logo nelpaese

LA CRISI (E L'ITALIA) VISTA DA PARIGI

I due Paesi a confronto: lo Stivale sembra allontanarsi sempre di più dall'Europa

 

 

 

 

Un freddo storico per questi giorni di Pasqua. Così aprono i telegiornali francesi mentre Parigi è divisa tra un sole primaverile e un vento glaciale. I parisienne borghesihanno abbandonato la capitale per rifugiarsi in altre località di vacanza, dicono alcuni residenti. Eppure dalla Torre Eiffel al museo Louvre si muovono migliaia di persone provenienti da ogni continente. Davanti al Moulin Rouge si snodano lunghe file per assistere allo spettacolo della sera e così anche per il museo d’Orsay. Proprio davanti all’ingresso della casa degli Impressionisti un addetto alla sicurezza mi chiede minaccioso. “Giornalista italiano? Tu votato Berlusconi, Lega, Grillo?”. Rassicuro la guardia giurata d’Oltralpe sulle mie intenzioni di voto e faccio buon viso a cattivo gioco di fronte alla ripetuta reazione quando capiscono che sono italiano: una risata, mezza ironica e mezza amara. Difficile biasimare se viene in mente la situazione politica dopo le ultime elezioni. Anche se qualche scandalo attraversa pure la Francia, come nel caso dell’ex ministro del presidente Sarkozy.

 

La crisi

La povertà a Parigi è visibile, evidente e quasi contemplata nel complicato ingranaggio della società. Davanti ad ogni negozio alimentare o boulangerie, nei corridoi di ognuna delle 14 linee di metropolitana trovi clochard più o meno assistiti. In Francia è esplosa l’emergenza casa. Tra le prime tre notizie di apertura dei Tg c’è proprio la mobilitazione dei movimenti di lotta per il diritto all’abitazione. Alcuni di questi hanno scelto di occupare immobili e chiedono al governo di Francois Hollande di intervenire al più presto.

A Parigi e soprattutto nella sua periferia, l’emergenza sociale si traduce in problemi di sicurezza. Sono frequenti borseggi e rapine all’interno della metropolitana: “Salgono in 10 e ti circondano senza farsi notare – afferma Michelle, residente nella periferia parigina - e poi ti ritrovi senza portafogli o altri oggetti preziosi”. Fuori città, invece, la situazione è ancora più difficile: “Su un treno regionale sono saliti in 20, armi in pugno – aggiunge Michelle – e hanno immobilizzato i viaggiatori per rapinarli di ogni cosa”. Eppure la stessa Michelle, di origine senagalese, spiega come è riuscita a trovare e cambiare lavoro. Pagare gli studi di suo figlio di 9 anni a cui non mancano attività sportive e ludiche dopo l’orario scolastico. Infatti la crisi in Francia non sembra aver alterato l’accesso ai servizi pubblici. Il trasporto, caro quanto il nostro ormai, non è stato intaccato o ridotto come accade a Roma e nelle altre principali città italiane. Nella città turistica l’accesso alle strutture per le persone con disabilità non è messo in discussione e questo vale anche per la mobilità urbana o per i mezzi pubblici. Il tessuto civile e la difesa dei beni comuni non sembrano esser stati colpiti, o almeno pregiudicati, dalle politiche di Austerity. Le conquiste sulla disabilità fisica sono diventate patrimonio storico: nel Pantheon (tanto citato durante le primarie del Pd) c’è posto anche per Louis Braille, inventore dell’omonima scrittura e lettura per non vedenti. 

(l’Italia)

Ironia e risatine a parte, l’Italia è troppo lontana da Parigi. Pensare che lo stallo politico e istituzionale possano risolverlo 10 (presunti) saggi in un Paese che ha perso la saggezza di sé lascia perplessi. Al canale France2 vedo il ministro della Giustizia del governo Hollande, Christiane Taubira, e mi viene in mente che tra quei 10 saggi non è presenta nemmeno una donna.A Saint Germain des Pres vedo passeggiare una coppia gay e immagino cosa accadrebbe se lo facessero in pieno centro a Roma. E ancora sui trasporti: quanto sono lontane le due capitali in efficienza del servizio con soli 20 centesimi di differenza sul costo del ticket. A Montmatre, zona turistica e di tradizione storica, è venuto in mente ciò che disse due anni fa il sindaco di un’altra città italiana: Napoli. Allora Luigi de Magistrisi parlò dei Quartieri spagnoli da trasformare nella collina dove sorge la Basilica del Sacro Cuore: pensando a come è ridotta la prima città del Sud viene fuori solo una risata amara.

 A Montmailant e a Belville, quartieri popolari della capitale, i cittadini parigini sono tutte le razze del mondo mentre qui stiamo invocando lo Ius Solis per nati di seconda generazione. Sulla terrazza della Torre di Montparnasse, alta 210 metri e punto più alto da dove si puo’ ammirare l’intera città, lo Stivale non è mai stato così distante.

Giuseppe Manzo

(ha collaborato Maria Nocerino)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop