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ISTAT: TORNA RISPARMIO PER LE FAMIGLIE. FEDERCONSUMATORI: TROPPO OTTIMISMO

Nel primo trimestre del 2013 "la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalita', e' stata pari al 9,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia a quello corrispondente del 2012". Federconsumatori: "un quadro roseo che, con assoluta certezza, non può riguardare l’Italia". E Coldiretti lancia l'allarme sulla spesa alimentare.

 

 

 

 

 

Federconsumatori critica l'elaborazione dei dati sul reddito delle famiglie da parte dell'Istat: "Riteniamo eccessivamente ottimisti i dati diffusi oggi dall’Istat sulle condizioni delle famiglie. Potere di acquisto in rialzo, propensione al risparmio in ripresa e reddito disponibile in aumento: un quadro roseo che, con assoluta certezza, non può riguardare l’Italia".

Secondo l'associazione "la situazione che le famiglie si trovano ad affrontare è il completo opposto, a dimostrarlo sono tutti i principali indicatori economici che illustri centri studi (e la stessa Istat) diffondono periodicamente". Crollo dei consumi (-7,3% nel biennio 2012-2013), contrazione persino dei consumi alimentari (solo quest’anno -4,5%), aumento delle sofferenze bancarie e dei pignoramenti, produzione industriale ed occupazione in caduta libera: questo è l'elenco dei "contro dati" pubblicati in una nota.

"Persino le vendite a saldo - dichiarano Rosario Trefiletti e Elio Lannutti - per l’ennesimo anno consecutivo, segnano una forte tendenza al ribasso (-8 -9% secondo le prime stime O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori). Uno scenario che non lascia intravedere nulla di buono sulle prospettive del Paese e delle famiglie. In tale contesto di certo non aiuta la diffusione di dati fuorvianti e poco attendibili, nel tentativo di infondere un improbabile ottimismo che le famiglie, in un momento come questo, difficilmente si possono permettere".

Cosa dice l’Istat

Nel primo trimestre del 2013 "la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia a quello corrispondente del 2012". È quanto sostiene l'Istat. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti "è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito dello 0,4% nel confronto con il corrispondente periodo del 2012. La spesa delle famiglie per consumi finali, misurata in valori correnti, e' diminuita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012".

Tenuto conto dell'inflazione, "il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel primo trimestre del 2013 e' aumentato dello 0,5% rispetto a quello precedente, dopo otto trimestri consecutivi di variazioni negative. Rispetto al primo trimestre del 2012 si registra invece una diminuzione del 2,4%. Il tasso di investimento delle famiglie e' stato pari al 6,5%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia al primo trimestre del 2012".

L’allarme di Coldiretti

La spesa alimentare degli italiani crolla nel 2013, in cui si sono ridotti drammaticamente gli acquisti a tavola con tagli che vanno dall'olio di oliva extravergine (-12%) al pesce (-11%), dalla pasta (-9%) al latte (-6%), dall'ortofrutta (-4%) alla carne (-1%) per una contrazione media nell'agroalimentare del 3,4%". E' quanto emerge da una analisi del Coldiretti sulla base delle elaborazioni su dati Ismea relativi al primo quadrimestre del 2013, in occasione della diffusione dei dati Istat sul reddito e risparmio delle famiglie.

"Gli effetti della riduzione del potere dia acquisto si vedono dal fatto che- sottolinea la Coldiretti- le vendite alimentari sono calate del 4,4% nei piccoli negozi e dell'1,2% nella grande distribuzione mentre sono aumentati dell'1,3% solo nei discount nel primo quadrimestre dell'anno".

La spesa alimentare delle famiglie italiane, continua la Coldiretti, "e' tornata indietro di venti anni per effetto del crollo che si e' verificato dall'inizio della crisi nel 2007, provocando un'inversione di tendenza mai accaduta dal dopoguerra".

Nel 2012 sono stati pari, fa sapere l'organizzazione degli imprenditori agricoli, a 117 miliardi.

"La crisi- conclude la Coldiretti- ha fatto retrocedere il valore della spesa alimentare, che era sempre stato tendenzialmente in crescita dal dopoguerra, fino a raggiungere l'importo massimo di 129,5 miliardi nel 2007, per poi crollare oggi al minimo di ben quattro lustri fa".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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