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NAPOLI: AMARA BEFANA PER I MINORI A RISCHIO

"Il decreto Salva Comuni non salva i bambini". Durissima lettera indirizzata al sindaco Luigi de Magistris dal comitato Il welfare non è un lusso, Federazione Arca, Federazione Sam e Federsolidarietà che rappresentano le case famiglie e le comunità. Da domani si annunciano nuove clamorose proteste degli operatori sociali perché "i minori a rischio non hanno santi in paradiso nel palazzo comunale si accaparrano le risorse dei decreti"

 

 

“Non ho tagliato il welfare”. Il sindaco Luigi de Magistris lo ha ripetuto più volte nelle ultime settimane, nell’intervista alla rivista MicroMega e nella prima conferenza stampa del 2014. Eppure arriva la durissima lettera indirizzata al primo cittadino da Il Welfare non è un Lusso, Federazione Arca, Federazione SAM, Federsolidarietà: “Il salva comuni non salva i bambini”. Il riferimento è ai minori a rischio delle case famiglia “bruciate in un rogo di debiti ed il carbone nero della disperazione dei servizi educativi”, nonostante l’arrivo delle risorse dei decreti 35 e 174 nelle casse comunali.  

“Tanti erano stati i “regali” promessi dalla sua amministrazione attraverso le parole dei pur volenterosi assessori Gaeta e Palma – scrivono le organizzazioni di rappresentanza nella missiva. Ma niente! Il fiume di soldi che si sta riversando sul comune attraverso gli ormai famosi decreti 35 (“salva-imprese”) e 174 (“salva-comuni”) ha “salvato” e sta “salvando” tanti (imprese e municipalizzate) creditori del comune, mentre i nostri servizi “indispensabili” continuano a morire con circa tre anni di crediti arretrati”.  L’ultima promessa, “scritta e controfirmata dagli assessori, è quella di inserire nel “174” almeno 16 milioni di euro non liquidati alle case famiglie a cui chiediamo si aggiungano 4 milioni di euro dei vecchi progetti di Educativa Territoriale anch’essi non liquidati, per i quali il comune ha perso per strada i fondi europei. Tutti crediti di associazioni e cooperative che sono rimasti, stranamente, dimenticati negli armadi dei funzionari di via Fonseca, e pertanto non “lavorati”. Qualcuno ne avrà la responsabilità? Il Sindaco e gli assessori vorranno fare chiarezza con trasparenza e impegnarsi pubblicamente a dare concretezza operativa a quest’impegno?”

Il welfare non è un lusso, Arca, Sam e Federsolidarietà lamentano l’assenza di un “peso” politico per le politiche di welfare nella Giunta guidata dall’ex magistrato che aveva annunciato il suo impegno per i poveri della città nel 2014: “Noi non abbiamo politici “forti” alle spalle, noi non mettiamo a ferro e fuoco la città, noi “buchiamo” difficilmente la cronaca, noi non siamo una minaccia per la sua immagine nazionale. Noi siamo politicamente deboli, come deboli e fragili sono i bambini deprivati, maltrattati e abusati che accogliamo; siamo politicamente deboli perché la nostra politica è stare dalla parte dei più fragili e provare ad uscire insieme dalle difficoltà; noi siamo proprio quegli “ultimi” dai quali lei annunciava di voler ripartire durante la sua campagna elettorale”.

Che vergogna per la nostra città! Napoli dal grande cuore di mamma non ha tempo e soldi (anche quando ci sono) per i suoi figli più in difficoltà!

Gli operatori sociali puntano il dito anche contro “la fredda e sclerotizzata macchina burocratica comunale che non riesce a “lavorare” le carte” che riguardano le case famiglie e le comunità per minori. “Ogni giorno, ogni settimana, ogni mese c’è una scusa nuova: dirigenti inefficienti, inchieste della magistratura, uffici sottodimensionati e le promesse (anche quelle scritte o annunciate in consiglio comunale) volano, come parole vuote di cui ci si riempie la bocca”.

Infine arriva l’affondo finale contro l’Amministrazione che  “ha voluto, quando lei ha voluto, le soluzioni si sono trovate in un battibaleno”:  “sono arrivati altri soldi del “salva comuni” e nel palazzo comunale è tutto un fermento e un movimento per “accaparrarseli”. E noi? Poveri illusi, appesi alle promesse di un assessore onesta ma “debole”, come qualcuno della stessa amministrazione comunale ci viene a dire? Ma la città deve sapere; Napoli deve sapere che questi soldi sono serviti e servono a salvaguardare gli interessi di chi ha “santi in paradiso”, ma non i nostri ragazzi e i nostri operatori. I cittadini napoletani devono sapere, e lo ripeteremo in tutti i modi e in tutte le forme civili possibili”. E da domani si annunciano nuove proteste di una mobilitazione, quella per il welfare, che a Napoli non ha mai fine.

Giuseppe Manzo

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