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IN ITALIA ELETTROSHOCK PER 1400 PAZIENTI

Il dato è stato fornito dalla Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale durante la presentazione in Senato della relazione finale. Il presidente Ignazio Marino: "Sono 91 le strutture che ancora eseguono questa terapia. Solo in Sicilia ce ne sono 14 dove viene praticato l’elettroshock”. In cima alla classifica le strutture di Montichiari, in provincia di Brescia, il Policlinico di Pisa e il Polo Ospedaliero San Martino di Oristano". A sinistra il logo della Campagna No Elettroshock lanciata da una serie di organizzazioni sociali. 

 

 

Dal 2008 al 2010 in Italia i casi di pazienti che hanno ricevuto una terapia elettroconvulsivante, l’elettroshock, sono oltre 1.400 in 91 strutture ospedaliere. E’ quanto emerge dai dati forniti questa mattina dalla Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale durante la presentazione in Senato della relazione finale sull’attività della Commissione. “Ci siamo sorpresi quando abbiamo appreso che sono 91 strutture che ancora eseguono questa terapia – ha spiegato Ignazio Marino, presidente della Commissione -. Solo in Sicilia ce ne sono 14 dove viene praticato l’elettroshock”. In cima alla classifica le strutture di Montichiari, in provincia di Brescia, il Policlinico di Pisa e il Polo Ospedaliero San Martino di Oristano. Dati che hanno allarmato i membri della Commissione. “Non abbiamo voluto dare un giudizio sul merito e sull’appropriatezza della terapia – ha aggiunto Marino -, però ci siamo resi conto che ci sono situazioni, che abbiamo visto personalmente visitando alcune strutture, in cui la terapia viene utilizzata come terapia di prima linea. Il paziente non viene neanche sottoposto ad un percorso terapeutico, psicologico o psichiatrico, con l’utilizzo di farmaci per la depressione. Stiamo parlando di persone colpite da depressione maggiore che vengono sottoposte come primo approccio terapeutico alla terapia elettroconvulsivante. Pensiamo che questo sia sbagliato e debba essere corretto”. Secondo Marino, infine, “la questione deve necessariamente essere affrontata a livello di governo. Chi avrà la responsabilità del dicastero della salute deve per forza rendere più stringenti delle regole che in questo momento non sono tali”.

In  autunno era stata lanciata la campagna Stop Elettroshock con Psichiatria Democratica, Libera, Unasam, Legacoopsociali e Cittadinanzattiva  e la firma di Sergio Staino con la sua vignetta. 

Redazione

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