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NAPOLI, OPERATORI SOCIALI OCCUPANO IL COMUNE: NO ALLA PROPOSTA DELLA GIUNTA

Dopo aver iniziato lo sciopero della fame lo scorso 10 giugno, ora gli operatori delle comunità per minori hanno occupato la sede del Comune di Napoli. Nell'incontro di ieri l'assessore Gaeta e il vicesindaco Sodano avevano proposto il pagamento di due bimestri e la formulazione di una nuova griglia. "Non hanno studiato la situazione, sono solo chiacchiere", l'accusa di educatori, enti e coop sociali. E arriva la solidarietà di Banca Etica.

 

 

 

Dallo sciopero della fame all'occupazione della sede del Comune (nella foto in basso). A Napoli gli operatori sociali continuano la protesta contro il ritardo dei pagamenti verso le comunità per minori. Ieri ha avuto esito negativo l'incontro con l'assessore alle Politiche sociali Roberta Gaeta e il vicesindaco Tommaso Sodano (che ha vuto la delega nei 4 mesi precedenti). Dall'Amministrazione è arrivata la proposta del pagamento di due bimestri e di formulare una nuova griglia domani. Ma enti, coop sociali e educatori non ci stanno e così è scattata l'occupazione del palazzo di via Verdi: "La loro proposta - scrive Luigi Isaia, portavoce della protesta e in sciopero della fame da 3 giorni  - dimostra che finora non hanno ancora studiato a fondo la nostra situazione: dalla sala consiliare non ci muoviamo fino a venerdì o fino a quando non vi saranno risposte esaurienti".

 

La solidarietà di Banca Etica

Dopo aver incassato il sostegno dell'Alleanza delle cooperative della Campania, le comunità per minori in lotta ricevono la solidarietà di Banca Etica: “Dipendenti e soci di Banca popolare Etica sono al fianco dei tanti lavoratori che con impegno, passione e responsabilità fanno funzionare ogni giorno le case famiglia di Napoli che accolgono minori abbandonati o in condizioni di disagio". E' quanto si legge in una nota. "I ritardi nei pagamenti da parte del comune hanno raggiunto i 38 mesi e le cooperative che gestiscono queste strutture cruciali per il welfare sono allo stremo. Per questo Confcooperative- Federsolidarietà, Federcooperative, Federazione Sam, Comitato Welfare non è un Lusso, Collettivo Operatori Sociali e Federazione Arca hanno proclamato uno sciopero della fame. Da lunedì 10 giugno tutti i dirigenti degli enti gestori delle comunità per minori scioperano in un presidio permanente presso la sede di Palazzo San Giacomo, sostenuti dagli operatori sociali che resteranno in blocco giorno e notte. Anche i dipendenti della filiale di Banca Etica di Napoli aderiscono allo sciopero della fame nella giornata di oggi".

"La situazione è giunta oramai al limite per tutti coloro che operano nel sociale a Napoli. Nonostante il 'decreto salva Napoli' abbia portato nelle casse comunali 58 milioni di euro, ancora nessun pagamento ha risollevato il destino delle comunità per minori che sono costrette ad anticipare i costi dei servizi e a contrarre debiti colossali, rischiando il collasso e la chiusura. Banca Etica da parte sua continua – come sempre – a fare ogni sforzo per sostenere finanziariamente le organizzazioni che gestiscono i centri di accoglienza per minori. In Campania dall'inizio del 2012, 100 case famiglie sono state chiuse, la qualità viene meno e con essa il sostegno ai tanti minori che per ragioni diverse si trovano lontani dalle proprie famiglie d'origine".

Sulla vicenda non si è ancora espresso il sindaco Luigi de Magistris che in questi giorni è in viaggio negli Stati Uniti d'America.

G.M.

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