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POLETTI: ALCUNE AZIENDE SONO "MORTI CHE CAMMINANO"

Il presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane ai cronisti descrive con questa metafora la situazione economica del Paese. "questo problema non si risolve con tagli che rischiano di punire e deprimere ancora di più il Paese, ma bisogna cambiare l'impianto con la partecipazione della società che si organizza perchè non ci sono solo lo Stato e il mercato".

 

 

 

"Il giudizio è positivo perchè c'è il segno di chi pensa di trovare forme che aiutino un rilancio della produzione e dell'economia". Così il presidente nazionale di Legacoop e dell'Alleanza delle cooperative italiane Giuliano Poletti ha commentato con i cronisti a Bologna l'azione messa in campo finora dal governo Letta. "Sappiamo tutti che i vincoli esterni, come il debito e i paletti europei, sono altissimi ma credo ci sia un problema più generale: se non si aggredisce in maniera più strutturata il tema della spesa pubblica non si possono ridurre le tasse", ha aggiunto Poletti rimarcando però che "questo problema non si risolve con tagli che rischiano di punire e deprimere ancora di più il Paese, ma bisogna cambiare l'impianto con la partecipazione della società che si organizza perchè non ci sono solo lo Stato e il mercato".

"Morti che camminano"

"Noi prima di tutto difendiamo il lavoro e cerchiamo nuovi mercati, ma a volte questo non basta, ci sono situazioni di crisi terribili come quella dell'edilizia e aziende che tentano di resistere sono un pò, come si diceva per le vittime della mafia, 'morti che camminanò". Questa l'immagine che il presidente nazionale di Legacoop e dell'Alleanza delle cooperative italiane Giuliano Poletti traccia per descrivere l'attuale fase della crisi economica. "Sono aziende che hanno già finito la loro capacità imprenditoriale, sono ancora in piedi, ma purtroppo dovranno prendere atto che non hanno una prospettiva", ha spiegato Poletti convinto che "ci sarà ancora da soffrire, purtroppo abbastanza a lungo». Per far fronte a questa situazione, ha concluso il presidente a margine dell'assemblea dei delegati di Legacoop Emilia Romagna in corso a Bologna, «serve una ristrutturazione molto profonda e un riposizionamento delle aziende".

Redazione

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