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BALDUZZI: RECORD TUMORI IN CAMPANIA. MA È POLEMICA SULLE CAUSE

Roghi di rifiutiA Napoli e Caserta il picco di patologie tumorali. Lo dice lo studio del ministero della salute Situazione epidemiologica della regione Campania ed in particolare delle province di Caserta e Napoli, con riferimento all’incidenza della mortalità per malattie oncologiche». Balduzzi nega la relazione con discariche e rifiuti ma i comitati protestano. Ignazio Marino: "Sorprendono le parole del ministro che non prende in considerazione le relazioni che centinaia di studi scientifici pongono tra diossina e l'insorgenza di tumori".   

 

Il ministero della salute conferma l'agghiacciante dato dello stato di salute in Campania: è record di tumori. La situazione, già nota grazie alle ricerche di scienziati di fama internazionale come Antonio Giordano, sarà resa nota oggi ad Aversa dove il ministro Renato Balduzzi presenta la relazione «Situazione epidemiologica della regione Campania ed in particolare delle province di Caserta e Napoli, con riferimento all’incidenza della mortalità per malattie oncologiche».

L'analisi emerge dall'anticipazione resa nota dal quotidiano Il Mattino: "In Campania, come in generale in Italia, nel 2009 le malattie del sistema circolatorio rappresentano la causa principale (40% circa) dei decessi; risultano inoltre elevati i tassi di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e dell’apparato digerente. E si muore di più anche per diabete mellito: per quest’ultimo il numero dei decessi tra le donne è addirittura doppio rispetto al dato nazionale. Per quanto riguarda i tumori maligni nel loro complesso, la mortalità in Campania tra gli uomini è superiore ai valori dell'intera Italia per il contributo delle province di Caserta (solo per gli uomini) e di Napoli (per entrambi i generi), con tassi particolarmente elevati per tumori di fegato, laringe, trachea-bronchi e polmone, prostata, vescica (nelle donne solo del fegato, della laringe e della vescica)". A questo si aggiunge il cancro ai polmoni che colpisce i cittadini campani con un tasso nettamente superiore dal resto d'Italia. 

Salute e ambiente

I due capoluoghi della regione maggiormente interessati sono le province dove insistono i principali attori inquinanti: discariche illegali e legali, roghi tossici, inceneritore, ecoballe, ex distretti industriali. Eppure, secondo il ministro Balduzzi, la relazione tra i due fenomeni non è provata. Ecco cosa ha dichiarato al quotidiano della città: "Dalle ricerche disponibili si evidenziano stili di vita e fattori di rischio legati al comportamento che sono legati alle malattie croniche. Sedentarietà, eccesso di peso e fumo sono significativamente più frequenti nella popolazione campana che nel resto del Paese, con tendenza all'aumento. In particolare, sono da segnalare - per la province di Napoli e Caserta - alte prevalenze di sedentari, fumatori e scarsa adesione ai programmi di screening oncologici". A Napoli, invece, secondo i dati del Comune i primi tre quartieri ad alto tasso di patologie tumorale sono gli stessi dove per anni sono state aperte grandi discariche o sorgono ex poli industriali: Chiaiano, Pianura, Bagnoli e Napoli est. Alcuni mesi il professore Antonio Giordano (premio Grande Ippocrate per la ricerca 2012) che, insieme a comitati, associazioni e cittadini aderisce alla Campagna Stop Biocidio, aveva lanciato una provocazione: "Se in Campania le persone si ammalano di più delle due, l'una: o c'è una grande esposizione all'inquinamento o queste persone hanno un Dna bucato e indebolito per cause sconosciute".

La polemica 

Una delle prime reazioni arriva dal senatore Ignazio Marino, presidente della Comissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale: "Sorprendono le parole del ministro della Salute Renato Balduzzi che sembra non conoscere o almeno non prendere in considerazione le relazioni che centinaia di studi scientifici pongono tra una sostanza come la diossina e l'insorgenza di tumori. Decenni di mancato smaltimento dei rifiuti urbani e di deposito di rifiuti industriali e speciali particolarmente nocivi in discariche illegali, hanno contaminato il territorio producendo un disastro ambientale che si traduce in disastro sanitario. Napoli e la Campania sono state avvelenate per oltre un terzo di secolo con pesantissime conseguenze per i suoi abitanti così che oggi in questa regione si registra un aumento della mortalità del 9% tra gli uomini, del 12% tra le donne, un aumento anche dell’80% di tumori ai polmoni e allo stomaco, linfomi e malformazioni neonatali, mentre altre regioni italiane assistono ad una diminuzione di queste patologie". Il parlamentare del Pd aggiunge: "Bisogna passare dalle parole ai fatti, non abbiamo bisogno di altre indagini o di altri dati. Abbiamo elementi più che sufficienti per sapere fino a che punto il territorio della Campania è intossicato e fino a che punto è compromessa la salute di chi vi vive. Ora occorre  con urgenza un piano concreto di prevenzione sanitaria e bonifica del territorio che consenta di tutelare seriamente la salute dei cittadini".

Gli enti locali e i comitati

Cittadini e comitati non credono alle tesi del ministro e oggi effettueranno un presidio davanti alla sede del palazzo municipale di Aversa dove Balduzzi presenterà lo studio. Si tratta di movimenti che da mesi si stanno mobilitando attraverso la campagna Stop Biocidio per denunciare il legame tra smaltimento di rifiuti legali e non, urbani ed industriali e l'aumento delle neoplasie nella regione. Ad appoggiare questa battaglia è il consigliere comunale Pietro Rinaldi che chiama in causa la stessa Amministrazione del sindaco Luigi de Magistris: "Ma mentre i cittadini ed i comitati ci chiedono di fare di più contro il biocidio in atto, il Comune di Napoli non fa abbastanza. Dall'incontro del 9 novembre l'amministrazione comunale si era presa l'impegno di convocare le commissioni, ambiente, salute e politiche sociali insieme agli assessori competenti ed i rappresentanti della Campagna Stop Biocidio per arrivare alla convocazione di un consiglio comunale sul tema. Bisogna sottolineare che il Comune di Napoli non ha competenza sulla sanità e sulle bonifiche (di cui ha competenza la Regione Campania a guida di centro destra troppo impegnata a pensare di fare affari con gli inceneritori) temi centrali della campagna Stop Biocidio, ma attraverso un consiglio comunale aperto l'amministrazione potrebbe migliorare l'azione amministrativa tesa alla difesa della salute dei cittadini napoletani davanti ad una vera e proprio emergenza sanitaria ed ambientale.Il Comune di Napoli ha fatto ciò che altre amministrazioni non avevano fatto, ovvero ha diffuso i dati per la mortalità per tumore nei quartieri della città. Dati gravissimi che vedono i quartieri di Chiaiano, Bagnoli e Pianura primi nel tristissimo primato dei morti per tumore".

Giuseppe Manzo

 

 

 

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