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AGRIVERDE: DA 30 ANNI LAVORO E INCLUSIONE A BOLOGNA

La Cooperativa Sociale Agriverde che, lo scorso marzo, si è aggiudicata la X edizione del Premio Marco Biagi. Ora si prosegue con le iniziative legate al trentesimo anno di attività. Il prossimo 25 giugno, infatti, nel bellissimo parco di Villa San Camillo a San Lazzaro, si terrà la festa di compleanno. Intervista al presidente Fabrizio Pedretti.

 

 

 

Il 2016 è davvero cominciato alla grande per la Cooperativa Sociale Agriverde che, lo scorso marzo, si è aggiudicata la X edizione del Premio Marco Biagi. Ora si prosegue con le iniziative legate al trentesimo anno di attività. Il prossimo 25 giugno, infatti, nel bellissimo parco di Villa San Camillo a San Lazzaro, si terrà la festa di compleanno.

Ci saranno i soci, i dipendenti, gli amministratori e i tecnici delle Pubbliche Amministrazioni, le famiglie, i colleghi delle altre cooperative sociali, i clienti, i fornitori, i soci in pensione e i tanti, davvero tanti amici che Agriverde ha saputo conquistarsi nel corso di trent'anni di attività. Ecco cosa racconta il presidente Fabrizio Pedretti. 

Se fosse una ragazza sarebbe nel pieno della forma e della giovinezza, invece si tratta di una cooperativa. Si può dire lo stesso?

Rispetto ai primi anni di attività, che sono poco più di una generazione fa, ma sembra un'era geologica, sono cambiate moltissime cose. Siamo cresciuti come qualità e quantità sotto tanti punti di vista. I primi cinque anni di vita sono stati pionieristici, non li ho vissuti direttamente, ma sono stati fondamentali per avviare l'esperienza, darle una solida base economica e cogliere i primi risultati dal punto di vista sia sociale che occupazionale e riabilitativo. Molte persone sofferenti di disturbi psichiatrici inserite nei primi progetti di quegli anni, sono tuttora assunte o inserite in Agriverde. Successivamente ci siamo dovuti formare e specializzare in tutti gli ambiti (sociali, gestionali, finanziari, ecc.) per essere sempre più preparati e professionali e rendere più forte e solida la cooperativa. Direi che se fossimo una ragazza, saremmo una giovane bella donna che quando sorride ha delle piccole rughe attorno agli occhi che la fanno più bella.

Lasciamo perdere e torniamo al compleanno. Trent'anni sono tanti o pochi?

Sono pochi rispetto a quello che ancora possiamo fare, sono tanti perché denotano una presenza costante e radicata sul territorio e nelle comunità. Non so, si sente solo parlare di start up e di imprese innovative ma, credo, che anche la continuità e la solidità siano indicatori importanti, non dico sottovalutati, ma talvolta dati quasi per scontati. Solo per fare un esempio, nel corso della festa ci sarà un piccolo riconoscimento a quanti lavorano all'Agriverde da almeno 25 anni. Un bel traguardo anche per loro e una bella soddisfazione per tutti, perché significa che siamo stati formati, siamo cresciuti, abbiamo continuato a mettere la nostra esperienza e la nostra competenza nella cooperativa. In sintesi significa che, in fine dei conti, ci siamo trovati bene. Talvolta questa limitata, per non dire assente, mobilità professionale (in particolare delle persone svantaggiate) viene descritta e giudicata come un limite, come un ridursi a non voler provare e sperimentare altre opportunità lavorative. Questo può essere vero in assoluto, ma non può essere valutato come una limitazione per le persone svantaggiate. Se hanno trovato una collocazione lavorativa che interessa, piace, perché dovrebbero cambiarla? Potranno esser giudicati alla pari di tutti gli altri, anche se sono svantaggiati?

Un compleanno è sempre un'occasione per fare un bilancio. Il vostro com'è?

