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NAPOLI SENZA WELFARE: CHIUDE ASSISTENZA DOMICILIARE

Gli enti impegnati nel servizio scrivono al sindaco Luigi de Magistris e all’assessore Roberta Gaeta: avviate le procedure di licenziamento collettivo per 150 operatori. Restano senza assistenza 2000 disabili e anziani. Legacoop Campania e Legacoopsociali Campania esprimono "tutta la loro preoccupazione circa la deriva pericolosa che le politiche sociali stanno prendendo in città".

 

 

 

 Le cooperative sociali Accaparlante, L’Uomo e il legno, Novella Aurora, Fisiomedical consulting, il gruppo Gesco, il Consorzio Italia e l’onlus Gis, hanno scritto oggi al sindaco Luigi de Magistris e all’assessore alle Politiche sociali Roberta Gaeta, per annunciare di essere stati costretti, loro malgrado, ad avviare le procedure per i licenziamenti collettivi degli operatori impegnati nel servizio di assistenza domiciliare. Il servizio è rivolto a quasi duemila anziani fragili e disabili che spesso non hanno altra possibilità di essere accuditi e garantisce un lavoro stabile a circa centocinquanta operatori. Il licenziamento collettivo avrà gravissime conseguenze per gli anziani fragili, i disabili e le loro famiglie. La decisione è stata presa dopo mesi di incontri tra l’assessore Gaeta, i responsabili delle cooperative coinvolte e i rappresentanti sindacali, e dopo aver verificato che gli impegni assunti dall’amministrazione comunale, più volte ribaditi anche a mezzo stampa, non sono stati rispettati.

«Le organizzazioni sociali – si legge nella lettera -che gestiscono questo servizio (alcune delle quali da più di 10 anni) hanno denunciato, già quasi un anno fa, l’enorme disagio venutosi a creare a causa del notevole ritardo nel pagamento delle spettanze a loro dovute. Le ricordiamo che tali difficoltà, avevano già indotto le cooperative a chiedere la risoluzione del contratto nella primavera del 2013; seguirono una serie di incontri con l’allora Assessore alle Politiche Sociali TommasoSodano e in seguito con l’Assessore Roberta Gaeta. Entrambi presero impegni scritti con le organizzazioni sindacali e le cooperative stesse, rassicurando tutti che per la fine di luglio 2013 sarebbero stati liquidati dalla Regione i fondi sulla non autosufficienza, cosa che avrebbe consentito al comune di pagare diverse mensilità arretrate e di poter emettere regolarmente la certificazione dei crediti (che per altro Le ricordiamo è un atto dovuto previsto dalla Legge). Ciò nonostante a settembre abbiamo riscontrato che nulla di tutto questo era accaduto. Ancora una volta ci siamo fidati di quello che nei mesi successivi c’è stato promesso dagli Assessori Roberta Gaeta e Salvatore Palma i quali, stavolta, davano certezza dell’arrivo dei fondi sulla non autosufficienza entro e non oltre 31/12/2013 e l’emissione della certificazione dei Crediti a far data dal 01/11/2013. Di più, l’Assessore Palma si è impegnato con gli istituti Banca Prossima e Banca Etica a produrre un attento e scrupoloso piano strategico di rientro dai debiti precedenti, da realizzarsi nelle settimane successive e che avrebbe consentito l’apertura di nuovi crediti da parte delle succitate banche alle cooperative sociali coinvolte. Ancora una volta, nulla di tutto questo è avvenuto. Ad oggi i fondi sulla non autosufficienza non sono stati ancora liquidati, le certificazioni del credito non vengono rese e gli istituti bancari hanno ritenuto insufficiente la relazione dettagliata a loro presentata dall’Assessore Salvatore Palma, al punto che, non solo non sono disponibili all’apertura di nuovi crediti, ma stanno anche procedendo a revocare i crediti precedentemente
concessi a fronte di fatture emesse per il comune di Napoli». L’amara considerazione è che oggi appare poco credibile quello che il sindaco ha sostenuto più volte, cioè che per questa città le politiche sociali sianoda considerare una priorità assoluta.

Legacoop e Legacoopsociali Campania

 

Legacoop Campania e Legacoopsociali Campania esprimono "tutta la loro preoccupazione circa la deriva pericolosa che le politiche sociali stanno prendendo in città". E aggiungono: "Dopo le ormai quotidiane manifestazioni pubbliche di difficoltà delle case famiglia per minori, apprendiamo oggi che anche le cooperative e onlus impegnate nella cura ad disabili e anziani cedono sotto il peso del cronico ritardo di pagamento delle spettanze maturate da anni orsono. Una situazione insostenibile per quelle organizzazione e quegli operatori che negli anni si sono fatti carico di garantire diritti ed assistenza, facendo sostanzialmente da banca per le anticipazioni fatte per sostenere i costi dei loro servizi".

Infine l'appello: "Legacoop Campania e Legacoopsociali Campania chiedono alle forze politiche cittadine tutte di farsi carico del problema, ritenendo ormai improcrastinabile la convocazione degli stati generali del welfare cittadino per affrontare temi che non possono più aspettare risposte sempre più deludenti ed approssimative".

Redazione Campania

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