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IL COMUNE CHIUDE ASILO NIDO, I CITTADINI FANNO LA COLLETTA

Penisola sorrentina, comune di Meta di Sorrento. L'Amministrazione interrompe finanziamento per il nido MonteMare gestito dalla coop sociale Prisma, ma è stata avviata una raccolta di donazioni e contributi da parte di singoli cittadini e aziende. Il presidente della coop Michele De Angelis: (nella foto a sinistra) “Quello che sta avvenendo a Meta rischia di diventare il prototipo di come un’altra importante occasione possa essere sprecata. E il rischio è che sia l’ultima”

 

 

 

 

Dopo quattro anni il Comune di Meta di Sorrento ha deciso di interrompere il finanziamento per il servizio di Asilo Nido. MonteMare, questo il nome dell’asilo che è costato un investimento di 800mila euro per adeguare la struttura ai più elevati standard europei, resterà comunque aperto. “Conserveremo gli stessi standard di qualità con le rette previste dalle fasce Isee per garantire comunque diritti a bimbi e famiglie”, spiegano i responsabili della coop sociale Prisma che lo gestisce, “Se entro un anno la situazione non dovesse cambiare, saremmo però costretti alla chiusura”.

Per finanziare l’asilo nido Prisma ha deciso così di avviare una raccolta di donazioni e contributi da parte di singoli cittadini e aziende. Nel corso dell’anno saranno organizzate iniziative e manifestazioni di raccolta fondi. “Siamo fiduciosi nell’ ascolto di quanti sentono l'esigenza di un rinnovo della cultura dell'infanzia, che non comincia con la scuola dell'obbligo, ma ha radici in precedenza”, lanciano l’appello all’adesione i responsabili della cooperativa. “ Le ricerche scientifiche da tempo dimostrano quanto siano determinanti per lo sviluppo armonico della maturazione neuromotoria, sensoriale, cognitiva e relazionale del bambino, attività di stimolo, proposte, sperimentazioni e ambienti adeguati. L’asilo in questo senso è un vanto per Meta, apprezzato oltre che dai genitori, da pediatri e pedagogisti che in questi anni ci hanno fatto visita”. Già venti famiglie hanno iscritto i loro figli e stanno sostenendo l’iniziativa.

Un’esperienza che rischia di interrompersi in modo inatteso. Alla Prisma non sono giunte spiegazioni dal Comune di Meta: “Credo che i fondi generalmente a noi destinati serviranno a finanziare le casse di partecipate del comune in difficoltà”, ipotizza Michele De Angelis presidente della cooperativa. Una decisone quella dell’amministrazione comunale in controtendenza con normative e politiche europee recepite dal legislatore italiano per incrementare i posti disponibili nei nidi per i bambini tra i tre mesi ed i tre anni come previsto dalla Carta di Lisbona. E in contraddizione con la decisione del governo di investire nelle Regioni del Sud in politiche per l’infanzia con un finanziamento di circa 400milioni di euro, previsti dal piano di azione e coesione, che dovranno servire in parte proprio a finanziare nuovi nidi. “Quello che sta avvenendo a Meta rischia di diventare il prototipo di come un’altra importante occasione possa essere sprecata. E il rischio è che sia l’ultima”, denuncia De Angelis, “Molti comuni in previsione di questi fondi, ho avuto modo di osservare, stanno progettando servizi naif con il rischio di assegnazioni clientelari. Senza una progettazione seria, una preparazione adeguata e una formazione permanente i diritti dei bambini continueranno ad essere negati”.

Redazione (dal portale www.napolicittasociale.it)

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