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IL 2014 PARTE DA UN PAESE VECCHIO E "DISOCCUPATO"

Inps, Istat e ministero presentano il rapporto 2013. I poveri in senso assoluto raddoppiano dal 2005 e triplicano nelle regioni del Nord. Giù le nascite: nel 2050 ci saranno 263 anziani ogni 100 giovani. Il contratto a tempo indeterminato è un miraggio, soprattutto per i giovani

 

 

 

Inps, Istat e il ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno presentano il quarto Rapporto sulla Coesione sociale 20013. Due volumi per fotografare la condizione di vita degli italiani (dati 2012) e fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire.

Giù le nascite

I nati della popolazione residente sono poco più di 534 mila (547 mila del 2011 e 562 mila del 2010). I bassi livelli di fecondità, congiuntamente al notevole aumento della sopravvivenza, rendono l'Italia uno dei paesi piu' vecchi al mondo. Al 1° gennaio 2012 si registrano 148,6 persone over65 ogni 100 giovani under 14, a metà degli anni Novanta se ne contavano 112. E il trend è destinato a crescere: nel 2050 ci saranno 263 anziani ogni 100 giovani.

Poveri raddoppiati dal 2005

 La povertà assoluta colpisce il 6,8% delle famiglie e l'8% degli individui. I poveri in senso assoluto sono raddoppiati dal 2005 e triplicati nelle regioni del Nord (dal 2,5% al 6,4%).  In condizione di povertà relativa, invece,  il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (+1,6 punti percentuali sul 2011) e il 15,8% degli individui (+2,2 punti). Si tratta dei valori più alti dal 1997, anno di inizio della serie storica.  La condizione di povertà è peggiorata per le famiglie numerose, con figli, soprattutto se minori, residenti nel Mezzogiorno e per le famiglie con membri aggregati, in cui convivono piu' generazioni. Fra queste ultime una famiglia su tre e' relativamente povera e una su cinque lo e' in senso assoluto.

Il miraggio delle assunzioni

 Negli ultimi quattro anni (2010-2013) si assottiglia la quota di lavoratori dipendenti under30, dal 18,9% al 15,9%. Aumenta il peso relativo della quota femminile, dal 40,9% del 2010 al 41,9% del 2013. Rispetto alla tipologia contrattuale si evidenzia che il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2013 e' diminuito rispetto all'anno precedente (-1,3%) attestandosi a quota 10.352.343. Il fenomeno ha riguardato soprattutto i lavoratori piu' giovani (under30) che sono diminuiti del 9,4%. Nel periodo 2010-2013 il peso dei giovani rispetto al complesso dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato e' passato dal 16,8% al 14,0%.

Disoccupazione giovanile record

I disoccupati sono 2 milioni 744 mila, 636 mila in più rispetto al 2011. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 10,7%, con un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011 (4 punti percentuali in più rispetto al 2008). Il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%, con un balzo in avanti rispetto al 2011 di oltre 6 punti percentuali (14 punti dal 2008). Il tasso di disoccupazione della popolazione straniera si attesta nel 2012 al 14,1% (+2 punti percentuali rispetto al 2011). I valori più alti si registrano al Nord dove il tasso raggiunge il 14,4% (16,3% per la componente femminile).

Poveri pensionati 

Quasi un pensionato su due (46,3%) ha un reddito da pensione inferiore a mille euro, il 38,6% ne percepisce uno fra mille e duemila euro, solo il 15,1% dei pensionati ha un reddito superiore a duemila euro. Dal 2010 al 2012 il numero di pensionati è diminuito mediamente dello 0,68%, mentre l'importo annuo medio è aumentato del 5,4%. 

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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