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IL PAESE DEI VELENI: ESCE LIBRO-INCHIESTA SULL'ITALIA INQUINATA

Lo chiamano Biocidio e anche Ecocidio. Sono i termini per indicare l'Italia malata e inquinata che compromette la salute di milioni di cittadini: Taranto, Campania, Lazio. Il 27 settembre uscirà il libro inchiesta "Il Paese dei veleni", edito da Round Robin editrice e a cura degli autori Antonio Musella e Andreina Baccaro: nel testo contributi di un collettivo di giornalisti che danni si occupano dei temi legati a salute e ambiente. La prefazione è stata scritta da Gianfranco Bettin.

 

 

 

"Inquinamento, rifiuti tossici, fumi neri, sversamenti illegali, aria irrespirabile. Il biocidio è un dramma che riguarda tutti, nessuno escluso. Perché di veleni si muore ovunque, ogni giorno, in italia. Sapevi che è questo il posto in cui vivi?". Non lascia scampo l'incipit de "Il Paese dei veleni - Biocidio. Viaggio nell'Italia contaminata" che esce il 27 settembre per Round Robin editrice, il libro-inchiesta a cura di Andreina Baccaro e Antonio Musella.

Da Taranto a Napoli, da Rosignano a Brescia, passando per il Lazio e la Sicilia, il testo ripercorre la genesi del fenomeno biocidio che sta uccidendo il Belpaese. Partendo dal “miracolo” economico italiano che è stato in realtà un disastro. Perché dietro la favola della crescita e del progresso si è nascosto un sistema industriale che ha avvelenato un Paese intero. La maggior parte della superficie nazionale, insieme alle persone che la abitano, è stata svenduta al profitto, con la complicità della politica. "Oggi - è scritto nel lancio del libro - che l’Italia non può più ignorare il prezzo troppo caro in termini di vite umane che ha versato e continua a versare, anche le bonifiche si rivelano un grande business. Un’inchiesta fatta di storie, di territori e di persone. Di chi ha deciso di ribellarsi e non abbassare mai la testa".

Musella e Baccaro hanno coordinato un lavoro collettivo coinvolgendo diversi giornalisti che da anni si occupano di ambiente: Amalia De Simone, Nello Trocchia, Stefania Divertito, Benedetta Argentieri, Alessio Arconzo, Paolo Gorlani e Giuseppe Manzo. A scrivere la prefazione è stato Gianfranco Bettin, ambientalista ed ex vicensindaco di Venezia. Ecco un estratto: "Il Paese dei veleni non è tanto una controstoria dello sviluppo industriale italiano, ne è piuttosto la storia narrata dal versante che, per tutta un’epoca, è stato rimosso, negato. I costi di quello sviluppo, costi umani e ambientali, sono qui analizzati (a volte ipotizzati, a volte documentati puntualmente) settore per settore e sito per sito, da Taranto a Porto Marghera, da Gela a Perdas de Fogu, da Terzigno a Seveso a Casale Monferrato, e l’elenco potrebbe continuare a lungo seguendo la geografia (e la politica) del nostro sviluppo industriale per tutta la penisola."

Redazione

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