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REGIONE: "POCHI SOLDI PER IL WELFARE"

Diciassette milioni, a tanto ammonta la spesa per le Politiche sociali stanziata nel bilancio di previsione 2013 della Regione Campania. Di questi circa sei milioni deriveranno dal 50 percento delle entrate per il bollo auto. Intervista a Michele De Angelis (a sinistra nella foto), vicepresidente del gruppo Gesco: “Le regioni del Sud sono in grande sofferenza e la politica del governo continua a penalizzarle”.

 

Dal portale www.napolicittasociale.it 

Diciassette milioni, a tanto ammonta la spesa per le Politiche sociali stanziata nel bilancio di previsione 2013 della Regione Campania. Di questi circa sei milioni deriveranno dal 50 percento delle entrate per il bollo auto. “Una cifra ancora troppo bassa”, è il commento di Michele De Angelis vice presidente del consorzio di Cooperative del Terzo settore Gesco e esperto di interventi per la prima infanzia, “Le regioni del Sud sono in grande sofferenza e la politica del governo continua a penalizzarle”.

Quale stima di spesa ritiene necessaria per il welfare in Campania?

“Il Terzo settore aveva computato che l’investimento minimo per salvare le Politiche sociali nella nostra regione dovesse aggirarsi intorno ai 70 milioni. Se si aggiungono ai diciassette milioni stanziati nel bilancio previsionale i circa 50 milioni di trasferimento statale al welfare, sbloccati in extremis dal Governo, più o meno si ottiene quella cifra. Il problema è che con questi finanziamenti dovranno essere sostenuti quest’anno anche i servizi di integrazione al sistema socio sanitario. In altri termini i Comuni saranno costretti a spendere il 50 percento dei trasferimenti per i servizi di assistenza a disabili e anziani all’interno degli ospedali. Così le risorse per tutti gli altri servizi saranno ridotte all’osso”.

E i Comuni già sono in sofferenza, a cominciare proprio da Napoli

“La ristrutturazione del debito e la necessità di rimpinguare le casse vuote di fatto stanno facendo estinguere i sistemi di protezione sociale. I tagli che continuano ad abbattersi come una scure stanno fortemente penalizzando gli enti locali. Le difficoltà di Napoli sono solo l’esempio più eclatante di una crisi che sta colpendo tutti i Comuni, soprattutto al Sud”.

Il cosiddetto “salva imprese” potrà avere ricadute positive anche sul Terzo settore?

“Per come è stato concepito, potrebbe anche darsi di sì. Anche il privato sociale che vanta crediti enormi dallo Stato dovrebbe beneficiarne. Ma al momento la norma resta ancora fumosa, stiamo ancora aspettando che si chiariscano le modalità di attuazione. Troppo presto per esprimere un giudizio”.

Sulle azioni a favore della prima infanzia una buona notizia è arrivata dal ministero della Coesione Sociale che ha finanziato la creazione di 18 mila nuovi posti in asili nido. Sono sufficienti?

“Anche su questo sarei prudente. Potrebbe essere un’iniziativa positiva se i fondi serviranno a finanziare la gestione degli asili. Il timore è che, come accaduto in passato, vengano impiegati per le ristrutturazione o la costruzione di nuove strutture, lasciate poi abbandonate”.

Redazione

 

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