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ALZHEIMER, IN FRIULI ARRIVA IL "GENTLECARE"

Nella residenza di Sacile il primo servizio ad avere la certificazione. Intervista a Laura Lionetti

 

 

 

 

Il “Nucleo giallo” della residenza protetta per anziani di Sacile (Pordenone) è il primo servizio in Friuli Venezia Giulia ad ottenere la certificazione in riferimento alla norma Gentlecare. Nel corso dell’audit, svolto da Francesca Vassallo dell’ente di certificazione Bureau Veritas, sono state verificate tutte le voci della checklist di applicazione delle Linee guida Gentlecare, nonché gli elementi previsti dalla norma rispetto al servizio, in particolare della normativa strutturale e di quella normativa sanitaria. La visita, tenutasi il 20 marzo a Sacile, è stata un’occasione di verifica ma anche di crescita grazie alle modalità costruttive e collaborative dell’ente certificatore. La Residenza di Sacile e la Cooperativa sociale Itaca hanno così dimostrato la capacità, la competenza, la tenacia e la passione con cui gestiscono il servizio.

I responsabili dello stesso, il direttore Rossano Maset e l’assistente sociale Paola Peruzzetto dipendenti del Comune di Sacile, e i responsabili di Itaca tra cui la coordinatrice Marta Bressaglia, la referente infermieristica Katia Crema, la referente del Nucleo giallo Mara Demurtas e tutti i professionisti della residenza, si sono impegnati nell’applicazione del metodo Gentlecare.

Per la formazione e la consulenza all’applicazione del modello, la residenza di Sacile si è avvalsa della collaborazione con il team del Gruppo Ottima Senior, società costituita dalla referente italiana per il modello Gentlecare, Elena Bortolomiol, da Laura Lionetti della Cooperativa sociale Itaca e dal Laboratorio di Architettura di Enzo Angiolini. Ottima Senior (www.ottimasenior.it) si occupa di progettazione e organizzazione di servizi per anziani, con specifica competenza nell’area della demenza, in una prospettiva d’insieme.

Dopo anni di collaborazione con Moyra Jones, dal 2011 il gruppo è referente - per la società Moyra Jones Resources Ltd - della diffusione e verifica del metodo per l’Italia e l’Europa. Nel corso del 2011 si è inoltre instaurata la collaborazione tra il Gruppo Ottima Senior e Bureau Veritas Italia, organismo di certificazione riconosciuto a livello internazionale. Abbiamo incontrato Laura Lionetti, vice presidente della Cooperativa sociale Itaca e referente della formazione per il Gruppo Ottima Senior.

Da dove è partito l’approccio che ha portato Gentlecare nella residenza protetta per anziani di Sacile?

“La direzione della Casa per anziani aveva da tempo ravvisato il problema della gestione degli ospiti affetti da demenza e deambulanti, che spesso tentavano la fuga, ad esempio, percorrendo i corridoi del sotterraneo o vagando nei reparti – spiega Laura Lionetti -. Si tratta di anziani con esigenze particolari connesse alla patologia dementigena di cui soffrono: avevano bisogno di muoversi liberamente, di toccare tutti gli oggetti che capitavano loro a tiro, di andare negli armadi a rovistare. I loro bisogni mal si coniugavano con le necessità degli altri ospiti, ricoverati per problematiche fisiche, che poco sopportavano la convivenza dando origine a tensioni e lamentele. Già nel 2001, quando erano stati avviati i lavori di ristrutturazione della Casa, era prevista la realizzazione di un nucleo dedicato alle persone con queste problematiche”.

Di qui l’idea del Nucleo giallo, ci vuole raccontare come si struttura e quali sono gli obiettivi?

“Il Nucleo giallo accoglie oggi ospiti affetti da patologie dementigene nella fase dei disturbi comportamentali e deambulanti senza l’utilizzo di ausili. Quando le persone perdono tali caratteristiche, in seguito solitamente ad un aggravamento delle condizioni di salute, ad esempio per un attacco ischemico, possono essere spostati negli altri nuclei. In seguito al termine dei lavori di ristrutturazione, il Nucleo è stato aperto il 21 dicembre del 2009. Dopo una prima fase di inserimento graduale, la sezione ha raggiunto la copertura della massima capacità ricettiva di 19 ospiti a giugno 2011. La direzione della struttura ha così valutato che, pur disponendo di un totale di 22 posti, la presenza di un numero così elevato avrebbe compromesso la qualità del servizio, e ha preferito attenersi ad una capienza massima di 19 posti letti.

