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DISABILITA': I NUMERI E LA SITUAZIONE NEL NOSTRO PAESE

Giornata mondiale della disabilità. Due disabili su tre (66,2%) sono donne. In 200 mila hanno un’occupazione

 

 

 

 

Ogni anno, da quando è stata ratificata dall’Onu nel 1981, il 3 dicembre 2013 ricorre la giornata mondiale delle disabilità e si coglie l’occasione per meditare su quanto si è fatto e su quanto non si è fatto sul tema della disabilità in Italia. Vediamo qual è la situazione nel nostro Paese.

Dati generali

Ad oggi la situazione numerica su quanti sono i disabili in Italia rimane invariata rispetto al rapporto sulla disabilità in Italia elaborato dall’Istat nel 2005. Pertanto sono quasi 3 milioni i disabili, di cui un milione e mezzo sono le persone che vivono con due o tre disabilità. Circa 700 mila sono le persone con problemi di movimento, cioè l’1,3% della popolazione corrispondente. Oltre 200 mila sono le persone che hanno difficoltà sensoriali (vista, udito, parole), lo 0,4% della popolazione di sei anni e più. Sfiorano le 400 mila unità le persone con limitazioni che impediscono le normali funzioni della vita quotidiana (cura della persona, mettersi a letto, vestirsi, mangiare da solo, etc…).
Grande è la disomogeneità a livello territoriale: la disabilità è più diffusa nell’Italia insulare (5,7%) e nel sud (5,2%), mentre al nord la percentuale di persone con disabilità supera di poco il 4%.
Due disabili su tre (66,2%) sono donne: ce ne sono 1 milione e 700 mila, cioè il 6,1% delle donne italiane. Tra gli uomini la percentuale è pari al 3,3%, valore quasi dimezzato rispetto alle donne. I tassi di disabilità di uomini e donne sono molto simili fino ai 54 anni di età, mentre a partire dai 55 anni la situazione femminile peggiora più sensibilmente al crescere dell’età.


Il 93% degli italiani con disabilità vive in famiglia. Di questi, il 27% in coppia senza figli, il 10% in coppia con figli, mentre il 43% resta con la famiglia d’origine. In valori assoluti le persone disabili che vivono in famiglia sono 2 milioni 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. A vivere con il partner sono soprattutto gli uomini disabili (60%), mentre la percentuale scende al 26% nel caso delle donne.

Scuola

Secondo i dati del Miur (ministero dell’Istruzione) gli alunni con disabilità nella scuola statale italiana nell’anno scolastico 2013/2014 sono 209.814. Si registra un (+3,7%) rispetto all’anno scolastico precedente (2012/2013). Tale crescita è stata differente nelle diverse macroaree del territorio: +90% nel nord ovest, +76% nel nord est, +82% nel centro, +34% nel mezzogiorno. In sintesi: gli alunni con disabilità sono circa il 2,5% di tutti gli alunni (1,3% nella scuola dell’infanzia, 3% nella scuola primaria, 3,7% nella scuola secondaria di I grado, 2% nella scuola secondaria di II grado. La disabilità intellettiva rappresenta la tipologia più diffusa: oltre 148.700 alunni fra scuola statale e non statale (66,7% del totale degli alunni con disabilità).
Gli insegnanti di sostegno nell’anno scolastico 2013/2014 se ne contano circa 110 mila, ne erano 101 mila nell’anno scolastico precedente. Il rapporto docenti/alunni è – secondo i dati del Miur – in media, di 1 a 2. Secondo quanto riferisce i numeri del Decreto scuola n. 104 si prevede per il triennio un’immissione a ruolo di 26.264 insegnanti. Oltre che di altri 1.608 di sostegno di ogni ordine e grado e 13.400 unità di personale non docente (Ata).

Lavoro

Secondo un’indagine dell’Isfol (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori) che ha dedicato un approfondimento ai problemi dei disabili nel mercato del lavoro, riferisce che sono circa 200 mila le persone disabili che hanno un’occupazione lavorativa. Ci sono poi altre 44 mila persone disabili che hanno un lavoro autonomo. Per quanto riguarda i settore di lavoro, emerge che è la Pubblica amministrazione a raccogliere il maggior numero di persone disabili (oltre il 29%) del totale. Seguono il settore pubblico, il commercio e l’industria con percentuali tra il 16 e il 17%.

Inoltre, il tema forse più delicato è quello della ricerca del lavoro da parte delle persone disabili. A differenza della popolazione italiana normodotata che in media cerca il lavoro attraverso autocandidature, concorsi e inserzioni stampa, le persone disabili utilizzano come strumento principale l’iscrizione all’ufficio pubblico impiego. E' uno strumento che viene in soccorso delle persone disabili così come prevede la legge 68 del '99, che ha predisposto un processo di inserimento qualificato basato su percorsi di orientamento e formazione. Dalle interviste rielaborate poi per la ricerca Plus dell'Isfol risulta che il 31,3% dei disabili che dichiarano di non aver mai lavorato ha anche usufruito (nell'ultimo mese prima della intervista) del servizio pubblico per l'impiego. Ma i disabili non disdegnano neppure il servizio privato offerto dalle tante agenzie che si sono inserite nella dinamica della domanda-offerta del mercato del lavoro. Il 18,8% degli intervistati dichiara di aver tentato anche la strada dell'agenzia privata. Infine, se nella popolazione totale solo il 2,2% delle persone dichiara di aver trovato lavoro attraverso l’ufficio di collocamento, tra i disabili la percentuale cresce all’11%, anche perché per le persone con disabilità l’iscrizione al collocamento è obbligatoria ai fini del riconoscimento dei sussidi economici.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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