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"DESTINAZIONE ITALIA", ASSOCIAZIONI IN RIVOLTA: "CHI INQUINA DEVE PAGARE, NO SANATORIE"

Coordinamento Nazionale Siti Contaminati: "fermare l'art.4 del Decreto Destinazione Italia che regala i soldi delle bonifiche agli inquinatori". Anche il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Stop Biocidio Lazio e la Rete Comuni SIN sul piede di guerra: "condono tombale per i peggiori disastri ambientali e a pagare sarà il popolo inquinato e non gli autori delle contaminazioni".

 

 

 

 

In Italia oltre 15.000 siti sono potenzialmente contaminati e milioni di cittadini sono esposti a sostanze pericolose e tossiche rilasciate nell'ambiente negli ultimi decenni. Petrolchimici, discariche tossiche, raffinerie, industrie chimiche hanno devastato il paese e continuano a farlo visto che gran parte dei siti non è stato neanche messo in sicurezza. Proprio in questi giorni il parlamento è impegnato ad esaminare il Decreto Destinazione Italia che contiene "un vero e proprio regalo ai responsabili delle peggiori situazioni di inquinamento in Italia".

 

A parlare è il Coordinamento nazionale siti contaminati:  "Nel decreto Destinazione Italia c'è un articolo sulle bonifiche dei siti inquinati che prevede una nuova modalità per la firma di accordi di programma per la reindustrializzazione che somiglia tanto ad una sanatoria per i responsabili della contaminazione. Ma in Italia vale ancora il principio 'Chi inquina paga' o no?". 

 

Nei Siti di Bonifica Nazionale e in quelli di scala regionale e locale sono impegnati da anni comitati, associazioni e movimenti. Ora è nata una Rete con una piattaforma comune, che chiede un immediato intervento per garantire la qualità ambientale e la tutela della salute degli abitanti nei nostri territori: il Coordinamento Nazionale Siti Contaminati (CNSC).

 

Il cammino del Cnsc è iniziato il 22 ottobre 2011, quando all’Università di Chieti - Pescara si sono incontrate alcune Associazioni, Wwf Abruzzo e Medicina Democratica, continuando a Colleferro (RM) con il convegno nazionale organizzato da Retuvasa (la Rete per la Tutela della Valle del Sacco) e con nuove presenze (23-25 novembre 2012). "Il documento che vogliamo sottoporre alle altre realtà operanti sul territorio nazionale è stato messo a punto nel nostro ultimo incontro, durante il Convegno “Puliamo l’Italia” della fondazione Micheletti (Brescia, 14 e 15 ottobre 2013). Una maggiore forza comunicativa e operativa è essenziale per contrastare finalmente con decisione lo stato di degrado ambientale e sanitario a cui sono sottoposte numerose aree della penisola".

Ecco le prime adesioni: Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Lazio), Associazione Antimafie Rita Atria (Abruzzo e Sicilia), Peacelink nodi d’Abruzzo-Taranto-Cremona, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Comitato permanente esposti amianto e ambiente (Milazzo-Sicilia), Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua, Isde, Legambiente, Wwf provincia di Crotone, Aiea- Associazione Italiana Esposti Amianto, Comitato sardo Gettiamo le Basi

“No al condono sui disastri ambientali”

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, Stop Biocidio Lazio e la Rete Comuni SIN denunciano che in Italia, tra pochi giorni varrà definitivamente il nuovo principio “chi ha inquinato viene... pagato!”, che sostituirà l'ormai obsoleto “chi inquina paga”, tuttora in auge nel resto d'Europa.

Con l'articolo 4 del Decreto 145/2013 “Destinazione Italia”, dicono le associazioni, "si arriva anche a finanziare gli autori dell'inquinamento". "I proprietari delle aree, compresi i responsabili dell'inquinamento se il disastro è stato compiuto prima del 30 aprile 2007 (praticamente tutti i siti nazionali di bonifica), potranno usufruire di un bell'accordo di programma co-finanziato dallo Stato se propongono qualche percorso di re-industrializzazione. Infatti si potranno 'stipulare accordi di programma con uno o piu' proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica,  e  di  riconversione  industriale  e  sviluppo economico in siti di interesse nazionale individuati” che prevedano anche “e) i contributi pubblici e le altre misure di sostegno  economico finanziario disponibili e attribuiti".   

E ancora: "Intanto è interessante notare la “o” inserita tra “messa in sicurezza” e “bonifica”, con la conseguenza che gli accordi potranno anche limitarsi alla sola messa in sicurezza dei siti e non già alla vera bonifica. Non si fissa neanche un limite di importo all'eventuale sostegno pubblico, né una percentuale massima sul valore complessivo dell'accordo di programma che piotrebbe essere presa in carico dallo Stato. Ne consegue che il proprietario dell'area inquinata potrebbe vedersi pagare dallo Stato non solo integralmente gli oneri delle bonifiche ma addirittura gli investimenti per i nuovi impianti. La parte residua a suo carico godrà pure del credito d'imposta! Grazie al successivo comma 3 i nuovi impianti realizzati nei siti inquinati saranno automaticamente dichiarati di pubblica utilità (quindi anche un inceneritore o una raffineria!) con tanto, come detto, di vantaggi fiscali. Non vi è neanche un obiettivo di sostenibilità ambientale per le nuove attività necessarie per risollevare i siti inquinati, al contrario di quanto avviene in Francia e in Germania dove questi sito sono rinati divenendo ecomusei e aree turistiche. Nel comma 6 in cui si prevede addirittura un vero e proprio condono tombale, co-finanziato dagli italiani, per gli inquinatori poiché l'attuazione dell'accordo di programma “esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l'onere reale per tutti i fatti antecedenti all'accordo medesimo”.

 

Lo stesso servizio studi della Camera ha sollevato seri dubbi sui contenuti del Decreto che confliggerebbe con il principio comunitario “chi inquina paga”. 

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua Pubblica, Stop Biocidio Lazio e la Rete Comuni SIN chiedono al Ministro Orlando "di ritirare immediatamente questa norma che è un vero e proprio schiaffo ai cittadini vittime di inquinamento, un vero e proprio favore ai criminali e alle aziende senza scrupoli che hanno reso invivibili intere aree del paese causando lutti e malattie a migliaia di cittadini, come ha accertato lo studio “Sentieri” condotto dall'Istituto Superiore di Sanità proprio nell'ambito delle comunità che vivono nei Siti di Bonifica Nazionali". Inoltre il Forum dei Movimenti per l'Acqua e Stop Biocidio Lazio lanciano un appello a tutte le forze politiche in Parlamento affinché "si adoperino nel cambiare il testo per evitare che i miliardi destinati alle bonifiche non si trasformino in un affare per cricche e cosche e nell'ennesimo sacco delle finanzie pubbliche".

Intanto martedì 11 febbraio alle ore 11.30 presso la Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati si svolgerà una conferenza stampa in cui verranno approfonditi tutti questi temi.

Redazione

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