logo nelpaese

CIE DI GRADISCA: SABATO IN PIAZZA PER CHIEDERE LA CHIUSURA

Il 16 novembre ci sarà la manifestazione per chiedere la chiusura definitiva del Centro d'identificazione ed espulsione di Gradisca. A lancirare la mobilitazione è un appello che vede Legacoopsociali tra i primi firmatari insieme ad associazioni, parlamentari, attori, scrittori e giornalisti. Bettoli: "Stiamo contribuendo a realizzare un legame tra movimenti, imprese sociali e istituzioni". Anche al III congresso nazionale Legacoopsociali aveva ribadito la posizione contraria ai Cie per nuove politiche di accoglienza

 

 

Una manifestazione a Gradisca per chiedere la chiusura definitiva del Cie. L'evento si terrà sabato 16 novembre e a rafforzarlo è un appello che vede Legacoopsociali in prima fila con il suo responsabile friuliano Gigi Bettoli, tra i primi firmatari dell'appello per il 16: "Legacoopsociali si è impegnata in prima persona in questo evento, così come - sabato e domenica scorsi - nell'occupazione della ex Caserma di Via Rossetti a Trieste. In ambedue i casi, contribuendo a realizzare un legame importante tra movimenti, imprese sociali ed istituzioni". La manifestazione avrà inizio alle 14.30, con partenza dalla Piazza Unità d'Italia (la piazza principale della città). Durante il III congresso nazionale di Legacoopsociali del 7 e 8 novembre, dalla relazione della presidente Paola Menetti, era stata ribadita la posizione ufficiale contro i Cie e per nuove politche di accoglienza e inclusione.

All'appello hanno aderito associazioni, attori, scrittori, giornalisti, parlamentari e consiglieri regionali tra cui Don Luigi Ciotti, Massimo Carlotto, Mauro Biani, Raffaella Cosentino, Khalid Chouki e tanti altri. "Le rivolte che nelle scorse settimane hanno avuto luogo nel Cie di Gradisca - è scritto nel testo dell'appello - hanno portato alla sua chiusura per inagibilità, ma già si parla di iniziare la ristrutturazione per una riapertura a breve. Si tratta della goccia che fa traboccare il vaso ed impone a tutti noi di passare dalle parole ai fatti per ottenere la chiusura formale e definitiva del mostro di Gradisca".

Sulla presenza del Cie si sono espresse "contrariamente la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Gorizia, lo stesso Comune di Gradisca, gran parte della società, compreso Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani del Senato. Esistono rapporti di denuncia delle condizioni di vita ed una documentata sequenza di violazioni giuridiche.
Oggi è necessario che tutto questo si trasformi in azioni concrete".

Per questo "ci rivolgiamo a chi come noi crede che questa “grande opera” sia inutile e dannosa per il territorio isontino, a chi rifiuta la presenza di questo luogo del non diritto in cui si consumano detenzioni illegittime e violazioni dei diritti fondamentali della persona. Per non far riaprire mai più il mostro di Gradisca. Per mettere fine una volta per tutte alle violenze ed alle violazioni dei diritti. Per far sentire al Ministero dell’Interno la voce di una comunità che non accetta il sistema dei Cie"

Redazione

@nelpaeseit 

 

 

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop