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GRIDAS, DA 30 ANNI IL CARNEVALE A SCAMPIA

Anche quest'anno associazioni, comitati, cooperative sociali e cittadini sfileranno per il quartiere

 

Stort' o Muort' – Orti urbani e torti inurbani
Domenica 10 febbraio 2013, partenza alle ore 10:30 dalla sede del GRIDAS
in Via Monte Rosa 90/b, Ina Casa, Scampia, Napoli.

Il comunicato-appello del centro sociale Gridas (Gruppo risveglio dal sonno)

Per il 31° anno consecutivo il GRIDAS promuove a Scampia il carnevale di quartiere, un appuntamento ormai tradizionale per tutte quelle realtà, gruppi, associazioni che operano quotidianamente nel quartiere e non solo e che colgono questa occasione di lavoro comune per ribadire temi e proposte che gli stanno a cuore e sulle quali lavorano prima, durante e dopo questo momento collettivo.
Anche il titolo scelto per il corteo di quest’anno scaturisce da un lavoro di lunga durata, portato avanti negli anni a Scampia, per la riqualificazione degli spazi verdi urbani: il Comitato Spazio Pubblico censì a novembre ben venti realtà già avviate e altre in via di riqualificazione grazie al lavoro volontario, gratuito e dal basso delle realtà territoriali.
Si è così pensato a “STORT' O MUORT' - ORTI URBANI E TORTI INURBANI”, con riferimento alle storture di una società che ci vorrebbe tutti morti o altamente egoisti. Una società in cui, chi dovrebbe occuparsi della cosa pubblica, è invece preso da smanie di potere e dalla coltivazione del proprio orticello, mentre, se il tutto non implode, è grazie alle forze, energiche e volontarie, di gruppi cittadini di resilienza che, sparsi un po’ ovunque, coltivano orti urbani, speranze, condivisioni, lotte comuni per la difesa di valori, diritti e luoghi altrimenti abbandonati al degrado e preda di malaffare e azioni e atteggiamenti camorristici capaci perfino di avvelenare vite, speranze e territori.
Un chiaro riferimento è anche al lavoro svolto dal Coordinamento Comitati Fuochi cui aderiscono numerose associazioni di Scampia e che sta portando avanti un monitoraggio e un’opera di denuncia e sollecitazione costante per contrastare il grave problema dei roghi tossici e del biocidio subiti da anni dalle nostre terre.
Ecco, dunque, che il tema del corteo si è materializzato, nei laboratori svolti presso il GRIDAS insieme al Circolo “La Gru” di Scampia, ai Volontari per Napoli ripuliamo Napoli e ad alcuni referenti del Coordinamento Comitati Fuochi, in un camion guidato da un camorrista intento a portare dal Nord verso il Sud rifiuti tossici di ogni sorta, sui fusti spiccano le sigle di varie ditte incriminate, accompagnati con una buona dose di malapolitica e connivenze varie. 
A questa immagine nefasta si contrappone, nella consueta dualità tra bene e male riproposta in ogni corteo di carnevale di Scampia, una macchina del compostaggio, a rimarcare l’importanza di questo tassello fondamentale nella gestione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata e la ricchezza di un prodotto, il compost finale, indispensabile per restituire fertilità e dignità alle nostre terre martoriate. Dalla macchina del compostaggio, che tratta scarti organici di varia sorta, si origina, infatti, un bellissimo girasole che porta sui petali i nomi dei vari giardini e delle aree riqualificate nel nostro quartiere. Sulla macchina del compostaggio trova posto l’insetto dell’anno: tradizione nella tradizione instauratasi 7 anni or sono. L’insetto emblematico per il tema di quest’anno non poteva che essere una Coccinella (Coccinella septempunctata L.) considerata il custode degli orti per la sua importante azione di predazione naturale di alcuni parassiti dei vegetali. A testimoniare l’importanza dell’azione dal basso delle realtà territoriali in lotta e il legame tra queste varie battaglie contro il comune “nemico” rappresentato da un potere cieco alle esigenze delle persone e asservito a logiche di mercato e ai più spinti personalismi, portiamo in corteo, ancora una volta, la gru. Su di essa salimmo metaforicamente già nel 2011, in sostegno delle lotte degli operai, ma anche del popolo NO TAV, No Dal Molin e di tutti quei movimenti per la difesa di diritti inalienabili come il lavoro, l’acqua, la vita in armonia in un mondo migliore. Al contrappeso dello scorso anno con il messaggio “Siamo ancora sulla gru” si è aggiunta, quest’anno, addirittura una tenda: “Siamo accampati sulla gru”! 
E il tema scelto per quest’anno, ha sbizzarrito, come di consueto, le menti e i lavori delle altre realtà che, autonomamente, danno libera interpretazione allo stesso costruendo carri e maschere declinando il tema con il proprio metodo e amalgamandolo con il proprio lavoro quotidiano. Così, i bambini rom e napoletani che hanno partecipato ai laboratori svolti presso l’Auditorium dall’associazione “Chi rom e…chi no” si sono appassionati al tema degli orti, producendo un trattore e ortaggi di ogni sorta, maschere corredate da altra “verdura” prodotta dall’associazione nei laboratori tenuti alla scuola media “A. Sogliano” di Napoli. 
