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PAPA FRANCESCO A LAMPEDUSA: STRETTA DI MANO CON GLI OPERATORI SOCIALI

Evento storico per l'isola. Il Pontefice saluta i migranti, i residenti e gli operatori impegnati nel Centro di prima accoglienza. Francesco I ha voluto stringere la mano anche al direttore della struttura che accoglie 112 migranti e gestita dal Consorzio Sisifo (saranno il doppio dopo lo sbarco di oggi), Federico Miragliotta: "riconoscenza e comprensione per il lavoro che facciamo".

 

 

Un coro unanime di gratitudine ha salutato l'arrivo di Papa Francesco nell'isola di Lampedusa. Una visita fuori dalla consuetudine e dal protocollo, poi il monito di fronte alle tante persone morte nel Mediterraneo: "Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro". Da Save the children a Legambiente, dalla comunità araba a Don Vinicio Albanesi fino alle più alte cariche dello Stato si è levato un ringraziamento per il Pontefice.

E un' ulteriore testimonianza arriva da Federico Miragliotta, 34 anni, direttore del Centro di prima accoglienza di Lampedusa (gestito da Lampedusa Accoglienza), che questa mattina ha stretto la mano a Francesco I:  "Sicuramente la presenza del Papa - dice con la voce ancora emozionata - è stata la giusta riconoscenza per Lampedusa Accoglienza e ha una valenza fondamentale. Oltretutto la naturalezza con cui si è posto, delicato e gentile, sicuramente rappresentano aspetti che restituiscono il giusto valore per chi opera nel sociale: valori di umanità"

Miragliotta racconta cosa significa questo gesto per un operatore: "Lavorare nell’emergenza diventa naturale per noi - aggiunge - i ringraziamenti fatti in modo così naturale si trasformano in riconoscimento. Mi sono sentito capito da questa persona. Al molo si è fermato, mi ha guardato e ha ringraziato: un’emozione incredibile. Noi abbiamo necessità di questa linfa vitale".

A questo punto si guarda al futuro, alle prospettive dopo questo evento storico: "Dopo la visita del Papa non so quale sarà la reazione a livello nazionale o europeo. Il Pontefice ridà vigore al senso di accoglienza dei lampedusani. Come se lui avesse dato forza all’isola che ha attraversato momenti difficili. Ha parlato di solidarietà e questo dà forza, sicuramente è un fatto epocale".

Intanto proprio oggi c'è stato un nuovo sbarco. Il senso del lavoro degli operatori si traduce in un solo termine: imprevedibilità. Così conclude Miragliotta: "In questo momento abbiamo 112 ospiti ma con il nuovo sbarco arriveranno al doppio. La situazione è relativamente tranquilla. Il nostro centro ha deficit strutturali che il ministero dovrà risolvere a breve. Siamo abituati anche a lavorare con migliaia di ospiti, come accaduto in passato. Il problema vero sono le variazioni numeriche o lavorare di notte: a Lampedusa puoi passare da 0 ospiti a 1000 mille ospiti in 24 ore.E proprio con imprevedibilità è difficile prevedere o programmare, abbiamo di fronte il mare. In merito al lavoro nel centro stiamo lavorando per porre attenzione sul lavoro medico-sanitario per creare un rete con altre strutture come per il Cara di Mineo".

Giuseppe Manzo

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