Gli obiettivi previsti dal servizio sono articolati: rallentare il progressivo deterioramento delle capacità funzionali, cognitive, motorie; garantire interventi sanitari, assistenziali, sociali specifici in modo tempestivo e integrato; controllare e contenere i disturbi comportamentali riducendo l'utilizzo dei mezzi di contenzione fisica e farmacologica; monitorare l’evoluzione delle capacità funzionali, cognitive, motorie residue del malato e la frequenza dei disturbi del comportamento eventualmente presenti; razionalizzare il trattamento farmacologico”.

Cosa ha Gentlecare di così innovativo?

“Gentlecare, ideato e promosso dalla terapista canadese Moyra Jones, è un sistema di cura protesico che si sviluppa a partire dalla comprensione profonda della malattia e del tipo di disabilità che provoca – prosegue Laura Lionetti -, per poi cogliere e valorizzare le capacità residue del malato, la sua storia e i suoi desideri, nell’intento di perseguire il suo benessere con un sistema in grado di sostenerlo. Questo il motivo di fondo per cui la residenza, in collaborazione con la Cooperativa Itaca, ha scelto proprio il metodo Gentlecare come linea guida operativa nella gestione del servizio. “Spazio, Persone, Programmi” sono infatti i tre elementi fondamentali della protesi di cura che viene progettata per ogni persona affetta da demenze dall’équipe multiprofessionale che applica Gentlecare. Il metodo sottende anche agli aspetti organizzativi del servizio. Il personale, ad esempio, che rappresenta il principale agente terapeutico, va selezionato con modalità che permettano di valutare la presenza di caratteristiche Gentlecare come la flessibilità, il senso dell’umorismo, la capacità di osservare, l’uso di un linguaggio chiaro e obiettivo, esperienze positive di vita con gli anziani, la capacità di risoluzione creativa di problemi”.

Quale ruolo ha la persona, non solo quella sofferente di demenza e/o Alzheimer, all’interno di Gentlecare?

“Il percorso di accoglienza nel servizio della persona con demenza deve prevedere alcuni elementi fondamentali per la conoscenza: un primo colloquio informativo, con un familiare o una figura di riferimento, presso la sede del servizio; la visita domiciliare; la visita pre-ingresso, la compilazione di una scheda biografica; l’inserimento graduale. Cruciale è l’alleanza terapeutica tra famiglia e operatori, che si rende concreta nel coinvolgimento dei familiari nell’elaborazione del progetto individualizzato, in una costante informazione, nella programmazione di incontri informativi, nella possibilità di sollievo nella cura. Infine, la progettazione e la configurazione degli spazi, l’arredo, la luce e i colori sono un elemento tanto importante - quanto sottovalutato - nella cura della persona”.

Gentlecare si può applicare ovunque e, soprattutto, come se ne può misurare l’efficacia?

“Nel corso del tempo, l’applicazione di Gentlecare nei diversi contesti, quali residenze per anziani e nuclei specializzati, centri diurni e assistenza domiciliare, ha permesso di trasformare una filosofia in un metodo di intervento, oggettivabile secondo specifici indicatori e dotato di “Linee guida di applicazione”, realizzabile nei diversi contesti e con modalità diversificate a seconda delle risorse, certificabile secondo le norme Uni Iso. I risultati riscontrati nei servizi in cui il modello viene applicato – conclude Laura Lionetti -, evidenziano nelle persone con demenza il mantenimento più a lungo delle abilità, la gestione dei disturbi del comportamento in una logica di prevenzione attraverso la definizione e controllo dei fattori scatenanti, il recupero e mantenimento delle abilità sociali. Per i familiari e il personale, la riduzione dello stress e l’aumento della percezione di poter influire sui risultati”.

Fabio Della Pietra

 

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