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CONSUMO DROGHE: COSTI SOCIALI PARI A 28,5 MILIARDI

Relazione al Parlamento 2013. Dall'acquisto delle sostanze ai costi socio-sanitari, il consumo di droghe pesa l'1,8 per cento del Pil. Ma l'intervento dei servizi paga: "A fronte di ogni miliardo circa di euro annui investiti per l'assistenza socio-sanitaria ne deriva un beneficio diretto di circa sei".

 

 

 

Il consumo di sostanze stupefacenti ha costi sociali, che vanno dall'acquisto delle sostanze ai costi socio-sanitari, stimati per il 2011 intorno a 28,5 miliardi di euro, pari all'1,8 per cento del Pil. A fornire la stima l'ultima Relazione al Parlamento 2013 sull’uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze, secondo cui "il costo imputabile all'acquisto delle sostanze, anche se difficilmente quantificabile, in base alla stima sui consumi nella popolazione generale è presumibile possa essere compreso in un range che va da 6,7 a 39,7 miliardi di euro, il cui valore medio di 20,7 miliardi di euro incide per una quota del 72,5 per cento sul totale dei costi sociali".

A pesare sono anche i costi derivanti dalla perdita di produttività che costituiscono la seconda voce di costo (16,2 per cento), pari a 4,6 miliardi di euro. I costi imputabili alle attività di contrasto ammontano, invece, a circa 1,6 miliardi di euro (5,5 per cento del totale), di cui oltre la metà (65,9 per cento) per la detenzione, il 13 per cento per le attività delle forze dell'ordine, il 20,3 per cento per le attività erogate dai tribunali e dalle prefetture. I costi socio-sanitari, infime, ammontano a 1,65 miliardi di euro, di cui il 41,8 per cento per l'assistenza dei soggetti presso i servizi per le dipendenze, il 37,7 per cento per la cura delle patologie correlate, ed il 13,6 per cento per l'assistenza nelle strutture socio-riabilitative.

A fronte dei costi, però, ci sono anche i "benefici derivanti dall'azione socio-sanitaria, dal risparmio imputabile al mancato acquisto delle sostanze da parte dell'utenza in trattamento (da 2,1 miliardi a 6,1 miliardi di euro) ed il reddito da lavoro dei soggetti riabilitati e nuovamente reinseriti nel mondo del lavoro (3,7 miliardi euro), per un totale di circa 7 miliardi di benefici. Secondo tali stime si può affermare che a fronte di ogni miliardo circa di euro annui investiti per l'assistenza socio-sanitaria ne deriva un beneficio diretto di circa sei".

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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