Nello specifico il bilancio economico 2015 si è chiuso con il segno più, dopo sei anni di perdite. Lavoriamo perché questo sia il primo di una lunga serie di bilanci con un utile, anche economico: nel recente passato abbiamo faticato parecchio, in conseguenza del significativo investimento per l'acquisizione della nostra nuova sede; col 2015 pensiamo di avere svoltato e, consapevoli del fatto che non ci si può accontentare mai né dare nulla per scontato, sicuri di avere fatto una scelta d'investimento azzeccata. Più in generale anche il bilancio dei trent'anni è senz'altro positivo. Di recente si è sentito molto parlare male del mondo cooperativo, anche delle cooperative sociali, facendo, come spesso accade, di tutta un'erba un fascio. Siamo oggetto di critiche per aver mantenuto una dimensione piccola, di non essere riusciti (o di non aver voluto) raggiungere grandi numeri di personale e fatturato. La nostra dimensione, tuttavia, è quella che ci ha permesso di assumere ogni anno una media di due persone anche, ed è bene non perdere di vista questo dato, nel periodo di crisi. Il nostro è sempre un bilancio sociale, dietro ai numeri e alle tabelle ci sono le persone e le loro storie, spesso storie di emarginazione e di difficoltà. Quando si parla di cooperazione in generale occorre tenere sempre ben presente questi aspetti prima di esprimere giudizi frettolosi. Non è automatico che alla grande dimensione si associ necessariamente la miglior efficienza o la maggior efficacia: l'evoluzione di una cooperativa, in particolare di una cooperativa sociale di inserimento lavorativo, deve basarsi sull'equilibrata gestione e sull'equilibrato conseguimento degli obiettivi sociali e degli obiettivi imprenditoriali in senso stretto. Se viene meno l'equilibrio, se ad esempio punto solo sull'inserimento lavorativo di persone svantaggiate produttive, come posso dire di svolgere un efficace lavoro di rete con i servizi pubblici? Noi interpretiamo la nostra mission in senso molto restrittivo, nel senso che siamo al servizio delle esigenze delle Pubbliche Amministrazioni con cui collaboriamo e cerchiamo di fare sempre il massimo per dare reali opportunità di formazione e di inserimento lavorativo per il maggior numero possibile di persone.

La cosa di cui è più soddisfatto?

Credo di interpretare l'opinione di tutti i soci di Agriverde se dico che aver acquisito in proprietà la nuova sede sia il maggior motivo di soddisfazione. Ci siamo riusciti investendo noi stessi per primi, in Agriverde, trovando il supporto della nostra Associazione, Legacoop, che ci ha molto sostenuto in termini di capitale di rischio e di finanziamento, attraverso sue società finanziarie. Ci siamo riusciti infine grazie al finanziamento ipotecario concesso da Emilbanca, che da subito ha creduto nel nostro progetto e nella sua fattibilità. L'operazione complessivamente ha impegnato quasi 3 milioni di euro e per la nostra dimensione aziendale si tratta di un importo molto significativo. Al di là di ogni considerazione e di tante parole, basta questo dato per stabilire l'imprenditorialità della nostra gestione. Nel 2016, tra l'altro, raggiungeremo il punto di pareggio di questo investimento iniziato a fine 2008, che ci ha liberato da rilevanti oneri per affitti e utenze, consegnato superfici utili per le attività più che raddoppiate ed in ambienti moderni ed accoglienti.

Un desiderio?

Vorrei che i soci e i colleghi fossero consapevoli che dietro a questi risultati ci sono loro, sempre e comunque e che con il loro impegno e la loro professionalità, possiamo migliorare ulteriormente, soprattutto se la base sociale si allarga e si ringiovanisce. Le cooperative sono dei soci e delle generazioni future, per questo sono le imprese più longeve tra tutte.

Annalisa Paltrinieri (da Buone Notizie Bologna)

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