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IL MAL DI VIVERE DELL'ITALIA IN CRISI

Oggi è la Giornata mondiale della prevenzione dei suicidi. Secondo i dati di Telefono Amico sono maggiormente a rischio precari, disoccupati e donne. Secondo gli psicologi si può prevenire: "I suicidi sono la causa di morte che maggiormente puo' essere prevenuta. Perche' chi decide di togliersi la vita molto spesso chiede aiuto, lancia dei segnali. Serve essere in grado di coglierli sapendo ascoltare". Appelli agli operatori dell'informazione e all'ascolto, soprattutto verso i giovanissimi. 

 

 

 

Precari, donne e non occupati. Sono queste le categorie a rischio del "mal di vivere". Nella Giornata mondiale della prevenzione dei suicidi l'università Cattolica ha elaborato i dati raccolti da Telefono Amico attraverso le segnalazioni sul tema.

“E’ interessante notare una prevalenza di appellanti donne (considerando la totalità delle chiamate provenienti da donne, nel 2,4% di queste viene monitorato il suicidio) con un’incidenza ben maggiore di quanto non capiti per i maschi (0,5%). Telefono Amico Italia riceve chiamate da uomini in quantità pressoché doppia rispetto alle donne, e dai più recenti dati Istat disponibili sui suicidi per il 2009, in Italia il quoziente di mortalità totale per 100.000 abitanti risulta pari a 6,7 e, distinguendo tra uomini e donne, a 10,7 per i primi e a 2,9 per le seconde. E’ evidente come, sebbene il suicidio sia più diffuso tra gli uomini che tra le donne, siano esse a parlarne maggiormente. Dai dati di Telefono Amico Italia le donne emergono come coloro che più frequentemente riescono a raccontare il problema, alleviandone il peso. Un importante fattore di rischio per gli uomini potrebbe quindi essere associato alla scarsa propensione a confidarsi o a delineare chiaramente la situazione che li attanaglia. Questi dati sosterrebbero dunque l’ipotesi secondo cui le donne riducono la possibilità di un atto estremo attraverso la comunicazione”.

 

L’analisi svolta dal Laboratorio di Statistica Applicata rileva che la fascia di età dove la problematica del suicidio è maggiormente monitorata è quella di 26-35 anni con percentuali pari all’1.4%. La segnalazione ha un picco nella classe d’età 56-65 e dopo i 75 anni. Il tema “suicidio” è maggiormente presente tra le categorie dei non occupati e delle casalinghe, con percentuali pari al 2,4% del totale di categoria. Il triste primato è invece relativo ai precari del lavoro con percentuali prossime al 3%, a dimostrazione del fatto che la precarizzazione degli ultimi anni aggravati dalla crisi economica genera un’ansia e un’insicurezza addirittura superiori alla condizione di non occupato. “Telefono Amico Italia – sostiene il suo presidente Dario Briccola - da quasi 50 anni si occupa proprio di questo perché l’intervento di prima soglia è la base per la prevenzione di gesti estremi. Da sempre sviluppiamo la cultura dell’ascolto empatico e non giudicante perché crediamo sia fondamentale poter esprimere liberamente il proprio disagio. Questa sorta di condivisione permette di alleviare lo stato di malessere”.

Rispetto al fenomeno gioca un ruolo anche l'informazione. A fronte di questi dati il professor Molinari rivolge un appello ai professionisti della comunicazione perché “si è visto che suicidi che hanno destato una grande attenzione da parte dei mass media sono stati seguiti da un aumento di simili gesti, in una catena emulativa. Nelle scienze sociali, questo fenomeno è definito “Effetto Werther”. La consapevolezza di un tale meccanismo sociale impone prudenza nelle comunicazioni riguardanti i gesti estremi”. Anche Per il presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi Giuseppe Luigi Palma non serve accendere i riflettori sui suicidi solo in occasioni di ricorrenze o di clamorosi o eclatanti fatti di cronaca.

Gli psicologi

"I suicidi sono la causa di morte che maggiormente puo' essere prevenuta. Perche' chi decide di togliersi la vita molto spesso chiede aiuto, lancia dei segnali. Serve essere in grado di coglierli sapendo ascoltare". Cosi' Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio promossa dalla International Association for suicide prevention e dalla Organizzazione mondiale della sanita'.

Secondo lo psicologo occorre "ascoltare i giovanissimi e il loro malessere esistenziale; gli uomini e le donne travolte dalla crisi e dalle difficolta' economiche e che in tantissime - troppe - circostanze si affidano al gioco fino a diventarne succubi; ascoltare, insomma, le persone che sentono insopportabile anche il peso della vita stessa. Servono sforzi sinergici che incidano sull'organizzazione dell'assistenza sanitaria; servono sforzi educativi e culturali. Soprattutto serve mettere mano a quegli interventi concreti che da tempo vengono proposti dagli psicologi italiani. Il tempo delle parole e' finito. Se si vuole intervenire su questa che senza dubbio puo' essere definita una vera e propria piaga sociale servono fatti".

G.M. (Fonte: Redattore Sociale)

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