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IL NON PROFIT: AUMENTANO ORGANIZZAZIONI E OCCUPATI

Censimento Istat su industria e non profit: il Terzo settore cresce ed è boom delle coopsociali con +98%

 

 

 

Terzo settore in Italia cresce. Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive sul territorio nazionale sono 301.191,  +28 per cento rispetto al 2001, anno dell'ultima rilevazione censuaria del settore. Lo dice il nono Censimento dell'industria, i servizi e del non profit dell'Istat, i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma. Secondo i dati Istat il settore è tra i più dinamici anche per l’occupazione: +39 per cento in più in dieci anni di lavoratori. In generale la crescita del non profit riguarda tutte le regioni italiane, con punte sopra la media nazionale al Centro e nel Nord- ovest (rispettivamente 32,8 e 32, 4 per cento in più rispetto al 2001).

I numeri

Al 31 dicembre 2011 le organizzazioni non profit attive in Italia sono 301.191, con un incremento del 28% rispetto al 2001, anno dell'ultima rilevazione censuaria sul settore. È il dato che emerge dal 9° Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit. Più contenuto, ma sempre positivo, il dato relativo all'incremento di istituzioni con addetti (+9,5%) con una crescita del personale dipendente pari al 39,4% rispetto al 2001. Il non profit cresce soprattutto nel Nord e nel Centro Italia, con punte più alte di presenza e attività in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Il settore conta sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 270mila lavoratori esterni e 5mila lavoratori temporanei. Nel tessuto produttivo italiano, il non profit occupa una posizione significativa: il 6,4% delle unità economiche attive. Il settore della cultura e dello sport assorbe il 65% del totale delle istituzioni non profit, seguito dai settori dell'assistenza sociale (con 25mila istituzioni), delle relazioni sindacali e di rappresentanza (16 mila realtà), dell'istruzione e ricerca (15mila istituzioni). Il peso della componente non profit nell'assistenza sociale è significativo anche in termini di occupazione con 544 addetti ogni 100 nelle imprese. Quasi la metà dei dipendenti impiegati nelle istituzioni non profit (46,9%) è concentrata in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Il censimento delle imprese si è articolato su due livelli: il primo ha consentito di migliorare le misurazioni delle caratteristiche strutturali delle imprese e dell'occupazione e di misurare con precisione i cambiamenti strutturali manifestatisi tra il 2001 e il 2011; il secondo, basato su una rilevazione che ha coinvolto un campione di 260mila imprese, ha approfondito la conoscenza dei fattori di competitività delle unità produttive, con particolare attenzione a quelle di piccola dimensione.

La crescita

Il mondo del non profit cresce e si diversifica, la Pubblica Amministrazione si snellisce, il settore delle imprese subisce trasformazioni nel contesto della crisi e della globalizzazione. A confermarlo sono i risultati del 9° Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit. Alla rilevazione hanno partecipato oltre 300mila organizzazioni non profit, 13mila istituzioni pubbliche e un campione di 260mila imprese (tutte quelle con 20 e più addetti e circa 190mila unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni). Innovativa nel metodo e nelle tecniche di rilevazione, l'operazione censuaria si è caratterizzata per un uso quasi capillare del web da parte dei soggetti coinvolti nella compilazione dei questionari. Proprio questo ha consentito la pubblicazione dei dati definitivi a distanza di soli quattro mesi dalla chiusura delle rilevazioni sul campo. Accanto ai dati tradizionali, alcuni approfondimenti inediti su occupazione, governance, internazionalizzazione e strategie finanziarie costituiscono una solida base informativa per un monitoraggio continuo delle trasformazioni della realtà produttiva italiana.

Occupazione: incremento nel non profit e boom coop sociali

Le dinamiche del sistema produttivo italiano si evincono dal raffronto tra i risultati del 9° Censimento e quelli della precedente edizione; la vivacità del sistema ha subito un rallentamento negli ultimi anni a causa della crisi strutturale che ha investito gran parte dell'Europa. Il dinamismo interno al sistema è rappresentato anche da un fenomeno peculiare che emerge dall'indagine: l'effetto «sostituzione» tra un settore e l'altro in termini di occupazione e unità economiche. Se, da una parte, diminuisce l'occupazione dipendente nell'istruzione e nella sanità e assistenza sociale pubblica (rispettivamente -10,3% e -8,6%), dall'altra aumenta contestualmente nelle stesse attività economiche il numero degli addetti nel non profit (+78mila nell'istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila). Una conferma del progressivo ampliamento dei servizi di mercato chiaramente misurato dal censimento.

Il censimento sottolinea inoltre che le cooperative sociali operano soprattutto nei settori dello sviluppo economico e della coesione sociale, per l’inserimento dei soggetti svantaggiati ( in cui si rileva una presenza pari al 49 per cento), dell’assistenza sociale (17, 8 per cento) e della sanità (10 per cento). Le fondazioni sono relative più attive nei settori dell’istruzione e della ricerca ( 11 per cento) e della filantropia (9,9 per cento). In dieci anni le fondazioni hanno avuto un incremento del 102 per cento mentre le cooperative sociali del 98 per cento.

Realtà del tessuto produttivo italiano

Le istituzioni non profit contano infatti sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 271mila lavoratori esterni e cinquemila lavoratori temporanei. Quattro istituzioni su cinque usufruiscono del lavoro volontario, mentre il 13, 9 per cento delle organizzazioni rilevate opera con personale dipendente e l'11, 9 per cento si avvale di lavoratori esterni (lavoratori con contratti di collaborazione). Nel tessuto produttivo italiano, sottolinea il Censimento, il non profit occupa una posizione significativa: il 6,4 per cento delle unità economiche attive. Il settore della cultura e dello sport assorbe il 65 per cento del totale delle istituzioni non profit, seguito dai settori dell'assistenza sociale (con 25 mila istituzioni), delle relazioni sindacali e di rappresentanza (16 mila realtà), dell'istruzione e ricerca (15 mila istituzioni).

Il peso della componente non profit nell'assistenza sociale è significativo anche in termini di occupazione con 544 addetti ogni 100 imprese. Quasi la metà dei dipendenti impiegati nelle istituzioni non profit (46, 9 per cento) è concentrata in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna

 

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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