Il Centro Territoriale Mammut, nonostante il rischio di chiusura per mancanza di fondi, superato solo grazie al calore delle mamme di Scampia e alla caparbietà di operatori e volontari che credono in quello che fanno oltre che a una solidarietà dal basso, porta nel tema del corteo il lavoro sui “Castelli” che nel corso di quest’anno ha affrontato con le scuole (V e X Circolo in primis) e con bambini, adolescenti e adulti, migranti e non, che popolano un luogo-simbolo positivo del nostro quartiere.
Le donne dell’associazione Dream team - donne in rete indosseranno fiori, saranno esse stesse fiori in un giardino fiorito che sfilerà in corteo per sensibilizzare culture ed azioni di contrasto alla violenza di genere.
Il Gruppo Scout Agesci Napoli 14 porterà in corteo un “orto mobile” con cupolette e coperchi che celano le bellezze dell’orto, bellezze che prenderanno poi il sopravvento con l’aiuto di ciascuno. 
Libera interpretazione del tema, sempre nell’ottica del riciclo dei materiali e della valorizzazione di quanto di buono c’è, anche per i ragazzi di Vo.di.Sca e dell’ARCI Scampia che porteranno sul loro carro le foto del simbolo della squadra, del campo sportivo e dell’impianto fotovoltaico: tutte cose che stort’ o muort’ sono riusciti a fare con le proprie forze. 
Parimenti, RadioSca insieme a Save the Vinyl-Napoli porterà e valorizzerà in corteo un disco che stort’ o muort’ forse suonerà.
E ancora, la “Pupazza compostatrice” dell’associazione Melting Pop di Napoli impegnata nel riciclo creativo dei materiali, il “pacco alla camorra” accompagnato da un trattore confiscato e restituito a una produttività legale da (R)esistenza Anticamorra, i ragazzi farfalla e i fiori dell’ASD Athena Volley, gli sportivi e le maschere di Universal Center e "Raggio di Sole" di Scampia, una manciata di SeMI puri, originali, ogm free che resistono alle storture di questa società, con l’allegria, le idee, la fantasia e l’energia della Comunità Giovanile “Cominciamo da Qui” e Utopia onlus di Anzio e Nettuno, e poi il Johnny Biscotto extraordinary caravan direttamente da Roma e tutti gli altri che, ciascuno a proprio modo e con la propria creatività, aderiscono a questo 31° corteo per riappropriarsi tutti insieme degli spazi cittadini.
Come consuetudine, aprirà il corteo il carro-totem con la rosa dei venti sui cui raggi sono impressi nomi e valori che indicano un cammino di coerenza verso un mondo migliore. A conclusione del corteo “San Ghetto Martire” protettore delle periferie urbane e mentali con il suo stuolo di ex voto che si accresce di anno in anno di promesse non mantenute e di inutili sperperi concessi dall’alto.
E non mancherà la musica, dalla parodia di quest’anno creata dal Maestro Gianni Tarricone (una “Mario Mao” sul tema della “(m)ortifera” Maramao perché sei morto che riassume la situazione politica attuale) alle bande capitanate dalla Banda Baleno, murga di Scampia, che ha chiamato a raccolta le murghe di Roma (Malamurga e Murga SinConTrullo), Battipaglia (los Espantapajaros) e altre che si vorranno aggregare. Attesissimi anche ‘e Zezi con la loro riproposizione in costume de “La Canzone di Zeza” e con i quali iniziò, trentun’anni fa, il carnevale del GRIDAS a Scampia. E ancora i finti-illimani, la compagnia “Delirio Creativo” che ha chiamato a raccolta musicisti, giocolieri e clown, i ragazzi del progetto musicale "Musica libera Tutti" che aspetterà il corteo in un cortile del lotto P, suonando nell’attesa per i presenti che, anche quest’anno, aspettano una ventata di colore e di stimoli positivi che risvegli cortili e pensieri.
Il percorso del corteo è quello consolidatosi negli ultimi anni per attraversare lotti e situazioni e creare un collegamento con realtà solo apparentemente distanti ma accomunate da stessi bisogni e sogni. Anche quest’anno, la conclusione del corteo sarà accolta dalla comunità rom di Scampia: al campo rom di via cupo Perillo si terrà il consueto falò finale che, allegoricamente, vede bruciare i simboli negativi per il trionfo di quelli positivi. In un anno di lavoro caratterizzato, grazie al Coordinamento Comitati Fuochi, da un percorso collettivo, nel quale, oltre alla legittima denuncia, si vedono anche i passi coordinati verso un obiettivo vitale, ci è sembrato giusto caratterizzare questo momento tradizionale con un ulteriore messaggio sociale: i carri allegorici e i materiali bruciati sono sempre costruiti con materiali non tossici, ma a sottolinearlo, quest’anno, saranno i bambini e le famiglie rom, una comunità spesso capro espiatorio di una problematica e di interessi ben più estesi, appoggiati da chi si batte per affrontare una volta per tutte la piaga dei roghi tossici.
Anche quest’anno il Carnevale di Scampia si inserisce nella più ampia programmazione che mette in rete i carnevali sociali, autogestiti dal basso, di Napoli e provincia: una lista in continua crescita che vede coinvolti diversi quartieri di Napoli…isole comprese! 
La sigla scelta per quest'anno dal coordinamento carnevale di Napoli e provincia è S.T.A.R., sotto traccia anime resilienti, che risponde alla capacità di noi napoletani di riuscire a ribaltare la condizione di subordinazione nei confronti della società dei potenti per tramutare in forza le ingiustizie che viviamo.

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