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NAPOLI, ALLEANZA COOPERATIVE CON GLI OPERATORI SOCIALI IN SCIOPERO DELLA FAME

Comunità per minori, inizia lo sciopero della fame contro ritardo pagamenti (nella foto). A sostenere l'iniziativa anche Alleanza delle cooperative della Campania: "Una delle pagine peggiori della crisi economica e dell'Amministrazione comunale di Napoli". Gli operatori sociali puntano il dito contro il sindaco: "In cassa ci sono 58 milioni ma non è stato fatto alcun pagamento nonostante gli impegni presi da de Magistris".

 

 

Gli enti gestori delle comunità per i minori che hanno lavorato col comune di Napoli iniziano lo sciopero della fame. Il motivo è il mancato pagamento da parte dell’amministrazione locale dei servizi prestati (ormai sono 38 i mesi di ritardo). Lo annuncia una nota, pubblicata anche on line, firmata da Federsolidarietà Confcooperative Campania, Federazione SAM, Comitato Welfare non è un lusso, Collettivo operatori sociali e Federazione A.R.C.A.

Lo sciopero inizia oggi lunedì 10 giugno 2013, mentre per domani, martedì 11 giugno 2013, è prevista una vera e propria manifestazione (ore 10.00 sotto la sede del comune) a cui hanno aderito in centinaia, anche tra chi opera nel settore educativo e nel tutoraggio.

«I mancati pagamenti al mondo della cooperazione sociale sono una delle pagine peggiori della crisi economica e dell’amministrazione del comune di Napoli. Sosterremo al meglio i nostri cooperatori in questa battaglia. Non ne va solo del lavoro di dirigenti ed operatori sociali, ma anche della tenuta del welfare locale che per anni ha contato sulle forze della cooperazione e dell’associazionismo». A dichiararlo sono Gianluigi De Gregorio, presidente Agci Campania, Carlo Mitra, commissario Confcooperative Campania e Mario Catalano, presidente Legacoop Campania.

In un comunicato le sigle che hanno aderito alla mobilitazione puntano il dito contro l'Amministrazione: "La situazione è giunta oramai al limite per tutti coloro che operano nel settore sociale. Nonostante siano giunti nelle casse comunali ben 58 milioni di euro, a seguito del “decreto salva Napoli”, e nonostante tutte le promesse e gli impegni presi da parte del sindaco Luigi De Magistris e il vicesindaco Sodano, oltre il silenzio del neo assessore alle politiche sociali Roberta Gaeta, ancora nessun pagamento ha risollevato il destino delle comunità per minori che, da ben tre anni, sono costrette ad anticipare i costi dei servizi socio-indispensabili, a contrarre debiti colossali, rischiando il collasso e la chiusura. A questa situazione disarmante, si aggiunge la proposta fatta alle case famiglia, lo scorso 29 maggio, dalla neo dirigente al Servizio politiche per l'infanzia e l'adolescenza, Maria Rosaria Fedele. Una “proposta di accordo transattivo”, con la quale si è informato gli enti interessati della deliberazione di Giunta e Consiglio comunali, conseguente all’ approvazione dei debiti fuori bilancio per il periodo settembre/dicembre 2012, con il subordinamento dei pagamenti degli stessi entro dicembre 2013, ma ai soli enti che avessero accettato di tagliare i propri crediti del 10%".

Redazione

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