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STABILITA', IL FORUM TERZO SETTORE BOCCIA LA LEGGE

"Il bicchiere è vuoto". Questo è il laconico giudizio del Forum nazionale del Terzo settore dopo il maxi emendamento alla Legge di Stabilità. Non ci sono aumenti di risorse per i fondi sociali, per il 5per mille, per la cooperazione internazionale, per il servizio civile e, in particolare, mancano un chiarimento su IMU e enti non commerciali e sulle agevolazioni sull’imposta di registro per il non profit. Sul mancato reddito minimo c'è l'amarezza della Caritas

 

 

 

 

"Un primo esame del testo della legge di stabilità 2014 approvato ieri non ci lascia soddisfatti". Inizia così la nota del Forum nazionale del Terzo settore dopo il maxi emendamento alla Legge di Stabilità. "Dopo anni di tagli alle risorse per le politiche sociali - continua il comunicato - soprattutto a quelle per la non autosufficienza, assistiamo ad una piccola inversione di tendenza, che resta tuttavia assolutamente insufficiente. Pur rimanendo la cancellazione dell’aumento dell’Iva per le cooperative sociali, pur riscontrando un aumento del Fondo per la non autosufficienza (da 250 a 275 mln di € che raggiunge i 350 mln con l’aggiunta per l’assistenza domiciliare per le gravi disabilità) e pur constatando che compare il tema della Povertà, con l’introduzione della sperimentazione del SIA, con un finanziamento – irrisorio - di 40 mln di € (120 in tre anni) , non possiamo cantar vittoria. Se da un lato le istanze che abbiamo sollevato sono rimaste senza ascolto, dall'altro, soprattutto, constatiamo con amarezza che la nostra idea di costruire un sistema di welfare a lungo termine, solido e inclusivo non ha trovato effettivo riscontro tra le priorità di questo governo".

 

Ecco i punti negativi sottolineati dal Terzo settore: "Non ci sono aumenti di risorse per i fondi sociali, per il 5per mille, per la cooperazione internazionale, per il servizio civile e, in particolare, mancano un chiarimento su IMU e enti non commerciali e sulle agevolazioni sull’imposta di registro per il non profit. Rispetto alla questione fiscale abbiamo la sensazione che si voglia modificare la natura delle onlus, equiparandola a quella degli enti commerciali. Riteniamo inaccettabile che una mensa sociale debba pagare l’IMU alla stregua di un ristorante, che uno spazio dedicato ad attività educative o ludico-sportive debba essere considerato come una struttura che fa attività di tipo commerciale. Non è sostenibile che su questo non venga presa una posizione netta".

Infine arriva la considerazione sulla gestione della spesa pubblica: "Aggiungiamo infine che fino a quando il nostro Paese non metterà tra le priorità la revisione della spesa pubblica - ricordiamo che più del 10% della spesa va in interessi sul debito -, continueremo a dovere fare i conti con una carenza di risorse da destinare a servizi, sostegno alle persone, imprese in difficoltà economica".

Salta il Reddito minimo: amarezza della Caritas

Si è trattato di uno sgradevole incidente comunicativo, ma rimane il problema: è conclamato che non ci sarà nessuna misura universale di contrasto alla povertà”. Commenta così Francesco Marsico, responsabile nazionale di Caritas Italiana, il pasticcio mediatico sul finanziamento accordato nel maxiemendamento alla legge di stabilità alla nuova social card per l’estensione della misura alle regioni del Centro Nord, spacciato in un primo momento per l’introduzione di una misura di reddito minimo. “Anche se non c’è stata nessuna volontà da parte del governo di dare una notizia infondata, i giornali oggi hanno pubblicato una notizia non vera – ha spiegato Marsico -. La cosa che dispiace è che si è creato un polverone informativo che rischiava di essere inteso come un alibi del governo rispetto ad una mancata partenza di una misura di contrasto della povertà assoluta”.

A preoccupare la Caritas, però, non è solo l’assenza di un reddito minimo nella legge di stabilità, ma soprattutto la conferma dei 5 milioni stanziati per il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti. “Si tratta dell’unico strumento che raggiunge tutte le persone povere di questo paese, l’unico universalistico - ha aggiunto Marsico -. Mentre si aggiungono risorse alla sperimentazione si tengono al palo 5 milioni di euro che si esauriranno entro un paio di mesi e ci sarà un potenziale buco di qualche mese in cui gli interventi in beni essenziali non ci saranno”. Secondo Marsico, infatti, lo stanziamento di soli 5 milioni, contro i 100 dello scorso anno, “rappresentano un intervento ponte per rendere possibile l’attivazione del nuovo fondo europeo che partirà non prima di aprile 2014, mentre i 5 milioni finiranno in un paio di mesi. I cento milioni stanziati lo scorso anno sono durati 12-14 mesi, 5 milioni possono durare un mese o due. Non pensare a questo buco è un errore politico. Di quei 40 milioni almeno una parte andrebbero girati al fondo beni alimentari per il 2014.

Redazione (Fonte: Redattore sociale)

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