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UNASAM A LAURA BOLDRINI: ISTITUZIONI TORNINO A TUTELARE SALUTE MENTALE

L’Unasam scrive alla Boldrini. “Parlamento e governo tornino a tutelare la salute mentale". La presidente Gisella Trincas sottolinea i deficit italiani ed elenca gli interventi da effettuare. Tra questi: ricostituire la Commissione ministeriale, rifinanziare il Fondo politiche sociali, adeguare i servizi sul territorio, chiudere gli Opg. La prima richiesta è quella di assumersi la piena responsabilità “di rendere esigibili i diritti fondamentali di migliaia di cittadine e cittadini colpiti da disturbi mentali anche gravissimi”.

 

 

Lettera della presidente dell’Unasam (Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale), Gisella Trincas, alla presidente della Camera Laura Boldrini. Con la missiva, l’Unasam intende portare all’attenzione della Boldrini “lo stato dei servizi di salute mentale in Italia e la violazione dei diritti umani delle persone che vivono l’esperienza della sofferenza mentale”. Dopo aver ricordato la conferenza di Helsinki del 2005 promossa dall’Oms, e dopo aver sottolineato che il Programma di Azione della Commissione Europea invita gli Stati ad aumentare gli investimenti per la salute mentale, a stabilire politiche sanitarie e leggi basate sulle attuali conoscenze e considerazioni sui diritti umani (e i conseguenti obiettivi prefissati per il decennio 2005-2015), l’associazione passa a descrivere la situazione italiana.
Che, in sintesi, viene così caratterizzata: “Buone leggi e linee guida di grande valore civile e culturale che non hanno trovato lo stesso livello di attenzione e applicazione nelle diverse realtà regionali e locali; nessuna campagna nazionale che diffonda la cultura del benessere mentale; una progressiva disattenzione da parte del Governo centrale e del Parlamento; un impoverimento dei servizi territoriali di salute mentale che ha impedito l’erogazione di quel complesso di prestazioni terapeutiche-riabilitative personalizzate indicate nei Progetti Obiettivo e nelle Linee Guida Nazionali; una inaccettabile disomogeneità nella organizzazione, distribuzione e utilizzo delle risorse tra le Regioni, tra le Asl, e, all’interno di queste, tra i Dipartimenti di Salute Mentale. Convivono in Italia servizi di eccellenza e servizi poveri e pessimamente organizzati. I destini delle persone dipendono quindi non dalla condizione o dalla gravità della malattia ma dalla inadeguatezza e povertà degli interventi”. 

Inoltre, precisa la presidente Trincas, “nella maggioranza dei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura si pratica la contenzione fisica (legare le persone al letto) e farmacologica. Le porte sono chiuse a chiave dall’interno e l’organizzazione ruota prevalentemente su sistemi custodialistici. E persistono gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, nonostante il DPCM 1°aprile 2008, le sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, la Legge n°9/2012, e non si è mai interrotto il processo di internamento di giovani cittadini con problemi di salute mentale autori di reato. Inoltre, l’ultima legislatura si è fortemente caratterizzata per l’assenza totale di attenzione e sensibilità istituzionale verso le istanze delle associazioni dei familiari e degli utenti. Per aver soppresso ogni strumento di partecipazione democratica. Per aver impoverito il sistema di Welfare azzerando i fondi statali per le politiche socio assistenziali. Per aver di fatto favorito il peggioramento delle condizioni di vita e di salute di migliaia di cittadine e cittadini colpiti dalla condizione di sofferenza mentale e aver lasciato centinaia di famiglie in una grande disperazione”.
 
E dopo aver reso merito alla Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale (“l’unica che ha prestato attenzione a questi temi”), la presidente dell’Unasam passa ad elencare le richieste al Parlamento, invitando la presidente Boldrini a un incontro specifico con le stesse associazioni per poter rappresentare la situazione delle diverse regioni italiane. 
La prima richiesta è quella di assumersi la piena responsabilità “di rendere esigibili i diritti fondamentali di migliaia di cittadine e cittadini colpiti da disturbi mentali anche gravissimi”.
“Chiediamo che le famiglie siano concretamente sostenute nel loro carico emotivo ed assistenziale e che possano accedere a tutti gli aiuti necessari per affrontare una condizione difficile e complessa – è scritto nella lettera -.Chiediamo che il Parlamento si adoperi affinché sia reso operante al più presto un Governo stabile che possa esprimere impegno ed azione responsabile sui temi della salute mentale, affinché questo tema costituisca priorità (insieme al tema del lavoro e della povertà) nell’agire politico”.

In particolare, l’Unasam chiede grande attenzione e concretezza sui alcuni punti: “La ricostituzione della Commissione Ministeriale Salute Mentale con la partecipazione delle associazioni dei familiari e degli utenti, la cui attività è sospesa dal 2009; l’individuazione di un finanziamento nazionale che consenta a tutte le Regioni di adeguare i propri servizi di salute mentale portandoli al livello delle eccellenze presenti nel nostro Paese (con i centri di salute mentale aperti sulle 24 ore e orientati alla guarigione); il rifinanziamento adeguato del fondo nazionale per le politiche sociali con trasferimenti delle risorse necessarie agli enti locali per fronteggiare i molteplici bisogni espressi dalla comunità più fragile; il Commissariamento delle Regioni inadempienti nella attuazione delle norme nazionali e comunitarie sulla salute mentale; un piano nazionale di sensibilizzazione sui temi della salute mentale che coinvolga le scuole di ogni ordine e grado, con la partecipazione delle organizzazioni dei familiari, degli utenti e degli operatori dei servizi; il riconoscimento a tutti i livelli istituzionali, nazionale e regionali, delle associazioni dei familiari e degli utenti con sostegni finanziari alla loro insostituibile azione di advocacy”.
Ed ancora: “Un piano nazionale di sostegno finanziario e normativo della cooperazione sociale di tipo b per progetti di opportunità lavorative stabili per persone con disturbo mentale; il concreto e definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari privilegiando i percorsi personalizzati di rientro nei territori di appartenenza. Ma anche la necessaria revisione del codice penale e di procedura penale sugli articoli che permettono la sopravvivenza degli ospedali psichiatrici giudiziari e della misura di sicurezza per gli autori di reato con parziale o totale vizio di mente; bloccare qualunque tentativo di costruzione di nuovi e più “moderni” luoghi di cura e custodia (mini ospedali psichiatrici giudiziari) in quanto non può esserci cura in condizioni di custodia; la revisione degli importi delle pensioni di invalidità civile per malattia mentale per le situazioni di inabilità al 100%”.

Redazione

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