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LA SOLITA STORIA

La coop sociale L'Uomo e il legno di Scampìa interviene sullo scontro Saviano vs de Magistris

 

Da una settimana lo scrittore Roberto Saviano e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si scontrano sulla fiction Gomorra prodotta da Sky e a cui l'Amministrazione ha posto il veto sulle autorizzazioni per le riprese nel quartiere. Ecco come la pensa il presidente della cooperativa sociale L'Uomo e il legno che ha sede proprio a Scampìa. 

 

"La polemica nata intorno alla fiction tratta dal libro Gomorra, da girare sui territori di Scampia, ci sembra ruoti intorno ad un falso problema. Da una parte il Presidente dell’ottava Municipalità, Angelo Pisani, che pone il veto sulle riprese dichiarando di non volere, ancora una volta, dare di Scampia l’immagine ormai stereotipata del luogo di camorra, non mettendo in luce gli aspetti sani e propositivi di questo quartiere; dall’altra Roberto Saviano ( autore del libro da cui si trarrebbe la fiction) che condanna ogni tipo di censura tanto più se rivolta al racconto di situazioni reali che, solo se raccontate, possono essere conosciute ed affrontate; dall’altra ancora quella del sindaco di Napoli De Magistris, d’accordo con il presidente Pisani e che inoltre sollecita l’investimento dei finanziamenti previsti per la fiction in iniziative solidali e culturali nello stesso quartiere.

Tutto questo mentre lo sceneggiatore dichiara che la fiction avrebbe dato grande risalto alle figure positive, alle iniziative lodevoli ed alle persone oneste che vivono “ il “ e “nel” quartiere.
A nostro parere la sostanza della querelle in corso dovrebbero essere proprio loro, gli abitanti onesti di Scampia. Onesti ma spesso senza lavoro, onesti nonostante la carenza dei servizi, onesti anche se mancano le risorse per condurre una vita degna di questo nome. 
Cosa rimarrà ai cittadini dopo la realizzazione della fiction? Niente. Se non si realizzasse? Niente. 
Perché allora non pensare di lasciare “ loro” qualcosa?

Per esempio finalizzando l’opera al miglioramento delle condizioni di vivibilità del quartiere attraverso la creazione di un indotto lavorativo ed un inizio di radicamento della Cultura del Lavoro: assumendo la manovalanza ( a tutti i livelli) tra i suoi abitanti ( oltre al coinvolgimento, già sperimentato, di trovarne gli interpreti). Una produzione ha bisogno di una logistica articolata, complessa e preparata, Scampia è ricca d’impresa e di capacità. 

Facciamo solo qualche esempio non esaustivo della ricchezza esistente:
• Abbiamo una cooperativa culturale, soc.coop.” Libera scena ensemble” in cui vi sono personaggi del calibro di Serao e Carpentieri che gestiscono un teatro sul territorio, perché non utilizzarlo per gli interni come set??? E gli esterni ( oltre alle solite vele) perché non ambientarli nei nuovi condomini: lindi, colorati, con le tende per il sole alle finestre???
• Una società cooperativa sociale “ la Roccia”che si occupa di sartoria, presso il centro Hurtado, una produzione non ha bisogno di una sartoria???
• Una società cooperativa sociale “ L’uomo e il legno” la produzione non ha bisogno di supporto logistico e di allestimenti scenici e non????
• Vi sono sul territorio ditte individuali e cooperative nel settore del Catering, necessarie per l’organizzazione logistica del set, non sarebbe il caso di rivolgersi a loro???

Queste sono solo alcune delle cose presenti sul nostro territorio oltre alla camorra. Valorizzare, con il lavoro produttivo, l’area Nord di Napoli potrebbe sul serio essere l’inizio di una svolta.
Coinvolgere scuole, enti, realtà del terzo settore già impegnate contro la diffusione della malavita e della delinquenza pubblicizzando, attraverso le riprese, le loro iniziative. 
Molto spesso si ha la sensazione ,forte, che chi parla di questi territori non li conosca veramente, anche quando a parlare sono le istituzioni che li rappresentano.
Accendere i riflettori su una realtà che non si arrende ma che ha la necessità di una cultura solidale. Scampia come luogo di sviluppo ha bisogno di lavoro e risorse:
perché non si continui a raccontare sempre la solita storia".

Enzo Vanacore

presidente cooperativa sociale L'Uomo e il legno

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