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NAPOLI, 16 NOVEMBRE: ARRIVERANNO DA TUTTA ITALIA PER DIRE STOP BIOCIDIO

Comitati e cittadini provenienti da tutta la Campania, bus da Puglia, Lazio, Abruzzo, Lombardia ed Emilia Romagna. E ancora Legambiente, Acli, Fiom e decine di associazioni saranno in piazza a Napoli il prossimo 16 novembre per il #fiumeinpiena: la manifestazione contro il disastro ambientale nella regione della "Terra dei fuochi".

 

 

 

Sarà la più grande manifestazione degli ultimi 30 anni in Campania e non riguarderà solo i cittadini campani. Sabato 16 novembre a Napoli arriveranno da tutta Italia per gridare Stop Biocidio. Sono attesi bus da Lazio, Abruzzo, Lombardia, Puglia ed Emilia Romagna. Sarà un #fiumeinpiena, così dicono i giovani promotori. I cittadini si stanno mobilitando da mesi per chiedere interventi sui terreni inquinati, per fermare l'attuale piano regionale dello smaltimento rifiuti, scongiurare definitivamente la costruzione di un nuovo inceneritore e per contrastare il fenomeno dei roghi tossici. Solo l'altro giorno i magistrati hanno sequestrato un terreno a Caivano, provincia nord di Napoli, in cui si registra la presenza di arsenico e cloroformio. Le ripercussioni sulla salute delle persone è stata già provata dai dati di medici e scienziati internazionali, oltre alle denunce di chi vive in quei territori.

Perchè esserci 

La scorsa domenica una delegazione internazionale ha visitato le terre del Biocidio in Campania (il giorno prima nel Lazio) accompagnati dall'associazione Asud onlus e dai comitati campani. Procuratori ambientali argentini e docenti universitari africani hanno visto con i loro occhi lo scempio ambientale. Per chi vive in quei territori è arrivato il momento di dire basta.

"Il 16 Novembre, in piazza, ci saranno i cittadini. Non certo i partiti. Non certo i responsabili del disastro ambientale che affligge e sconvolge la Campania. Il 16 Novembre sarà un momento delle persone, di tutti quelli che, in questi anni, come singoli o riuniti in comitati, hanno denunciato ed approfondito il tema del Biocidio". Così precisano i ragazzi di #fiumeinpiena che aggiungono: "Noi di #fiumeinpiena ci stiamo impegnando perché il 16 Novembre rappresenti una svolta per tutti. Non per noi, non per i partiti. Ma per la comunità: la stessa comunità in cui siamo cresciuti e che abbiamo imparato ad amare e a rispettare. Non confondeteci, né associateci a protagonismi vani e infantili; non credete a chi vi dice, in mala fede, che “dietro di noi c’è qualcun altro”. Siamo noi, solo ragazzi. E ci stiamo facendo carico di un fardello, di un onere che non è solo nostro, ma di tutti. Il 16 Novembre noi saremo parte del fiume in piena".

Le associazioni

Legambiente, Libera e Fiom aderiscono alla manifestazione e hanno promosso ad Aversa il 13 Novembre, un’assemblea pubblica per costruire delle proposte credibili per trasformare la Terra dei fuochi in "terra felice". Le tre realtà hanno avanzato e discusso alcune proposte specifiche basate sulla trasparenza dei dati e sulla riconversione del territorio, sulle tutele e i diritti, a partire da quello alla salute: "rendere pubblica e aggiornare l’attività di mappatura e censimento dei siti contaminati; avviare una sistematica e puntuale attività di campionamento ed analisi dei prodotti ortofrutticoli ed alimentari per valutare l’eventuale trasferimento di inquinanti ambientali negli stessi; reperire risorse e predisporre strumenti certi ed efficaci per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree inquinate, in particolare per consentire la realizzazione in surroga degli interventi nei siti di proprietà privata per i quali non sia possibile risalire al responsabile dell’inquinamento; avviare in tempi rapidi il Registro Tumori della Regione Campania; individuare un piano sanitario pubblico specifico per le zone colpite dagli sversamenti e dichiarate ad alto rischio di tumori, anche al fine di informare la popolazione su precauzioni da osservare; definire strumenti procedurali concreti al fine di consentire l’effettivo esercizio del diritto di risarcimento del danno ambientale; sostenere una rete di aziende e soggetti pubblici che promuovano e difendano la Campania pulita; predisporre un piano di riconversione delle aree contaminate basato sulle tecniche no food e sulla fitoremediation perseguendo una giustizia sociale e ambientale in Campania; introdurre nel Codice Penale i delitti contro l’ambiente, così da consentire alle forze dell’ordine e alla magistratura di prevenire e reprimere in maniera più efficace i fenomeni d’illegalità e criminalità ambientale; rafforzare l’attività di controllo e presidio del territorio, coinvolgendo, nelle giuste forme, anche la popolazione". Inoltre le tre organizzazioni propongono di mettere in campo "un Osservatorio Indipendente che metta in rete associazioni, consorzi, agricoltori, movimenti, comitati, intellettualità diffuse, cooperative sociali, economisti, ricercatori, medici, giuristi, ingegneri, studenti, singoli cittadini. Tale Osservatorio avrà la funzione di essere uno strumento di servizio ai movimenti di questi mesi nella verifica sui territori del lavoro attorno alle bonifiche, d’indagine e inchiesta sociale sui territori, di proposta politica ed economica concreta"; "un Laboratorio per la Terra Felice, che abbia lo scopo di mettere in rete buone pratiche politiche e sociali sviluppate in questi mesi; un laboratorio che abbia la funzione di valorizzare, diffondere e moltiplicare le pratiche e le esperienze, che sono già in campo da anni, che rappresentano la vera alternativa alla gestione criminale del territorio campano".

Ora la parola passa ai cittadini campani che, oltre a portare proposte, pretendono risposte immediate per il diritto alla salute e a un ambiente risanato da un sistema criminale.

Redazione

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