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CASE FAMIGLIA, ALLEANZA COOP SOCIALI: PORTEREMO QUESTIONE AL GOVERNO

Napoli diventa un caso nazionale con la protesta degli operatori delle case famiglia. Interviene Giuseppe Guerini, portavoce Alleanza Cooperative Sociali: "Il Comune messo in ginocchio le case famiglia: 38 mesi di ritardati pagamenti e 40 milioni di debiti accumulati. Chiuse già 100 case famiglia". Intanto le commissioni consiliari Bilancio e Politiche sociali chiedono di destinare il 30% dei fondi del "Salva Napoli": circa 15 milioni.

 

Napoli, la protesta degli operatori delle case famiglie diventa un caso nazionale. "È una questione di dignità. Il lavoro va pagato senza decurtazioni e ulteriori lungaggini. Sosterremo l’azione delle nostre cooperative sociali portandola all’attenzione del Governo Nazionale e del ministero del Lavoro e per le Politiche Sociali". Così Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Sociali sui 40 milioni di euro accumulati dal Comune in 38 mesi di ritardati pagamenti delle prestazioni rese dalle cooperative sociali che gestiscono le comunità di accoglienza per i bambini in difficoltà. "Ben 100 case famiglia hanno già chiuso i battenti e presto toccherà ad altre. Allarme sociale alle stelle".

«Le case famiglia di Napoli, che operano in contesti di grande fragilità sociale – aggiunge Guerini – continuano a chiudere. Il Comune con i suoi ritardi indegni ha messo in ginocchio le strutture che si occupano dei bambini più svantaggiati della città. Ora bisogna dare risposte a questa situazione kafkiana e drammatica. Non si capisce per quale motivo il Comune di Napoli non paga pur avendo attinto ai fondi nazionali. Non vorremmo che queste risorse siano state utilizzate per altro. Questa situazione è arrivata al punto di non ritorno».

Il rebus dei fondi

Questa mattina le commissioni consiliari Bilancio e Politiche sociali si sono riunite in maniera congiunta. All'incontro era presenta anche l'assessore al Welfare Roberta Gaeta e una delegazioni degli operatori sociali. Dall'assessorato al Bilancio, presente con un suo funzionario, è stata ribadita una disponibilità economica di 4,6 milioni dei 58 provenienti dal decreto "salva Napoli", perché "le rimanenti risorse sono stati destinate ad altri servizi indispensabili". La proposta è stata respinta dagli operatori mentre le due commissioni hanno stilato un documento in cui chiedono di destinare il 30% di quel fondo alle case famiglia e l'intervento anche degli orgnismi di governo sull'emergenza della spesa sociale a Napoli. Ora la palla passa alla Giunta che dovrà decidere entro inizio settimana. In conclusione resta il rebus delle risorse già in cassa e non utilizzate, mentre gli stessi soldi del "salva Napoli" sono già in fase di erogazione. 

G.M. 

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