avevano dichiarato di non poter fare nulla per pagare le cooperative ad oggi e scongiurare così sia il licenziamento di circa 150 operatori sociali che la conseguente, drammatica, sospensione del servizio.

L’unica soluzione che era stata proposta dall’assessore al Bilancio Palma, era quella di chiedere alle banche di fare credito alle cooperative “fuori procedura”, vale a dire senza che queste presentassero le certificazioni del credito, che la Ragioneria del Comune non emette perché non ha certezza della copertura finanziaria. I responsabili delle cooperative Accaparlante, Novella Aurora, L’uomo e il legno, Fisiomedical, Gis onlus e del Consorzio Italia (che gestiscono l’Adi) hanno appreso nell’incontro odierno che per le banche non sussistono ad oggi le condizioni per poter aprire nuove linee di credito con il Comune di Napoli, senza un piano programmatico serio e dettagliato di rientro dai debiti da parte dell’amministrazione comunale.

Alcune coop attendono di essere pagate da oltre 36 mesi e tutte vantano crediti da più di un anno, e anticipano un costo del lavoro per gli stipendi degli operatori sociali impiegati nel servizio pari a circa 4 milioni di euro complessivi, se si tiene conto solo dell’ultimo anno. La giornata si è conclusa con il rinvio ad un nuovo incontro previsto per giovedì prossimo, durante il quale il Comune di Napoli si è impegnato a presentare il piano di rientro richiesto dalle banche. Tuttavia, le cooperative coinvolte, loro malgrado, saranno costrette a licenziare gli operatori, già a partire dal 31 ottobre, e a interrompere il servizio per i 2mila disabili e anziani che a Napoli usufruiscono dell’Adi.

Redazione Campania

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