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Storie - Cooperatori coraggiosi

La rubrica è a cura di Maurizio Cocchi

 

Intervista a Claudio Paccanaro, fondatore Consorzio Onlus Cooperative

Cooperazione sociale di tipo B: innovazione e schèi

 

Claudio Paccanaro, architetto di Vicenza, 60 anni, imprenditore, proprietario di un'impresa nel settore della telefonia con più di 200 dipendenti. Nel 2007 vende l'azienda per dedicarsi al sociale. Beneficenza? Terzo mondo? Sostegno ai poveri? No, cooperazione sociale.

Fonda il Consorzio Coc (Consorzio Onlus Cooperative) con la precisa idea che sia il lavoro la miglior forma di solidarietà sociale.

L’incontro avviene nella sua casa sul lago di Garda per fare due chiacchiere, visto che Virtual Coop ha da poco aderito al consorzio da lui fondato.

L'architetto non si fa attendere e attacca con una lunga introduzione.

Vedi Maurizio, io sono credente, tutte le domeniche a vago en cesa, ma non credo nella beneficenza che si fa adesso, o perlomeno ci credo ma non è quello che voglio fare io. Sono infatti convinto che il modo migliore di aiutare una persona, sia quello di dargli un lavoro.

Il lavoro vuol dire dignità, con i soldi guadagnati puoi fare quello che vuoi, ma se sei assistito non hai nessuna libertà, perché sei sempre sottoposto alla volontà diretta o indiretta di chi assiste.

Ecco perché ho pensato di mettere a disposizione la mia esperienza di imprenditore, per realizzare qualcosa di valido dal punto di vista economico e capace di intervenire in maniera risolutiva anche sui problemi sociali.

 

E così hai fondato il Consorzio Coc, di che cosa si tratta esattamente?

 

Mi a go una grande esperienza con i consorzi, infatti sono presidente dell’UCSI (Unione dei Consorzi Stabili Italiani). I consorzi sono fatti soprattutto per acquisire lavoro e fare massa critica nelle gare.

Il Consorzio Coc è composto per il 70% da cooperative sociali di tipo B, che per di più al loro interno hanno più del 50% di dipendenti disabili, per cui sono da considerare a tutti gli effetti "laboratori protetti", ai sensi dell'articolo 52 del D. Lgs 163/2006.

In questo modo tutto il consorzio può presentarsi alle gare riservate ai laboratori protetti, che possono essere indette anche su importi superiori alla soglia comunitaria.

L'Europa la jé massa più avanti de nualtri, infatti queste gare vengano indette regolarmente, così chi ha le caratteristiche può partecipare e dare lavoro ai propri dipendenti disabili.

Ma tornando a noi, nel consorzio abbiamo anche un 30% di imprese non cooperative, che ci aiutano nel fare i lavori e nel partecipare alle gare. Inoltre, grazie alla mia presenza nell’UCSI, in molti casi riusciamo ad ottenere avallimenti per partecipare a quelle gare in cui non abbiamo tutte le caratteristiche.

 

Quali sono le principali attività che svolge il consorzio?

 

Tute… Basta fare schèi. Io non posso immaginare una cooperazione sociale povera, che paga male i propri dipendenti, che non riesce a retribuire dignitosamente le competenze che invece servono per il lavoro. Io mi devo impegnare perché le nostre cooperative possono avere la giusta retribuzione per il lavoro che fanno e non elemosinare lavori residuali.

Per questo motivo abbiamo scelto di occuparci di attività ad alto valore aggiunto. Le nostre cooperative si occupano di installazioni e gestione di reti informatiche, fibre ottiche, centrali telefoniche, all'interno del consorzio abbiamo l’unica cooperativa sociale in Italia con il patentino di 1° grado PPTT – il massimo riconoscimento di professionalità - siti internet, gestione ottica dei documenti, facciamo attività di restauro, rilievi fotografici aerei, sviluppo di database, rilievi satellitari, laserscanning.

Io ho molta esperienza nel settore sanitario e sto cercando di portare le nostre cooperative a lavorare in questo settore, con particolare riferimento alla gestione tecnologica, ingegneristica e dei servizi che ruotano attorno alla sanità pubblica.

Attualmente siamo fortemente impegnati anche nella ricostruzione delle zone terremotate in Emilia e Lombardia.

 

Io naturalmente lo so, ma potresti dire per il nostro pubblico cosa fa il consorzio in questo settore?

Associato al nostro consorzio abbiamo uno dei più grossi studi di ingegneria edile, che vede al proprio interno più di 160 professionisti, i quali possono essere immediatamente utilizzati in tutte le fasi della ricostruzione. Abbiamo l'esclusiva di marchi molto importanti nel settore dei prefabbricati: noi siamo in grado di costruire una scuola in tre settimane e di consegnarla arredata, chiavi in mano ai comuni interessati.

Nonostante questo, abbiamo numerose difficoltà ad operare, anche solo a prendere contatto con queste realtà, in particolare con la protezione civile, che ha i suoi fornitori e difficilmente ne cerca di nuovi.

A parte l'impegno nella ricostruzione delle zone terremotate, quali sono i prossimi impegni del Consorzio Coc?

I jé tanti i lavori che permetterebbero di avere dei buoni margini. Prendiamo per esempio il settore della sanità, che come ti dicevo è un settore che conosco bene.

Tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche che servono negli ospedali devono essere verificate con una periodicità (di solito sei mesi) molto precisa a seconda del tipo di attrezzatura. Su questo business sono in pochissimi ad operare con margini enormi. Ecco, lì il consorzio deve arrivare prima o poi.

Sempre negli ospedali ci sono i canali di aereazione delle sale operatorie che devono essere ogni sei mesi controllate e pulite. Su questo tipo di lavoro ci sono soltanto due o tre famiglie in tutt'Italia che opera, con una situazione di controllo monopolistico impressionante. Perché non possiamo anche noi fare questi lavori che, peraltro, sono anche abbastanza semplici?

A questo punto lo vorrei sapere anch'io e provò a chiederglielo: si strofina il pollice con l'indice e finisce tutto in una risata.

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